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CRISTINA: 30' anniversario di consacrazione

cristinaPer l’occasione, mi sono regalata alcuni giorni di preghiera a Ravenna, contemplando i meravigliosi mosaici della città.  La mia preghiera è iniziata nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il primo mosaico su cui mi sono fermata è tra quelli che mi hanno affascinato di più: la processione delle Sante Vergini. Ventidue donne avanzano con passo solenne verso Cristo, portando nelle mani la corona della vittoria. I loro volti sono diversi, ma lo sguardo è rivolto nella stessa direzione. Tra loro ne compare una che porta il mio nome: Cristina!  Questa coincidenza ha fatto sì che mi immedesimassi facilmente tra quelle donne. Anche io, come loro, mi sento in cammino, senza protagonismi, insieme a tante altre sorelle che, nel corso dei secoli, hanno scelto di consacrare la loro vita al Signore, e insieme alle mie consorelle, le Ausiliarie Diocesane. 
Non un cammino perfetto, ma un cammino fedele.

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LAURA E ROSA: 50' anniversario di consacrazione

Laura e RosaFesteggiare 50 anni di vita consacrata significa celebrare mezzo secolo di fedeltà, amore incondizionato e dono di me stessa a Dio e alla Chiesa ambrosiana, che ho desiderato vivere come segno profetico nel cuore del mondo di oggi. Guardare al cammino compiuto, mi permette di rileggere la mia storia come un tessuto di grazia, dove la fedeltà di Dio si è manifestata giorno dopo giorno tra le pieghe della storia umana. Grazie Gesù per la chiamata a lavorare nella tua vigna!

Laura Galimberti, parrocchia SS. Pietro e Paolo di Tradate

 

Ricordo bene il giorno dei primi voti: era il 28 agosto1976, eravamo nella cappella dell'Arcivescovado. Abbiamo fatto la professione nelle mani del cardinal Colombo. È stato bellissimo, anche se erano solo i primi voti. Nel ritorno a casa avevo l'animo così grande, che non ero capace di formulare una preghiera per ringraziare il Signore per il dono che mi aveva fatto.
La chiamata del Signore è sempre un dono; io l'ho sentita e l'ho coltivata. Ero felice, anche se timorosa: "Sarò capace? Riuscirò a testimoniare la mia vocazione proprio nell'amore verso gli altri?". La paura c'è sempre stata, però la fede mi ha sostenuta e portata avanti. Non ho mai avuto dubbi sulla mia vocazione, ho sempre camminato su questa strada.

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QUANTI ANNI HAI?

giornata vitaIn questi ultimi tempi i bambini continuano a chiedermi l’età non so perché, saranno forse i capelli bianchi, oppure semplice curiosità…poco importa.
La cosa che prende la mia attenzione è l’orgoglio che sento in me quando rispondo.
Orgoglio che richiede una riflessione.
Al di la delle loro simpatiche considerazioni, che mi fanno sorridere e che mostrano come il tempo per i bambini è ancora qualcosa di astratto, vorrei addentrarmi in un “pensare” per me.
Per prima cosa mi viene da dire che sono contenta dei miei 67 anni anche se mi devo ripetere più volte il numero, perché non mi sembra vero. Forse anch’io sono rimasta un po' bambina per quanto riguarda il tempo!
Perché sono contenta?
Semplicemente perché sono consapevole che ogni giorno vissuto è dono. Ogni singolo attimo è dono.

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L'INCONTRO ANNUALE CON IL VESCOVO

ausiliarie vescovo 25Partecipi per vocazione della missione dei Vescovi della Chiesa ambrosiana, quest'oggi abbiamo vissuto l'incontro annuale con l'arcivescovo Mario Delpini. Un confronto fraterno sulla Chiesa a partire dalle sollecitazioni dei viaggi nelle Chiese dell'America Latina, sul percorso pastorale e sul servizio alla Diocesi che lui ci affida. Un'occasione di ringraziamento per il suo 50' anniversario di ordinazione sacerdotale e per le sorelle che ricordano il 40' di consacrazione. 

 

 

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Quale Trasfigurazione?

trasfigurazioneLa festa della Trasfigurazione del Signore, che la Chiesa celebra il 6 agosto, ci pone davanti al desiderio di Gesù di amare fino alla fine. Una volontà che si manifesta radiosa anche in ogni essere umano che dona se stesso agli altri. È una luce che non acceca, ma trasfigura; che non rimuove il dolore, ma lo assume, offrendo uno sguardo nuovo sulla storia.
In questo stesso giorno, nel 1978, moriva san Paolo VI, arcivescovo di Milano e padre generatore della nostra comunità di Ausiliarie diocesane. Fu lui ad intuire la bellezza di una consacrazione pienamente inserita nella Chiesa locale e nella trama del mondo. Per Paolo VI la fede non era mai disincarnata: la spiritualità e l’impegno, il Vangelo e la storia, dovevano camminare insieme.
Quest’anno, il 6 agosto, ricorre anche l’ottantesimo anniversario dall’indimenticabile giorno, del 1945, in cui veniva sganciata la bomba atomica su Hiroshima, seguita tre giorni dopo da quella su Nagasaki
Memorabile in questo giorno, fra i molti richiami al disarmo offerti alla chiesa e al mondo da papa Montini, quello al Palazzo di Vetro dell’ONU, nel celebre discorso del 4 Ottobre 1965, immerso nell’apice della riflessione Conciliare, quando faceva sua “la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso”.
Totalmente proteso all’avvenire del mondo, sollecitava rapporti fra i popoli “regolati dalla ragione, dalla giustizia, dal diritto, dalla trattativa, non dalla forza, non dalla violenza, non dalla guerra, e nemmeno dalla paura, né dall'inganno”.
Potente il richiamo: «non più la guerra, non più la guerra!». Implorava: «se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno. Le armi, quelle terribili. specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli».
In questo intreccio di memoria liturgica, storica e profetica, il 6 agosto diventa invito a contemplare il volto di Gesù, splendido nell’amore, per ritrovare la dignità dell’uomo e il senso delle nazioni
Quale trasfigurazione, infatti, occorre oggi per il mondo?

Silvia Meroni

Link al discorso integrale: https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations.html

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