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L'ECO DELLA GIOIA - Riscoprire profondamente l'essenziale

1) Quando “andare di fretta” ti porta nella direzione della vita? Su quali aspetti della vita vorresti invece rallentare il passo e fermarti? 
La GMG ci ha permesso di riuscire a superare le difficoltà velocemente, invece soli nella quotidianità non abbiamo la stessa reazione e la medesima tenacia.

2) Quali parole del Papa, durante la veglia e la messa e negli altri momenti di Lisbona, ti hanno "colpito e affondato"?
Le parole del Papa, pronunciate in questi giorni, che più di altre ci hanno "colpito e affondato" sono: "Guardare gli altri dall'alto in basso ma solo per rialzarli" e "Brillare, ascoltare, non temere".

3) Qual è il tesoro che hai trovato nella GMG e che vorresti condividere con altri giovani che non vi hanno partecipato?
Il tesoro che abbiamo trovato e che vogliamo condividere con i giovani che non hanno partecipato alla GMG è la bellezza dell'unione dei popoli per lo stesso scopo, che ci aiuta a riconoscere il diverso e a riscoprire profondamente l'essenziale

I giovani  della Parrocchia del Buon Rimedio, Scampia - Napoli

 

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L'ECO DELLA GIOIA - Cristiani in tutto il mondo

1) Quando “andare di fretta” ti porta nella direzione della vita? Su quali aspetti della vita vorresti invece rallentare il passo e fermarti? 
Andare di fretta mi dà una direzione nella vita se agisco seguendo una passione. Vorrei avere più tempo per coltivare le amicizie, da passare con la famiglia, soprattutto ritengo fondamentale trovare il tempo di riflettere.

 2) Quali parole del Papa, durante la veglia e la messa e negli altri momenti di Lisbona, ti hanno "colpito e affondato"?

"Questo Dio ha fatto brillare i nostri occhi, Cristo illumina il nostro sguardo, sempre possiamo andare con la luce del Signore". Dio è luce e attraverso la sua luce brilliamo.
 
3) Qual è il tesoro che hai trovato nella GMG e che vorresti condividere con altri giovani che non vi hanno partecipato?
La bellezza del vedere che non siamo soli. Ci sono cristiani in tutto il mondo e c'è chi, per professare la sua fede, affronta la paura. 
Chiara Cattaneo (17 anni)
Decanato di Seregno
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LE AUSILIARIE A BARANZATE S.ARIALDO: il saluto e il grazie per i 41 anni di presenza

IMG 20221002 WA0020Domenica 2 ottobre, Baranzate-Sant’Arialdo, nel contesto della Festa dell’Oratorio, ha dedicato un saluto e un grazie al nostro Istituto che per 41 anni ha camminato con la comunità e con tutta la gente del posto.
Le sorelle che hanno potuto essere presenti, a nome di tutte quelle che si sono succedute nei tanti anni trascorsi, hanno ricevuto in dono l’icona dei discepoli di Emmaus, raffigurata nel tabernacolo della chiesa di Sant’Arialdo.
“Quei discepoli di Emmaus che oggi vi doniamo rappresentano il primissimo nucleo di una Chiesa che traendo forza dall’incontro con Gesù risorto va poi incontro a tutti…e vogliamo che rappresentino un legame simbolico e indissolubile tra il centro della nostra Parrocchia, il suo tabernacolo, e ognuna di voi e il vostro Istituto”
Così la gente si è rivolta a noi Ausiliarie, con parole a dir poco toccanti.

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VIVERE PER DONO - La missione di ciascuno

WhatsApp Image 2022 10 03 at 22.36.08È da poco iniziato il mese missionario: ogni anno siamo invitati a tornare sulla dimensione della missione, come ogni anno siamo invitati, dalla sapienza della chiesa, a tornare sulle dimensioni costitutive del nostro essere cristiani e sui misteri della fede nei quali siamo radicati per approfondirli e viverli appieno.

In questo mese siamo accompagnati dalla figura di Charles de Foucauld, canonizzato il 15 maggio di quest’anno. Una figura affascinante di giovane ateo, gaudente e inquieto, poi militare, esploratore, che arriva alla fede dopo una lunga ricerca fatta di una preghiera essenziale “Mio Dio, se esisti, fa’ che io ti conosca!” e dell’umile richiesta di essere aiutato ed accompagnato dall’abate Huvelin. L’incontro con Dio gli fa decidere subito di appartenergli totalmente e lo porterà a cercare l’imitazione della piccolezza di Gesù prima a Beni Abbes, in Algeria, dove vivrà una vita di preghiera e di accoglienza di qualunque fratello busserà alla sua porta, e poi tra i Tuareg nomadi nel Sahara, dove sarà ucciso il primo dicembre 1916.

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La dimensione pastorale dell'insegnamento della teologia in Università Cattolica

unicattMentre stavo terminando il dottorato a Roma, una delle prime università che mi ha contattato per offrirmi un insegnamento è stata l'Università Cattolica; nella sua offerta formativa, infatti, è integrato lo studio della Teologia in ogni corso di laurea, quale che sia l'ambito disciplinare di interesse.
Avevo già insegnato, ed era previsto che continuassi, in una facoltà ecclesiastica (la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale), che viene frequentata da coloro che sono interessati all'approfondimento teologico e che, almeno in parte, conoscono già il linguaggio della disciplina e della fede. Insegnare Teologia a giovani, che stanno studiando altre discipline, che non hanno uno specifico interesse per la teologia, che spesso sono digiuni del linguaggio della fede o conoscono quello di altre religioni, mi è parso subito una bella sfida, che mi avrebbe costretto a non dare per scontato nulla, a rendere ragione della fede, a trovare le forme e i linguaggi migliori per incontrare i giovani.
Alla prima lezione in aula c'era una studentessa; «una» inteso non come articolo indeterminato (una tra tante), ma come numero cardinale (una sola e basta). Ora coloro che frequentano i miei corsi sono parecchie centinaia di giovani. Dedico a loro, che tanto hanno contribuito alla conformazione attuale dei miei corsi, queste riflessioni.
Gli insegnamenti di Teologia sono una peculiarità dell'Università Cattolica. La loro esistenza è nota a chi fa parte in varia veste della comunità universitaria (studente, docente, personale), ma è nota anche all'esterno. Era noto anche a me, che, come studente, non ho frequentato la Cattolica (anche se in famiglia era una tradizione).
Quello che non sapevo (nonostante sia stata a lungo cultore della materia di un'altra docente) e che ho scoperto con stupore, meraviglia e gioia, al colloquio con Mons. Giuliodori (assistente ecclesiastico dell'UCSC) previo al conferimento dell'incarico della docenza, è che l'insegnamento della teologia in Cattolica si svolge su mandato ecclesiale. Questo è il punto da cui vorrei partire.

1. L'insegnamento della teologia in Cattolica è partecipazione all'azione pastorale della Chiesa
Benché "pastorale" sia un termine complesso e ricco di tante sfumature e diverse interpretazioni (ricordo un vecchio parroco che diceva convinto, e voleva convincere anche me, che «la pastorale è l'insieme dei compromessi personali»), parlando di "pastorale" non si può prescindere dal riferimento all'immagine sintetica del buon pastore (Gv 10, 11-18), che conosce le proprie pecore e per esse dà la vita ed è diverso dal mercenario, che ha a cuore solo il suo salario.

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