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AUGURI al Vescovo Mario!

IMG 20210726 WA0002La Comunità delle Ausiliarie Diocesane si stringe attorno al Vescovo Mario nel giorno del suo settantesimo compleanno e, partecipando alla sua azione  pastorale per la Chiesa ambrosiana, proclama con lui Plena est terra gloria Eius (motto episcopale dell'Arcivesovo Delpini).

 

 

 

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58^ GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

IMG 20210421 WA0003 1Sogno, servizio e fedeltà sono le tre parole che Papa Francesco ci ha consegnato nel messaggio per la 58° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Queste tre parole trovano la loro sorgente nella figura di San Giuseppe a cui Papa Francesco ha dedicato la Lettera Apostolica Patris corde.
San Giuseppe attraverso la sua vita ha generato vita. E cosa è la vocazione se non generare il meglio della vita!
 
 
SOGNO
Il sogno mette in gioco il futuro, oggi più che mai si sente la necessità di sognare, perché il sogno spinge sempre ad uscire da sé, ci porta a sporgerci verso ciò che non è scritto ma che noi possiamo scrivere. Sognare chiama in causa la speranza. Kierkegaard diceva che la speranza è la passione per il possibile e il possibile intravisto è la nostra avventura e il nostro avvenire.

SERVIZIO
Questa parola è la conseguenza più naturale e scontata di una vita che nel Signore e nella sua Parola trova il suo tesoro. Mettersi a servizio implica un prendersi cura di tutti quei fratelli e sorelle che il Signore mi affida con lo stile di Gesù che la sera dell’ultima cena si china a lavare i piedi ai discepoli

FEDELTA’
Oggi più che mai in un tempo di relazioni fragili e spesso incapaci di durare nel tempo, essere fedeli è una sfida in particolare per i giovani. Ma la fedeltà alle grandi scelte nasce da una fedeltà nelle piccole cose e si alimenta guardando alla fedeltà di Dio che non ha avuto paura di viverla fino in fondo nella figura di Gesù, condannato, crocifisso, morto e poi risorto.

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I nostri auguri di Pasqua: Gesù pastore risorto

auguri Pasqua 2021

 

In questa Pasqua 2021 noi Ausiliarie diocesane avvertiamo una promettente convergenza con l’intuizione di Giovanni Battista Montini (1897-1978) che già percepiva lo stretto legame fra l’annuncio della Risurrezione di Gesù e la nostra concreta partecipazione alla carità pastorale del Vescovo.
Cogliamo questo anniversario come un’occasione per trarne una sintesi spirituale che tiene composte due qualità dell’unico Signore e che il carisma che abbiamo ricevuto ci consente di non disgiungere.
Due particolari di diverse mani creative, un uomo e una donna, accompagnano l’augurio di Pasqua di quest’anno: i toni vivaci e comunicativi di Jean-Marie Pirot, più noto con lo pseudonimo di Arcabas, con le donne che prime incontrarono l’annuncio della Risurrezione (Comunità Nazareth - Torre de’ Roveri - BG) e l’estro di  Yolaine Schmeltz che servendo la Bellezza dà volto al Risorto (Beau berger, olio su tela, 2019). 
Nei nostri auguri di Pasqua il Risorto è il Buon Pastore. 
La luce che traspare sul volto del Signore che proclamiamo vivo non è per noi diversa da quella del Bellissimo pastore che offre la vita per le pecore (Gv 10,11). Non solo la Pasqua è annuncio della permanenza del dono di Gesù, che ancora oggi espone la sua vita, ma è anche evidenza di un amore più forte della morte, che rinvigorisce nuovamente la nostra missione di cura per la Chiesa.
Quando Montini scriveva, nel 1961, per la prima volta in Italia gli addetti all’industria superavano i lavoratori agricoli, e il costo giornaliero della vita si aggirava intorno alle 30 lire. Un italiano aveva un reddito pro capite annuo di meno di mille dollari. Poco più della media del Sud Africa. Meno di un terzo dei cittadini americani. Ci si muoveva dal sud al Nord con il “treno della speranza” e da tutto il Paese si navigava oltreoceano. Gagarin orbitava nello spazio e la Russia vantava la sua supremazia missilistica. Il mondo viveva le tensioni di Cuba e si iniziava la costruzione del muro di Berlino. E lo Spirito preparava la Chiesa al rinnovamento del Concilio Vaticano II.
Oggi, sessanta anni dopo le intuizioni di Montini, il risorto è vivo nel mondo e molti ancora implorano, forse più di allora, la speranza di una risurrezione concreta e di una carità più fraterna. E noi, come le donne di Galilea, continuiamo ad annunciarLo con cura sollecita, affinché la storia sia realmente luogo di salvezza. Per tutti.

 

Silvia Meroni. Pastorale scolastica. Liceo Parini, Seregno 

 

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1961 - 2021: le date di una profezia

lettera Montini 4

La settimana santa che si apre conduce noi Ausiliarie al cuore del carisma: gli eventi pasquali si conclusero con l’invio ad annunciare la Risurrezione di discepole e discepoli intimoriti e talvolta increduli. In quel mandato noi ritroviamo le sorgenti della nostra chiamata.

Sessant’anni fa, alla luce di quel mistero, il cardinal Montini intravide profeticamente la possibilità, per la vita consacrata femminile, di partecipare al ministero del Vescovo al servizio della Chiesa. Non una partecipazione a latere, ma alla carità pastorale.
La Pasqua del 1961 illuminò il discernimento avviato qualche anno prima con alcuni preti e sintetizzò i numerosi discorsi alle religiose in occasione degli incontri annuali. 
E il discernimento delle giovani? Venne presto. 
Sia in Europa (Germania e Francia) che in Diocesi (Bassa Milanese e Varesotto) esistevano già alcune forme di dedicazione pastorale, ma le Ausiliarie, per volere dei cardinali Montini e Colombo, furono una cosa diversa. 
Come ebbero modo di pronunciarsi le giovani ambrosiane? Aderendo in molte alla nuova forma di vita consacrata che andava nascendo e contribuendo a delinearne il volto. Nel 1979 venne poi riconosciuto l’Istituto delle Ausiliarie Diocesane. 
Oggi facciamo memoria di quel 2 aprile 1961, carico di significato non solo per noi ma per una Chiesa intera. Quel giorno il card. Montini scrisse una lettera a padre Giuseppe Zanoni, padre spirituale del Seminario e Oblato diocesano, coinvolto nel discernimento con il Vescovo, in cui sintetizzava la sua intuizione profetica di una nuova presenza di consacrate nella Chiesa e lo invitava in udienza. Qualche anno dopo il card. Colombo diede incarico a padre Zanoni di rendere concreta l’intuizione del suo predecessore. 
Più che di una data, facciamo memoria di una profezia. Il tempo di cui stiamo parlando erano gli anni che precedevano il Concilio e Montini seppe anticipare anche quell’evento, con la visione di una Chiesa nuova. 
in quella breve lettera egli parla di bisogni e di prospettive: oggi come allora, insieme al Vescovo, in ascolto sinodale la Chiesa di Milano sappia leggere i segni dei tempi e i bisogni pastorali, cercando le risposte tra quanto il Vangelo propone e ispira. 

Barbara Olivato

Comunità pastorale S. Teresa di Gesù Bambino, Desio

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IRAQ: terra di Abramo, terra di Sara

DCMCi permettiamo di segnalare l'articolo di Laura Invernizzi nel numero speciale di Donne, Chiesa, Mondo  di marzo (in foto) sulle paure delle donne.
Laura analizza la figura di Sara, delle tante "Sare" che in ogni epoca vivono lunghi anni nel silenzio all'ombra di uno o più uomini. A loro Sara offre una speranza: la visita di Dio si realizza come percorso di autenticità e pienezza, che riporta alla propria identità e rende la vita traboccante. 
 

 

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