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I LUOGHI DELLA FRATERNITA'/ 1: Accanto a chi è privato dei propri diritti

"diritto 1I migranti vengono considerati non abbastanza degni di partecipare alla vita sociale come qualsiasi altro, e si dimentica che possiedono la stessa intrinseca dignità di qualunque persona … Non si dirà mai che non sono umani, però in pratica, con le decisioni ed il modo di trattarli, si manifesta che li si considera di minore valore, meno importanti, meno umani. E’ inaccettabile che i cristiani condividano questa mentalità … facendo a volte prevalere certe preferenze politiche piuttosto che profonde convinzioni della propria fede: l’inalienabile dignità di ogni persona umana, aldilà dell’origine, del colore o della religione, è la legge suprema dell’amore fraterno.”(FT, 38)
Queste poche righe della lettera enciclica, mi hanno fatto ritornare alla mente gli anni in cui ho prestato servizio in una casa di prima accoglienza per Richiedenti asilo politico (Casa Suraya) ed in modo più vivo il tempo in cui dal giugno 2014, abbiamo accolto tantissimi siriani fuggiti dal loro paese.
Arrivavano pullman dalla Sicilia con intere famiglie, con i vestiti ancora umidi, gli occhi sbarrati dalla paura e dalla fatica della terribile attraversata.
Il primo gesto che si faceva, per accoglierli e creare un minimo di relazione, era offrire the caldo con biscotti. Passando poi tra loro per accertarmi se avessero la scabbia o altre malattie, vedevo in quegli sguardi sfiniti, il riflesso del Misterioso Dio che si metteva tra me e loro e che ci accordava sulla stessa “nota musicale”: FRATELLI TUTTI.
Non parlavano molto, sia per la barriera linguistica (anche se molti parlavano inglese) sia per la stanchezza, eppure moltissimi ringraziavano, perché il gesto dell’offrire the e biscotti aveva anche il sapore della solidarietà tra uomini.
Nella mia esistenza non ho pensato seriamente di andare in missione tra altri popoli ad annunciare la Bella Notizia, forse perché il mio essere Ausiliaria Diocesana, mi ha portato il mondo in casa, in Diocesi di Milano.

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QUARESIMA 2021: I luoghi della fraternità

AusiliarieGazzada piccola

La seconda parte del nostro itinerario sull'enciclica Fratelli tutti si snoda lungo la Quaresima e vuole essere un cammino incontro all'umanità che attende la redenzione della storia. Lo facciamo mettendoci in ascolto di alcune Ausiliarie che, attraverso esperienze di fraternità, si adoperano per affrettare il compimento della storia come luogo di salvezza. Ogni domenica troverete in home page un contributo.

1. Accanto a chi è privato dei propri diritti

2. Accanto ai migranti

3. Accanto ai carcerati

4. Accanto a ogni uomo e donna

 

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INIZIATIVA GIOVANI: Deserto, spazio della possibilità

quaresima 2021 rett def

 

Il deserto è il luogo che può fare paura perché, presentandosi a noi come orizzonte sterminato di sabbia, ci mette di fronte a quel vuoto dentro di noi che domanda spazio.

Come ogni anno la Quaresima si apre chiedendoci di contemplare il Signore che nel deserto entra nella lotta e quest'anno, forse più di altre volte, entriamo nel deserto avendolo sperimentato meglio: abbiamo visto il deserto delle nostre città e forse anche sentito con più intensità il vuoto che ci abita.

Forse stimolati da questa situazione nuova, forse perché abbiamo dovuto fare i conti con l'esiguità e la monotonia degli spazi di casa, improvvisamente il deserto e lo spazio sterminato si presentano a noi come possibilità.
A partire dalla Parola vera del Vangelo proveremo ad abitare gli spazi dell'interiorità, della fraternità e del futuro per raccoglierne le possibilità ulteriori che la nostra esperienza vitale offre.

Se sei una giovane o una giovane dai 18 ai 35 anni, che non teme di allargare lo spazio da abitare autenticamente, puoi partecipare alla proposta offerta attraverso la piattaforma Zoom dalle 21 alle 21.45.

SCARICA LA CARTOLINA

La possibilità dentro di sé: abitare l'interiorità - 11 marzo

La possibilità dell'altro: abitare la fraternità - 18 marzo

La possibilità oltre sé: abitare il futuro - 25 marzo

Per informazioni e iscrizioni (entro il 4 marzo), scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

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1. Dal documento firmato ad Abu Dhabi all'enciclica Fratelli tutti

ft1Da oggi vogliamo metterci in ascolto dell'Enciclica Fratelli tutti rileggendo la nostra vocazione a partire dalla prospettiva proposta dal Papa. Lo faremo attraverso riflessioni e testimonianze di alcune Ausiliarie. Inizia qui la prima parte dell'itinerario:
  • 24 gennaio: dalla Dichiarazione sulla Fratellanza umana all'enciclica Fratelli tutti
  • 31 gennaio: Fraternità senza confini: chiamate a essere per tutti
  • 7 febbraio: Fraternità come relazioni gratuite: l’ordinarietà della vita 
  • 14 febbraio: Fraternità per generare e pensare un mondo aperto: il dono della Risurrezione 

«Le questioni legate alla fraternità e all’amicizia sociale sono sempre state tra le mie «preoccupazioni», dichiara il papa Francesco all’inizio dell’Enciclica. Il momento significativo che ha segnato una svolta in tale direzione è stato nel febbraio del 2019 ad Abu Dhabi, quando papa Francesco e Ahmad al-Tayyeb, Grande Imam della moschea-università Al-Azhar del Cairo, hanno presentato e firmato la Dichiarazione sulla Fratellanza umana. In continuità con il Documento, Fratelli tutti si apre con l’episodio della visita di San Francesco al Sultano Malik al-Kamil di cui si è celebrato l’anno scorso l’ottocentesimo anniversario e si chiude con un richiamo alla figura di Charles de Foucauld (1858-1916), che immergendosi tra i musulmani d’Algeria, maturò la sua vocazione di «fratello universale».

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NATALE: Gesù, Sapienza del Padre

La fragilità di un bambino avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia dà forma alla forza di Dio, lo scandalo di un uomo inchiodato ad una croce dà forma alla sapienza di Dio: così continua a sorprenderci il Dio di Gesù, che viene a salvarci, anche oggi, percorrendo le vie dell’umanità dal suo nascere al suo morire.

Il Natale del Signore torna così a ripetere, con semplicità disarmante, la Buona Notizia della vita di ogni giorno come l’unico possibile luogo della nostra salvezza e della nostra gioia, perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini (1 Cor 1, 25)

Consapevoli che il nostro desiderio di luoghi e tempi migliori non può che partire dal qui e ora della fatica che stiamo attraversando, personalmente, come comunità cristiana e come comunità umana, possiamo chiedere, in questo Natale, la grazia di guardare con carità quello e quelli che ci circondano, per poi agire di conseguenza. 

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