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Avvento 2016/2: In attesa di giustizia - Tamar

tamarLo chiamano “il mestiere più antico del mondo”, per mitigarne il carico. Ma le parole, contro chi lo pratica, sono scagliate come pesanti macigni. Le ho sentite addosso a me, condannata al rogo insieme ai due piccoli, rannicchiati nelle mie viscere da soli tre mesi. Il mio nome, Tamar, significa palma, pianta dai frutti svettanti nel cielo. Non so dire se sia presagio delle lunghe e sofferte attese di fecondità, o profezia benedicente della scelta di Dio, di venire nella storia anche attraverso di me.

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AVVENTO 2016/1: Donne in attesa

barbara color 1 1L’attesa di una nascita, l’attesa di una persona cara, l’attesa della risoluzione di situazioni complicate, l’attesa della giustizia, dell’amore, della consolazione… 

L’attesa fa parte della nostra vita quotidiana, delle vicende ordinarie e straordinarie, così come l’attesa del Salvatore. 

Lo aspettiamo, protesi verso il futuro, scrutando nelle attese che hanno fatto la storia della salvezza, nelle pieghe delle vicende di cinque donne che sono entrate a far parte della genealogia di Gesù nel Vangelo di Matteo: Tamar, Rut, Rahab, Betsabea e Maria.
Ogni domenica di Avvento.


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OTTAVA DI PASQUA: Il filo rosso della Divina Misericordia

filo rosso sitoC’è un filo rosso che attraversa il secolo scorso e l’inizio dell’attuale: il continuo richiamo, l’immensa invocazione della Chiesa, in vari modi, circostanze e persone, alla Misericordia di Dio.
E’ ormai riconosciuto da tutti che il XX secolo, insieme a rapidi progressi e inarrestabile crescita (almeno nel mondo occidentale), è stato anche uno dei secoli più crudeli e disumani della storia dell’umanità. Due guerre mondiali, l’attuale terza “fatta a pezzi”, le ideologie di “destra” e “sinistra”, il terrorismo nazionale e internazionale, quest’ultimo, con cui stiamo lottando ora, travestito di “valori religiosi” che compie crimini in nome di un Dio oscuro, un esodo inarrestabile di milioni di profughi che fuggono dai paesi dell’Africa e Asia verso l’Europa per le guerre, le persecuzioni, il desiderio di una vita più umana … tutto e ciascuno può aggiungere alla cronaca dei nostri giorni, anche e specialmente di ripetute tragedie all’interno di famiglie italiane, con stragi e crudeltà non dicibili!
Tutto ciò ci toglie il fiato e rende il cuore “pesante”!

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QUARESIMA VI - Il buon Samaritano di Van Gogh

1890 Il buon samaritano 1"Per i discepoli di Cristo, aiutare la vita umana ferita significa andare incontro alle persone che sono nel bisogno, mettersi al loro fianco, farsi carico della loro fragilità e del loro dolore, perché possano risollevarsi. Quante famiglie sono vulnerabili a motivo della povertà, della malattia, della mancanza di un lavoro e di una casa! Quanti anziani patiscono il peso della sofferenza e della solitudine! Quanti giovani sono smarriti, minacciati dalle dipendenze e da altre schiavitù, e attendono di ritrovare fiducia nella vita! Queste persone, ferite nel corpo e nello spirito, sono icone di quell'uomo del Vangelo che, percorrendo la strada da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo derubarono e lo percossero" (Papa Francesco, 6 novembre 2015).

Sollecitati da queste parole di papa Francesco, ci poniamo davanti al dipinto di van Gogh e lasciamo che l' immagina dia voce a pensieri, emozioni e riflessioni.

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QUARESIMA V - Straniero, mi avete accolto

download 2Questa estate Mariaregina ha collaborato, per la Casa della Carità, con Matilde e Lorenzo all'accoglienza dei migranti a Bruzzano, periferia nord di Milano. La coppia di sposi ha dedicato il tempo delle proprie vacanze estive a questa opera della misericordia. 

Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato,
ero carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25, 35-36) 

Quante volte abbiamo letto o ascoltato queste parole. E quante volte abbiamo avuto paura di metterle in pratica; per inadeguatezza, perché non ci siamo sentiti pronti, per indifferenza o semplicemente per delegare ad altri la soluzione dei problemi. Questa estate, con un po’ di incoscienza e tanta fiducia nel Signore, abbiamo scelto con i nostri sacerdoti, un gruppo consistente di volontari e il supporto della Casa della Carità di fare nostre queste parole del Vangelo e di aprire le porte del nostro oratorio, ma prima di tutto del nostro cuore, all’accoglienza di migranti provenienti da diversi paesi, dove la guerra, la fame, le persecuzioni, le ingiustizie e la morte, non lasciano alcuna alternativa se non la fuga. Accogliere è innanzitutto aprirsi alla parola di Dio e farla diventare vita reale e concreta; accettare la sfida del vangelo è sperimentare che la misericordia può diventare lo stile delle nostre relazioni.

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