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GIORNATA VITA CONSACRATA

ee7cbb6d 6650 4880 8239 18938cde624dIl 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, la Chiesa, da 27 anni, celebra la Giornata mondiale della Vita consacrata. La Giornata sarà un'occasione di ringraziamento al Signore per il dono della vita consacrata e di preghiera per il Santo Padre Francesco che, proprio in quei giorni, si troverà nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan dove tanti consacrati e consacrate svolgono la loro missione in contesti di povertà e marginalità sociale.
In ogni parte del mondo, la vita consacrata risponde alla chiamata a portare la testimonianza del Vangelo prendendosi cura dei più fragili, di chi è vittima di ingiustizie e diseguaglianze sociali, compiendo gesti di solidarietà, impegnandosi nella costruzione di un futuro di pace e di un mondo in cui tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle.

In occasione di questa giornata, il prefetto del Dicastero che si occupa della vita religiosa ha firmato una lettera indirizzata ai consacrati e alle consacrate di ogni ordine e grado in cui si fa riferimento anche al percorso sinodale che la Chiesa sta compiendo. 

Nel giorno di questa festa, alle ore 17,30, anche in Duomo a Milano verrà celebrata l'Eucaristia presieduta dall'Arcivescovo monsignor Mario Delpini.

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Da Paolo VI a Francesco, il primo dell’anno la prima parola è PACE

pace Cantu«Sarebbe Nostro desiderio che… ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo - che sia la pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire».
Con queste parole, papa Paolo VI si esprimeva nel 1968, istituendo, per il 1° gennaio di ogni anno, la Giornata Mondiale della Pace.
Erano gli anni della guerra del Vietnam e il Papa chiedeva una tregua e invitava a pregare e a riflettere su: «quanto la pace deve recare con sé: l'ordine, la serenità, la letizia, la fraternità, la libertà, la speranza, l’energia e la sicurezza del buon lavoro, il proposito di ricominciare e di progredire, il benessere sano e comune, e quella misteriosa capacità di godere la vita scoprendone i rapporti con il suo intimo principio e con il suo fine supremo: il Dio della pace».
Il tempo trascorso da allora ha visto tanti nuovi sfondi sulla scena mondiale e, se per certi versi, il progresso si è rivelato una benedizione, per altri ha portato con sé nuova, incalcolabile distruzione.
La congiuntura storica che adesso stiamo attraversando, tra l’altro, ha trovato tutti impreparati con il ritorno della pandemia e della guerra nella vecchia Europa.
Papa Francesco parte dall’osservazione di questo scenario per parlare oggi di pace e per ribadire che solo un «“noi” aperto alla fraternità universale può dare una risposta efficace per superare le crisi personali, sociali e mondiali».
Il tema della fraternità percorre tutto il magistero del Papa attuale e risulta strettamente collegato agli argomenti relativi all’accoglienza, alla conversione ecologica, alla cura e all’incontro fra le generazioni.

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Cooperatrici pastorali diocesane: una presenza che si fa dono

WhatsApp Image 2022 11 29 at 16.29.46Il 30 novembre 2022 ci uniamo alla preghiera di ringraziamento della Diocesi di Treviso e delle Cooperatrici pastorali diocesane per il 30' anniversario di fondazione. Chi sono le Cooperatrici, con cui da alcuni anni, insieme alle Cooperatrici ecclesiali di Vicenza e Collaboratrici apostoliche di Padova ci confrontiamo sul carisma e su tematiche teologiche e con le quali siamo state ricevute dal Papa nel 2019?  

Similmente alle altre istituzioni diocesane e alla nostra vocazione, sono donne consacrate al Signore per essere a servizio della missione della Chiesa diocesana e inviate dal Vescovo nelle parrocchie e negli organismi diocesani per cooperare a tempo pieno con i presbiteri e i laici nella cura pastorale e nella costruzione di comunità cristiane sempre più missionarie, chiesa viva fra le case.

A quali sfide sono chiamate oggi nella Chiesa e nella società?

A un discernimento del modo in cui lo Spirito parla oggi agli uomini e alle donne profondamente cambiati sotto tanti aspetti: culturale, sociale, psicologico, antropologico. A cercare, insieme a tutta la Chiesa, come intercettare le nuove domande di senso e come riorientare l’agire pastorale verso una possibile risposta. A una maggiore comprensione e valorizzazione della presenza femminile nella Chiesa e nella società, che si manifesti anche nelle forme di cooperazione all’attività pastorale. Ed infine alla promozione della dimensione sinodale, in particolare il dialogo tra le diverse figure ministeriali, nell’orizzonte di una Chiesa sempre più sinodale e circolare. 

Approfondisci sul settimanale della Diocesi di Treviso con la testimonianza di Maria Marangon

Guarda la puntata di In cammino su TV 2000 del 14.12.2022

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