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Testimonianze di vita donata/3: TERRY

TERRYAnniversario lockdown? testimonianza di Terry, in servizio pastorale a San Giuliano Milanese. 
 

Ci sono modi diversi per celebrare un 25° anniversario di consacrazione, tutti importanti e significativi. Ho conosciuto coppie che hanno festeggiato in modo solenne, quasi 'esagerato' e sfiorando il ridicolo; persone che hanno preferito un basso profilo o, meglio, un'occasione più intima e familiare; altri che hanno voluto trasformarlo in occasione di bella testimonianza vocazionale per i giovani...

In questi anni di consacrazione mi è capitato di incrociare tanti anniversari, a partire dai diversi stati di vita: per qualcuno ho organizzato la festa, per altri ho gioito con verità, di altri sapevo la fatica della fedeltà. Consorelle, parroci incontrati nel servizio pastorale, ma anche coppie della parrocchia, amici, parenti stretti o lontani...
Mai, però, in questo tempo così strano - oserei dire 'buffo, se non fosse per la drammatica situazione di emergenza sanitaria che stiamo attraversando - avrei immaginato di trovarmi coinvolta in prima persona con queste modalità! Per la verità, non amo molto festeggiare i miei anniversari: in questi anni l'ho fatto pochissimo, un po' per ritrosia personale, un po' perché animata dalla dedizione ambrosiana (insieme allo zelo brianzolo !!!) che rinvia sempre lo svago ... all'anno successivo!

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Testimonianze di vita donata/2: CHICCA

Chicca modificata 1Traguardi che aprono nuovi sentieri da percorrere: testimonianza di Chicca, in servizio pastorale nella scuola dell'infanzia e nel carcere di San Vittore.

 

Mi sono fermata un attimo davanti al traguardo del mio venticinquesimo di consacrazione e ho pensato che non riesco, in realtà, ad attribuire una data d'inizio all'avventura della sequela e della mia relazione con il Signore Gesù. Mi sembra di poter dire che è iniziata ancor prima che io ne fossi pienamente consapevole, all'inizio nella mia famiglia e poi in luoghi diversi con incontri e condivisione di tratti di cammino con altre persone, per le quali e con le quali benedire e ringraziare il Signore innalzando un canto di gioia, un alleluia.

In questi venticinque anni da Ausiliaria Diocesana ho sperimentato partenze e arrivi in parrocchie e ho incontrato molte persone: la promessa di Dio di un centuplo incalcolabile come le stelle del cielo, che ti fanno alzare lo sguardo, piccole luci che hanno illuminato i giorni. Ogni partenza ha chiesto un lasciare, un "morire", ed ogni arrivo ha rappresentato una "risurrezione" una vita che è rinnovata dalla potenza mite del Signore. Faccio memoria grata delle diverse realtà parrocchiali che mi hanno accolta, delle persone che sono diventate compagni, amici, sorelle e fratelli, madri e padri nella fede e che mi hanno mostrato e indicato il Signore Gesù. Per ciascuna di loro e per tutte non mi resta che benedire e ringraziare il Signore innalzando un canto di gioia, un alleluia.

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Testimonianze di vita donata/1: PAOLA

paola montiUn annuncio, un imperativo, una constatazione: testimonianza di Paola Monti, in servizio pastorale a Seregno
 
Un annuncio: “Non cercate tra i morti colui che è vivo”.

Le donne del Vangelo vanno al sepolcro e un luogo di morte, di dolore, di smarrimento, di angoscia diventa luogo di incontro con l’annuncio che cambia la storia: il Signore, il Maestro è risorto! Anche per noi, uomini e donne del giorno d’oggi, risuona questa Parola e ci incoraggia a rimetterci in cammino e a riscoprire che il Signore è il Signore della vita e non della morte. 

“Perché piangi? Chi cerchi?” Anche per noi, uomini e donne del giorno d’oggi, risuona questa Parola  e ci rassicura: sotto lo sguardo del Risorto nessuno è sbagliato, ogni situazione è visitata, trasfigurata e riceve un annuncio di novità di vita. Tutti possiamo essere trasformati dalla Grazia!
 
Un imperativo: “Non abbiate paura, non temete”.

La nostra paura di uomini e donne del giorno d’oggi e il nostro timore ricevono una parola di consolazione e di incoraggiamento, addirittura quasi un comando! Il Signore non ci lascia soli nello sconforto e nello smarrimento, ma li attraversa con noi fino in fondo e così ci apre alla speranza che, come diceva Papa Francesco nell’omelia della veglia Pasquale, “è una speranza nuova, viva, che viene da Dio. Non è mero ottimismo, non è una pacca sulle spalle o un incoraggiamento di circostanza, con un sorriso di passaggio. No. È un dono del Cielo, che non potevamo procurarci da soli”. Sono parole che ci aiutano a riconoscere lo ‘specifico’ della fede, che è dono ricevuto gratuitamente e chiede un impegno di testimonianza. E continua, il Papa: “Tutto andrà bene, diciamo con tenacia in queste settimane, aggrappandoci alla bellezza della nostra umanità e facendo salire dal cuore parole di incoraggiamento. Ma, con l’andare dei giorni e il crescere dei timori, anche la speranza più audace può evaporare. La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita”.

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GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI: testimonianze di vita donata

tempestaPer la 57' giornata mondiale di preghiera per le vocazioni proponiamo alla vostra lettura una riflessione sul messaggio del Papa a partire dal Vangelo proposto: Gesù e Pietro sulle acque (Mt 14,22-33) e dalle quattro parole della vocazione: dolore, gratitudine, coraggio e lode.

In questi mesi il nostro cuore è stato attraversato da molti sentimenti e qualche volte a guardarlo bene ci siamo persino spaventati. Abbiamo provato paura - mi sembra mi manchi il respiro! - qualche volta ci siamo abbandonate allo sconforto - in questo tempo non può succedere nulla di buono!- ci siamo un po' isolate, pur di salvaguardarci - se starò per conto mio non rischierò!-. Per molti c'è stata anche la prova del dolore - sono come paralizzata di fronte a tanto dolore -.

Il dolore, la paura, lo sconforto, l'isolamento ci hanno provato: forse mai come in questi tempi ci era capitato di dover lottare con sentimenti così intensi e così pervasivi. Eppure proprio in questi giorni, chiamate a far memoria della nostra vocazione, il Papa ci racconta di ben altri sentimenti che attraversavano il cuore dei discepoli in mezzo al lago di Tiberiade: il dolore, che ci rendeva immobili, diventa la fatica di immaginare qualcosa di nuovo, la paura, che ci toglieva il respiro, viene schiacciata da una Parola forte che dà coraggio, l'egoismo, che ci aveva isolato, diviene gratitudine per tante sorelle e fratelli compagni di viaggio, lo sconforto dei giorni tutti uguali diventa lode per le meraviglie nascoste nelle fessure delle nostre esistenze.

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Dopo 40 anni... Valeriana e Albina

fotoAll'inizio c'è una Parola!
Così affermano con entusiasmo Valeriana e Albina al ritorno da alcuni giorni vissuti in un monastero benedettino della Val d'Aosta: giorni vissuti nella lode e nel rendimento di grazie per il dono della vocazione sfociata quarant'anni fa con la professione nell'Istituto delle Ausiliarie Diocesane.
Mc 10,17-21: "... allora Gesù fissandolo lo amò ... vieni e seguimi".
Saper vedere, non si è mai finito di imparare quest'arte da cui dipende la comunicazione, la comunione e quindi il sapore della vita. Questo sguardo di Gesù su di me è l'inizio di un cammino di sequela. Mi sono sentita conosciuta nel profondo del cuore e mi sono sentita accolta. Sentirsi guardata, amata è la molla che ha fatto scattare la gioia di camminare dietro Lui.

Valeriana Galimberti

Gv 14,6: "Io sono la via, la verità e la vita".
Per tanti anni, domenica dopo domenica, ho letto queste parole scritte nel mosaico dell'abside della mia chiesa di S. Andrea a Milano, da dove provengo, fino a quando hanno suscitato in me una domanda, mi hanno scavato dentro, mi hanno donato pienezza di senso alla mia ricerca vocazionale. Via Verità Vita: una persona. Gesù! E allora per trovare Lui vale la pena seguire questa strada, vale la pena lasciare quello che hai perché ormai hai trovato la verità che ti appaga e ti riempie di vita e di gioia. Dopo quarant'anni vale la pena continuare perché la strada è certa, la verità non delude, la promessa di vita è sicura.
Tutto è dono e il cuore canta il nostro Magnificat e sentiamo vere le parole di S. Agostino che ci invitano a continuare il cammino: "Canta con la voce e con il cuore con la bocca e con la vita. Canta senza stonature la verità del cuore. Canta come cantano i viandanti, non per cullar l'inerzia, ma per sostener lo sforzo. Canta e cammina".

Albina Daccò

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