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Il piacere spirituale di essere popolo - Le relazioni del convegno

aperturaassemblearelatori 

L'apertura dei lavori, l'assemblea, i relatori: tre immagini dal convegno di sabato. Le relazioni si trovano ai seguenti link:

Relazione di don Gianni Colzani

Relazione di S.E. Mons. Mario Delpini

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Convegno 19 ottobre - Cerchiamo uomini e donne di Chiesa

convegnoQuando abbiamo iniziato a interrogarci sul contenuto di un convegno in occasione del nostro 40°, ci siamo domandate quale potesse essere il contributo da offrire alla nostra Chiesa, quale racconto avremmo potuto intrecciare con autorevolezza e quali altre storie altrettanto ricche avremmo potuto raccogliere per continuare con slancio a camminare insieme.

La domanda ci ha indirizzato quasi istantaneamente alla spiritualità diocesana, tema abbondantemente praticato fino a qualche decennio fa e di cui è tornato a parlare papa Francesco. 

Ci è piaciuto intitolare il convegno proprio con alcune parole del Pontefice che al numero 268 di Evangelii Gaudium raccomanda: «il piacere spirituale di essere popolo». Riconosciamo, infatti, che il punto incandescente della nostra vocazione è proprio quella gioia che nasce dal sentirsi parte del popolo di Dio radicato in un luogo, generate da una Chiesa locale e inviate a rimanere vicine alla vita della gente. La missione di chi condivide una spiritualità diocesana è «una passione per Gesù ma, al tempo stesso è una passione per il suo popolo» (EG, 268), che ha un volto preciso e che si gioca in una ordinarietà che è per tutti, ma che qualcuno è chiamato a custodire come punto sorgivo della propria identità.  Vivere la fedeltà alla Chiesa in un luogo è assumere la tensione insopprimibile tra la fedeltà alla storia di Cristo e la fedeltà alla nostra storia, è l’assumere «la missione di unire i cuori che si amano: quello del Signore e quello del suo popolo» (EG, 143), collocandosi in una cultura ed in una storia ben precisa ed inserendosi in un preciso cammino ecclesiale diocesano, assumendone la progettualità e abitandone la trama di relazioni.

La diocesanità è forse la via più ordinaria di un cammino spirituale perché non si è chiamati a separarsi dai fratelli e dalle sorelle, piuttosto a sostenerne il cammino vivendolo. Questa dedizione a Dio nella concretezza della vita diocesana, può rappresentare il vertice di un cammino spirituale. 

Individuato il tema, la scelta del relatore è stata quasi scontata: don Gianni Colzani, nostro assistente dal  1996 al 2002 insegnate di ecclesiologia e missiologia ci è sembrato un maestro competente ed insieme un compagno di viaggio affidabile e solido. Quando l’abbiamo incontrato abbiamo potuto gustare una grande lucidità di pensiero ed insieme una curiosità affettuosa e discreta nel sapere i passi compiuti negli anni. 

Anche l’arcivescovo Mario, primo ed autorevole interprete della diocesanità, prenderà la parola per aiutarci ad approfondire cosa voglia dire vivere la propria missione a servizio della chiesa locale.

Ciò che forse ci ha messo più in difficoltà è stata, invece, la scelta dei partecipanti alla tavola rotonda: siamo consapevoli infatti che in tanti, potremmo addirittura dire tutto il popolo santo di Dio è chiamato in un certo qual modo a condividere una spiritualità diocesana. Alla tavola rotonda avremmo voluto invitare uomini e donne, sposi e consacrati, diaconi e preti e magari anche un vescovo … ma il tempo ci ha fatto stringere e potremo ascoltare i racconti solo di don Francesco Scanziani (prete diocesano), Silvia Negri (consulente ambientale e responsabile decanale di AC), Carla Consonni (Ordo Virginum) e Barbara Olivato (Ausiliaria diocesana). Ci è sembrato che moderatrice autorevole di questo tavolo potesse essere Valentina Soncini, segretaria del consiglio pastorale diocesano ed ex presidente dell’AC, docente di teologia fondamentale al PIME e da poco dirigente scolastica. 

Infine ci resta da definire chi siano gli invitati a questa conversazione intorno al tema della diocesanità. Immaginiamo possano essere tutti gli uomini e le donne di Chiesa che, per dirla con de Lubac, sono «coloro che non si accontentano di essere in ogni cosa leali e sottomessi, non si limitano ad adempiere tutto ciò che richiede la loro professione di cattolici. Essi amano la bellezza della Casa di Dio. La Chiesa ha rapito il loro cuore. È la loro patria spirituale. Essa è sua madre e i suoi fratelli. Nulla di ciò che la tocca li lascia indifferenti o insensibili.  Si radicano in essa, si formano a sua immagine, s'inseriscono nella sua esperienza, si sentono ricchi delle sue ricchezze». Crediamo che mai come oggi la nostra Chiesa abbia l’urgenza di essere amata e pensata così, per questo aspettiamo uomini e donne di Chiesa per continuare a credere e amare così.

Roberta Casoli, Ausiliaria Diocesana

Programma del CONVEGNO: «IL PIACERE SPIRITUALE» DI ESSERE POPOLO
 

19 ottobre 2019 – 9.30-12.30
Centro pastorale Casa cardinal Schuster - Sala Pio XII
Via sant’Antonio, 5, 20122 – Milano

h.9.30 Saluti e accoglienza di Susanna Poggioni (Sorella maggiore delle Ausiliarie diocesane)
h 9.45 Relazione: La diocesanità: fonte di spiritualità per tutti (don Gianni Colzani)  

h 10.45 coffee break

h 11.15 intervento dell’Arcivescovo mons. Mario Delpini

a seguire 

Tavola rotonda su esperienze di spiritualità diocesane intervengono
Consonni Carla (Ordo Virginum), Negri Silvia (laica di Azione cattolica), Olivato Barbara (Ausiliarie diocesane), Scanziani don Francesco (prete diocesano)
Modera dott. Valentina Soncini

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Con Santa Teresa: una mistica... apostolica

Avila1Per sottolineare in modo particolare il Quarantesimo dell’Istituto, per gli esercizi spirituali di quest’anno abbiamo scelto la forma del pellegrinaggio, nel desiderio di accostare una figura femminile, che fosse a un tempo maestra per la vita spirituale personale e rilevante per la vita della Chiesa. Siamo così andate a Avila, immergendoci, grazie anche allo splendido scenario delle Mura della città patrimonio dell’umanità, nel contesto della Spagna del 1600 e ci siamo messe in ascolto della vita e dell’insegnamento di Santa Teresa di GesùAvilamura
Ospiti del Centro Internazionale Teresiano e Sanjuanista (CiteS) di Avila, la cosiddetta Università della Mistica, abbiamo vissuto un’intensa esperienza spirituale e di fraternità. Al nostro ritorno abbiamo il cuore pieno di gratitudine per i doni ricevuti.

È incredibile come Santa Teresa, nonostante i secoli che ci separano dal suo tempo, sia ancora estremamente attuale.

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Al via un nuovo anno

giornata comunitCome ogni anno la fine di agosto prevede alcuni appuntamenti, che da una parte concludono il tempo estivo, dall’altra rilanciano la nostra missione nel nuovo anno pastorale: la giornata comunitaria e gli esercizi spirituali. 

Aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo mons. Delpini, la giornata comunitaria di quest’anno è stata un’occasione per raccoglierci e ripartire insieme nell’anno in cui ricordiamo il quarantesimo dello statuto.
Nell’incontro plenario della mattina seguito da un dibattito, Mons. Delpini ha offerto all’assemblea qualche spunto di riflessione sulla missione, ricordando che “missione” è un sostantivo “passivo” che indica l’«essere inviati» e richiede che si mantenga lo stile di colui che manda (Gesù).  Particolarmente sottolineato è stato anche il legame particolare tra l’Arcivescovo e l’istituto delle Ausiliarie, che è forma propria della Diocesi di Milano e ad essa è dedicato.

Dopo il festeggiamenti per gli anniversari di alcune sorelle, occasione per rendere grazie al Signore per la loro fedeltà, nel pomeriggio sono stati affrontati alcuni temi “caldi” su cui stiamo riflettendo, riguardanti la vita dell’Istituto stesso e il nostro carisma.

In quest’anno particolare per la vita dell’istituto, per gli esercizi spirituali che svolgeremo da domani ad Avila, abbiamo scelto di accostarci alla figura di S. Teresa, maestra di preghiera e, forse per questo, donna tanto significativa per la Chiesa.
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Dopo 40 anni... Valeriana e Albina

fotoAll'inizio c'è una Parola!
Così affermano con entusiasmo Valeriana e Albina al ritorno da alcuni giorni vissuti in un monastero benedettino della Val d'Aosta: giorni vissuti nella lode e nel rendimento di grazie per il dono della vocazione sfociata quarant'anni fa con la professione nell'Istituto delle Ausiliarie Diocesane.
Mc 10,17-21: "... allora Gesù fissandolo lo amò ... vieni e seguimi".
Saper vedere, non si è mai finito di imparare quest'arte da cui dipende la comunicazione, la comunione e quindi il sapore della vita. Questo sguardo di Gesù su di me è l'inizio di un cammino di sequela. Mi sono sentita conosciuta nel profondo del cuore e mi sono sentita accolta. Sentirsi guardata, amata è la molla che ha fatto scattare la gioia di camminare dietro Lui.

Valeriana Galimberti

Gv 14,6: "Io sono la via, la verità e la vita".
Per tanti anni, domenica dopo domenica, ho letto queste parole scritte nel mosaico dell'abside della mia chiesa di S. Andrea a Milano, da dove provengo, fino a quando hanno suscitato in me una domanda, mi hanno scavato dentro, mi hanno donato pienezza di senso alla mia ricerca vocazionale. Via Verità Vita: una persona. Gesù! E allora per trovare Lui vale la pena seguire questa strada, vale la pena lasciare quello che hai perché ormai hai trovato la verità che ti appaga e ti riempie di vita e di gioia. Dopo quarant'anni vale la pena continuare perché la strada è certa, la verità non delude, la promessa di vita è sicura.
Tutto è dono e il cuore canta il nostro Magnificat e sentiamo vere le parole di S. Agostino che ci invitano a continuare il cammino: "Canta con la voce e con il cuore con la bocca e con la vita. Canta senza stonature la verità del cuore. Canta come cantano i viandanti, non per cullar l'inerzia, ma per sostener lo sforzo. Canta e cammina".

Albina Daccò

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AUSILIARIE DIOCESANE: 40 anni di «GRAZIE»

L'Arcivescovo alle Ausiliarie: «Questo è il tempo della vostra missione»

Video: Ausiliarie diocesane: «Testimoni coraggiose della vita consacrata»

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