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Dopo 40 anni... Valeriana e Albina

fotoAll'inizio c'è una Parola!
Così affermano con entusiasmo Valeriana e Albina al ritorno da alcuni giorni vissuti in un monastero benedettino della Val d'Aosta: giorni vissuti nella lode e nel rendimento di grazie per il dono della vocazione sfociata quarant'anni fa con la professione nell'Istituto delle Ausiliarie Diocesane.
Mc 10,17-21: "... allora Gesù fissandolo lo amò ... vieni e seguimi".
Saper vedere, non si è mai finito di imparare quest'arte da cui dipende la comunicazione, la comunione e quindi il sapore della vita. Questo sguardo di Gesù su di me è l'inizio di un cammino di sequela. Mi sono sentita conosciuta nel profondo del cuore e mi sono sentita accolta. Sentirsi guardata, amata è la molla che ha fatto scattare la gioia di camminare dietro Lui.

Valeriana Galimberti

Gv 14,6: "Io sono la via, la verità e la vita".
Per tanti anni, domenica dopo domenica, ho letto queste parole scritte nel mosaico dell'abside della mia chiesa di S. Andrea a Milano, da dove provengo, fino a quando hanno suscitato in me una domanda, mi hanno scavato dentro, mi hanno donato pienezza di senso alla mia ricerca vocazionale. Via Verità Vita: una persona. Gesù! E allora per trovare Lui vale la pena seguire questa strada, vale la pena lasciare quello che hai perché ormai hai trovato la verità che ti appaga e ti riempie di vita e di gioia. Dopo quarant'anni vale la pena continuare perché la strada è certa, la verità non delude, la promessa di vita è sicura.
Tutto è dono e il cuore canta il nostro Magnificat e sentiamo vere le parole di S. Agostino che ci invitano a continuare il cammino: "Canta con la voce e con il cuore con la bocca e con la vita. Canta senza stonature la verità del cuore. Canta come cantano i viandanti, non per cullar l'inerzia, ma per sostener lo sforzo. Canta e cammina".

Albina Daccò

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Dopo 25 anni... Guglielmina

guglielminaUn anniversario importante è occasione per celebrare e rendere grazie con e nella Chiesa per il dono della vocazione.
Il motivo del ringraziamento lo (ri)trovo nel Salmo 116, che avevo scelto per i primi voti: «forte è il suo amore per noi, e la fedeltà del Signore dura in eterno». A distanza di 25 anni non posso che ridire, con ancora più convinzione, l'amore e la fedeltà di Dio.
Di doni in questi anni ne ho ricevuti davvero tanti: la relazione col Signore che sostiene ogni attività, le comunità con le quali ho condiviso il servizio e l'amore alla Chiesa, i tanti amici che mi hanno accompagnato dall'inizio o che ho incontrato sul mio cammino.
Certo, il mio volto è segnato dal passare degli anni, ma soprattutto la mia storia è fatta dei volti di tutte le persone che ho incontrato in questi anni e con le quali ho condiviso un pezzo di strada: insieme qualche volta è capitato di affrontare una salita impegnativa, altre volte di riposare in una radura, condividendo una gioia, un pensiero o un sogno che il Signore aveva messo nel cuore, più spesso di vivere insieme, semplicemente, l'ordinario della vita e della vita in parrocchia.
Insomma, se dovessi pensare ad una mia "immagine del profilo" (come ci chiedono i social) di Ausiliaria Diocesana "venticinquenne" penserei ad una di quelle fotografie che, se ingrandite, si rivelano essere un mosaico di piccole "foto-tessera". Ecco, il mio volto è un mosaico dei volti di tutte le persone che ho incontrato fin qui.
In modo particolare ringrazio il Signore per i bambini, i miei piccoli-grandi maestri che ogni giorno, con la loro semplicità e profondità sono stati (sono) per me i più attenti e profondi ascoltatori della Parola.
Ed ora, come conclude sempre la mia cara amica Gemma, monaca a Rovereto: Avanti con fiducia!

Guglielmina Scattolin

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L'Arcivescovo alle Ausiliarie: «Questo è il tempo della vostra missione»

40esimoDurante una partecipata e solenne celebrazione eucaristica, abbiamo reso grazie. Nella basilica di S. Ambrogio molti sono venuti condividere con noi questo momento. «Come si vive il quarantesimo anniversario?», ha chiesto l’Arcivescovo Mario Delpini durante l’omelia (video), e alle molte risposte che si potrebbero dare, ha proposto di preferire quella che emerge dalla lettura congiunta delle letture che abbiamo ascoltato durante la celebrazione, del tempo che stiamo vivendo e del contesto ecclesiale e sociale in cui ci troviamo: il quarantesimo anniversario coincide con il tempo di missione, un tempo per tornare ad ascoltare quello che il Signore dice, per mettersi in cammino. «A me pare – ha detto l’Arcivescovo – che il Signore dica alle Ausiliarie “questo è il tempo della vostra missione” è il tempo per sentire che il Signore vi manda e il nome della vostra missione sta in Delpini40esimoun’espressione che vi caratterizza fin dall’inizio, in una parola di Giovanni Battista Montini che vi definisce, dall’inizio, come le donne della risurrezione, donne che vivono di questa esperienza di incontro con il Risorto e ne fanno la ragione della loro vita».

E dopo averci invitato a essere «donne della Parola, donne docili alla parola di Dio, continuamente desiderose di lasciarsi costruire da Dio», in una vibrante perorazione, ha espresso un desiderio per la Chiesa, che diventa imperativo per noi: «Donne della risurrezione, siate donne! Nella Chiesa di oggi è necessario che le donne siano una presenza capace di profezia e di umiltà, capaci di coraggio e di attenzione […]. Siate donne capaci di parlare agli uomini e alle donne e a tutta la Chiesa, capaci di essere persone persuasive per la gioia che testimoniate». E continuiamo il cammino.

 

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Rendere grazie insieme

LOGO 40 Ausiliarie DiocesaneVenerdì 24 maggio alle ore 20.30 nella basilica di Sant’Ambrogio avremo la gioia di celebrare assieme all’Arcivescovo Mario una santa Messa di Ringraziamento per i quarant’anni dall’approvazione del nostro primo Statuto. Sono nate ufficialmente, così, le Ausiliarie Diocesane, intuite dal Cardinal Montini: “la nostra diocesi ha bisogno di donne che si offrano per il servizio pastorale” e finalmente approvate dal cardinal Colombo con lo Statuto del 1979.

Questi quarant’anni sono stati vissuti in questa nostra Chiesa di Milano a servizio dei bisogni pastorali della diocesi, seminate tra la gente in parrocchie e altre strutture diocesane e il loro ricordo un momento importate che desideriamo condividere coi nostri familiari, con gli amici, con le persone delle realtà dove operiamo.

Desideriamo rendere grazie per i tanti doni che il Signore ci ha fatto in questi anni; è bello e importate che questo «grazie» sia celebrato durante una Messa con il nostro Arcivescovo, coi presbiteri che ci conoscono e con la gente alla quale siamo dedicate.

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Dopo 25 anni... PAOLA

photoNella sua fedeltà, la mia fedeltà: abbiamo un tesoro in vasi di creta

 

Ho nel cuore una scena e un dialogo a cui ho assistito quando ero giovane. Stavo passando dalla piazza del Duomo e probabilmente si era appena conclusa una celebrazione in cui erano presenti tantissime suore (forse era un giubileo delle religiose). Ero dietro al Duomo e due ragazzi vedendo tutte queste consacrate (parecchie anziane) dicono: "Certo è che il Signore è proprio fedele! Se una suora abbandona la sua vocazione non è colpa del Signore, è solo colpa sua!".
Ora che sono qui a festeggiare il mio 25° anniversario di consacrazione dico proprio così: la mia fedeltà è risposta alla Sua fedeltà.

Tuttavia è un'altra la frase che mi ha "guidato" in questi anni: "Abbiamo un tesoro in vasi di creta".

San Paolo si rivolge così alla Comunità di Corinto guardando alla sua vita. E' vero, è proprio così! Guardare ai 25 anni di consacrazione è stato per me guardare a quel materiale fragile che sono io con le mie debolezze, le mie fragilità e i miei difetti, e guardare a quel tesoro che 27 anni fa ho deciso di comperare "mettendo" la mia vita a servizio di quella passione che mi "animava" sin dalla mia adolescenza: l'edificazione della Chiesa locale.

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