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QUANTI ANNI HAI?

giornata vitaIn questi ultimi tempi i bambini continuano a chiedermi l’età non so perché, saranno forse i capelli bianchi, oppure semplice curiosità…poco importa.
La cosa che prende la mia attenzione è l’orgoglio che sento in me quando rispondo.
Orgoglio che richiede una riflessione.
Al di la delle loro simpatiche considerazioni, che mi fanno sorridere e che mostrano come il tempo per i bambini è ancora qualcosa di astratto, vorrei addentrarmi in un “pensare” per me.
Per prima cosa mi viene da dire che sono contenta dei miei 67 anni anche se mi devo ripetere più volte il numero, perché non mi sembra vero. Forse anch’io sono rimasta un po' bambina per quanto riguarda il tempo!
Perché sono contenta?
Semplicemente perché sono consapevole che ogni giorno vissuto è dono. Ogni singolo attimo è dono.

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L'INCONTRO ANNUALE CON IL VESCOVO

ausiliarie vescovo 25Partecipi per vocazione della missione dei Vescovi della Chiesa ambrosiana, quest'oggi abbiamo vissuto l'incontro annuale con l'arcivescovo Mario Delpini. Un confronto fraterno sulla Chiesa a partire dalle sollecitazioni dei viaggi nelle Chiese dell'America Latina, sul percorso pastorale e sul servizio alla Diocesi che lui ci affida. Un'occasione di ringraziamento per il suo 50' anniversario di ordinazione sacerdotale e per le sorelle che ricordano il 40' di consacrazione. 

 

 

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Quale Trasfigurazione?

trasfigurazioneLa festa della Trasfigurazione del Signore, che la Chiesa celebra il 6 agosto, ci pone davanti al desiderio di Gesù di amare fino alla fine. Una volontà che si manifesta radiosa anche in ogni essere umano che dona se stesso agli altri. È una luce che non acceca, ma trasfigura; che non rimuove il dolore, ma lo assume, offrendo uno sguardo nuovo sulla storia.
In questo stesso giorno, nel 1978, moriva san Paolo VI, arcivescovo di Milano e padre generatore della nostra comunità di Ausiliarie diocesane. Fu lui ad intuire la bellezza di una consacrazione pienamente inserita nella Chiesa locale e nella trama del mondo. Per Paolo VI la fede non era mai disincarnata: la spiritualità e l’impegno, il Vangelo e la storia, dovevano camminare insieme.
Quest’anno, il 6 agosto, ricorre anche l’ottantesimo anniversario dall’indimenticabile giorno, del 1945, in cui veniva sganciata la bomba atomica su Hiroshima, seguita tre giorni dopo da quella su Nagasaki
Memorabile in questo giorno, fra i molti richiami al disarmo offerti alla chiesa e al mondo da papa Montini, quello al Palazzo di Vetro dell’ONU, nel celebre discorso del 4 Ottobre 1965, immerso nell’apice della riflessione Conciliare, quando faceva sua “la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso”.
Totalmente proteso all’avvenire del mondo, sollecitava rapporti fra i popoli “regolati dalla ragione, dalla giustizia, dal diritto, dalla trattativa, non dalla forza, non dalla violenza, non dalla guerra, e nemmeno dalla paura, né dall'inganno”.
Potente il richiamo: «non più la guerra, non più la guerra!». Implorava: «se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno. Le armi, quelle terribili. specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli».
In questo intreccio di memoria liturgica, storica e profetica, il 6 agosto diventa invito a contemplare il volto di Gesù, splendido nell’amore, per ritrovare la dignità dell’uomo e il senso delle nazioni
Quale trasfigurazione, infatti, occorre oggi per il mondo?

Silvia Meroni

Link al discorso integrale: https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations.html

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IL TESSUTO DELLA MISERICORDIA

tessutoMi piace far scivolare le dita tra morbidi e colorati tessuti per costruire cose utili e belle con le mie mani: è un’attività che mi dà una grande soddisfazione e permette alla mia fantasia quel galoppo che serve per pensare alla trasformazione della materia prima in oggetti interessanti e utili per altri.
Sono convinta che anche questo è un movimento di cura e attenzione per le persone che ci vivono accanto e che incontriamo.
La fantasia è capace di sorprenderci sempre e così mi è capitato di pensare alla straordinaria bellezza di un tessuto di misericordia e quasi di sentirlo, sotto al tocco delicato delle mie mani in cerca di bellezza e senso della vita.
Misericordia, Grazia e Tenerezza come trama e ordito, oro, rosso, blu e verde come colori (i colori dei 4 pilastri della vita cristiana. Oro l’Eucarestia, presenza di Dio nel pane spezzato. Rosso la carità, l’attenzione amorosa agli altri. Blu la preghiera che sempre mischia cielo e terra. Verde il dono della Parola che guida i nostri passi).
Il Creatore, il grande “Artigiano” della misericordia e della bellezza, non smette mai d’intrecciare meravigliosi tessuti per noi, per il senso della nostra vita.
La domanda che subito mi è nata dal cuore è stata: “Quali fili servono per tessere una stoffa così oggi?” Quali fili che possano incontrare, sorprendere e appassionare gli uomini e le donne di oggi, di ogni età, religione, condizione…ecc.?

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TRASFOMERANNO LE ARMI - 5 marzo 2025

WhatsApp Image 2025 03 03 at 23.04.54Sono passati 40 anni dalla mattina di sabato 13 giugno 1984, nella nota (p)resa delle armi di Carlo Maria Martini, che riuscì a sottrarre un simbolico arsenale ai terroristi di sinistra. Lo scopo perseguito dal vescovo milanese, era quello di suscitare un benefico contagio che in quegli anni non riuscì. Il percorso di disarmo era iniziato tre anni prima, quando, ai funerali degli agenti Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, Martini implorò di «cambiare il cuore di chi trama la violenza» affinché le armi cadessero dalle loro mani e si realizzassero «propositi costruttivi di riconciliazione e di pace».

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