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NUOVI ISTITUTI- “NUOVE FORME” – NUOVI PERCORSI DI VITA CONSACRATA NELLA CHIESA/2

La giornata odierna è stata un crescendo di intesa e di comunione, a partire dalle due relazioni e soprattutto attraverso lo scambio e il dialogo che hanno occupato la maggior parte del tempo.
Tra i passaggi più significavi dell’intero lavoro, ricordiamo l’esplicita indicazione all’approfondimento della identità di ciascuna delle NFVC attraverso una riflessione teologica e canonica, e anche sulla base della rilettura della propria esperienza, integrata dallo sguardo sulla vita consacrata nella storia.
Fondamentale è comprendere che l’identità è una realtà itinerante, nel passare dal carisma del fondatore al carisma di fondazione e poi all’istituzione, a sua volta chiamata a conservarsi in continua evoluzione, aperta allo Spirito e ai segni dei tempi.
Tra gli altri aspetti qualificanti delle NFVC,  più volte richiamata anche oggi, vi è  la vita fraterna in comunità, da custodire con particolare cura, quale profezia  eloquente del Regno offerta al mondo attuale e con essa l’impegno a fondarsi su una spiritualità solida, dinamica e incarnata, che non abbia niente da spartire con devozionalismi e fughe dal mondo.

“Noi siamo peccatori come voi, problematici come voi, illuminati come voi” con queste precise  parole si è infine espresso, a conclusione della giornata, il Prefetto della Congregazione Istituti di Vita consacrata e Società di Vita Apostolica,  S.E. João Braz Card. de Aviz, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica.
Un motto, questo, che ha davvero  incoraggiato i 150 rappresentanti delle Nuove Forme di Vita Consacrata a vincere la resistenza di sottoporsi all’esame della Congregazione, la quale ha mostrato di riconoscere, da parte sua, in queste stesse Forme di vita, l’attuazione dello Spirito del Concilio, della comune vocazione alla santità e della uguale dignità di tutti i fedeli, secondo il loro stato di vita, in quanto partecipi della comune vocazione battesimale.

Anna Maria Terzaghi e Daniela Mapelli



Programma
Domenica 31 gennaio

NUOVI ISTITUTI- “NUOVE FORME” – NUOVI PERCORSI DI VITA CONSACRATA NELLA CHIESA

Prima sessione

Abbracciar e il futuro con speranza

Quinta relazione: Elementi e attenzioni formative nelle NFVC
S.E. Mons. José Rodríguez Carballo, ofm

Sesta relazione: Tratti significativi della spiritualità delle NFVC
P. Jesùs Fernàndez Hernàndez, Missionari identes

Dialogando(gruppi linguistici)
1. Obbedienza e servizio nelle NFVC
2. Consacrati nel mondo
3. Direzione spirituale nelle NFVC
4. Membri sposati: chiesa domestica

Seconda sessione

Panel

Sessione plenaria/Dialogando: sintesi

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Vita consacrata in comunione 2: nuovi istituti, nuove forme, nuovi percorsi

WP 20160129 017Una giornata oggi interamente dedicata alla riflessione sulle varie forme di vita consacrata.
Noi partecipiamo al gruppo NUOVI ISTITUTI- “NUOVE FORME” – NUOVI PERCORSI DI VITA CONSACRATA NELLA CHIESA.
Siamo in uno spazio evidentemente molto più raccolto dell’Aula Paolo VI, ospiti della Casa Carmelitana Enrico de Osso’, ma lo spettacolo è variegato e colorato anche oggi.
Il programma della giornata ha previsto diversi momenti di dialogo informale e strutturato, che ci ha permesso anche un confronto diretto con tante diverse realtà, dove abbiamo ritrovato la bellezza e la gioia di evangelizzare il mondo del nostro tempo, ma anche la fatica e la sofferenza legata alla mancanza di configurazione precisa nel Codice di diritto Canonico, piuttosto che alle difficoltà di pervenire ad una stabilità di vita nel passaggio dal fondatore ad altri responsabili.

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Vita consacrata in comunione 1: incontro internazionale a Roma

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Anna Maria e Daniela stanno partecipando a Roma al Convegno inernazionale a chiusura dell'anno della vita consacrata. Ogni giorno ci manderanno le notizie circa lo svolgimento dei lavori, che prevedono sia l'ascolto di maestri e testimoni, sia lo scambio reciproco e la riflessione per gruppi linguistici e a seconda delle diverse forme di vita consacrata.
 
La prima giornata, lungi dall’introdurre lentamente al tema,  ci ha portato subito nel vivo delle questioni  sulla vita consacrata come laboratorio di comunione nella Chiesa e come testimonianza per il mondo non solo di fratellanza umana, ma precisamente di una fraternità mistica.

“Qual è l’energia che abita le nostre vite?” è la domanda posta da Christophe Theobald, SJ nella relazione di apertura del Convegno,

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SETTIMANA DELL'EDUCAZIONE 2016 Le cinque vie per l'oratorio oggi

SETTIMANA DELL'EDUCAZIONE 2016
Le cinque vie per l'oratorio oggi

Tra la memoria liturgica di Sant’ Agnese e quella di San Giovanni Bosco, ogni anno si celebra nella diocesi milanese la lunga Settimana dell’Educazione.
Don Samuele Marelli, Direttore della Fondazione Oratori Milanesi, suggerisce in proposito un pensiero ispirato alle cinque vie incontro all'umano, su cui la Chiesa italiana ha lavorato nel Convegno nazionale di Firenze dello scorso novembre e che si raccoglie attorno a cinque azioni fondamentali: educare, evangelizzare, abitare, uscire e trasfigurare.
Una riflessione semplice e interessante non certo per portare a rimpiangere con nostalgia l’oratorio del passato e nemmeno solo per aiutare a stare dentro le problematicità e le mancanze del presente, quanto piuttosto per incoraggiare ad aprire uno sguardo profetico sulla realtà, illuminato dal dono dello Spirito che non smette di suggerire sogni e visioni nuove per il futuro.
Nella certezza che lo Spirito è da sempre all’opera e ancora continua a disegnare infiniti scenari di vita bella e buona, abbiamo chiesto a cinque sorelle del nostro istituto di raccontare un’azione tradotta in esperienza concreta nell’oratorio dove sono a servizio.


danielaEDUCARE

Non serve tanto fare cose nuove, quanto fare nuove le cose, soprattutto in Oratorio!
E’ per questo che la tradizione dell’allestimento del presepio è stata, quest’anno all’Oratorio San Francesco di Limbiate, l’occasione per raccogliere nello stesso salone bambini, ragazzi, animatori, mamme e papà tutti all’opera!
I ragazzi hanno costruito la propria statuina, a partire da una bottiglietta di plastica, a cui sono stati applicate testa e mani di panno imbottito.
Su appositi tavoli vi erano distese stoffe di ogni tipo che ciascuno sceglieva a piacere per vestire il proprio personaggio. Le stoffe poi venivano tagliate con diversi cartamodelli e cucite su misura, con tanto di macchina da cucire.
Particolarmente interessanti erano anche i tavoli delle acconciature per i capelli di lana o per i turbanti, quelli per disegnare il viso e per arricchire di decorazioni varie i personaggi …
Insomma, sembrava proprio di entrare in un atelier di moda!
Ma non solo, perché anche il bricolage ha avuto il suo trionfo quando tanti bicchieri di plastica capovolti, con applicate quattro mollette di legno, sono diventati la struttura base delle pecorelle disposte a greggi a brucare il muschio vero, raccolto dai bambini e dai papà, nella striscia di terra a più nord del prato dell'Oratorio.
E insieme alle pecorelle, ovviamente ammorbidite con batuffoli di cotone, sono usciti, da mani esperte e da manine appiccicate di colla, tanti altri oggetti: le palme di carta crespa con l’anima di cartone, la canna da pesca per il pescatore, piccolissimi panini (che poi qualcuno ha mangiato!) sul tavolo infarinato della panettiera, i sassi attorno allo specchio del laghetto, i Re Magi, posizionati ancora lontano e affiancati da un grande cammello di legno traforato, la capanna di polistirolo in vero stile napoletano, la stella cometa fatta ad uncinetto e infine la Sacra Famiglia al centro della scena.
Proprio tutto come la vecchia tradizione prescrive, ma tutto in un modo nuovo che semplicemente ha acceso fantasia e simpatia ed ha creato relazioni nuove in Oratorio.
Anche le nonne, sedute a sorseggiare la loro tazza di te al baretto, hanno partecipato approvando con evidente soddisfazione il movimento e il lavorìo della domenica pomeriggio, mentre il Bambinello vestito di pezza sorride nella sua culla di vimini, davanti al miracolo dell'educazione alla vita nella fede!

Daniela Mapelli, Ausiliaria Diocesana dal 1997,

attualmente opera a Limbiate nella Parrocchia S. Francesco e nella Pastorale Giovanile cittadina.


EVANGELIZZARE
Dirlilianae il Vangelo, dire Gesù in ogni occasione: aiutare coloro che incontriamo a scoprire ciò che è il tesoro per la nostra vita, che con la nostra vita, quella di tutti i giorni, c’entra, eccome!
Questa è la bellezza che sperimento ogni volta che posso raccontare il Vangelo ai bambini e ai ragazzi.
Con i bambini di 7/8 anni, poi, è veramente bello e consolante perché sono naturalmente aperti a cogliere la Buona Notizia. Ogni volta per me è emozionante (parlo di un’emozione profonda!) cogliere negli occhi dei bambini lo stupore, la meraviglia, la gioia di scoprire Gesù e il desiderio di “conoscerlo” di più.
Sono bellissime le domande che fanno e a volte anche difficili, perché arrivano subito al dunque.
Per me è impegnativo, ma anche avvincente cercare le parole semplici per dire la Verità grande dell’Amore di Dio per noi.
A volte il linguaggio che usiamo non è nelle loro corde e loro domandano, vogliono capire.
Un aneddoto: i bambini di sette anni sono radunati per l’incontro di catechesi.
A fine incontro, la catechista fa recitare l’Angelo di Dio.
Molti conoscono questa preghiera e la recitano a memoria (i nonni e la scuola dell’infanzia parrocchiale hanno fatto la loro parte!).
Alla fine della preghiera un bambino chiede: Ma… cos’è la Pietà Celeste??? Già…cos’è?
La catechista rimane un momento spiazzata… Mi inserisco (è proprio vero che lo Spirito suggerisce quello che dobbiamo dire!) perché so che per i piccoli è importante dare subito una risposta con parole semplici, ma vere: la Pietà Celeste è l’amore grande di Dio che non ci lascia soli e ci accompagna in ogni momento della nostra vita.
Anche l’esperienza di incontro con i genitori è per me vera esperienza di evangelizzazione, innanzi tutto con la scelta di raggiungerli nelle loro case, nella loro realtà di vita e poi con alcuni momenti forti e diretti di annuncio del Vangelo.
Insieme a qualche resistenza, ho sperimentato da parte di molti, un interesse inaspettato che mi ha colpito, una vera profondità di riflessione, un desiderio di mettersi in ascolto e persino in discussione.
Mi è capitato anche di ricevere vere e proprie testimonianze di fede sincera, magari in ricerca. Di sentirmi ringraziare per essere stati aiutati a fermarsi per qualcosa o, meglio, per Qualcuno che può dare senso al nostro vivere: alla gioia e al dolore, ai dubbi e alle fatiche…
Tempo ed energia per questo si spendono volentieri: ne vale sempre la pena!

Liliana Monga, Ausiliaria Diocesana dal 1996, attualmente opera a Monza.

ABITARE

nucciaAbitare una Chiesa povera di persone, tradizione e mezzi ha fortemente interrogato e messo all’opera la nostra fantasia pastorale, per comprendere dove e come convogliare le nostre energie.

Ad esempio, appurato il fatto che l’oratorio estivo è una esperienza “principe” per incontrare ragazzi e famiglie in modo tranquillo e disteso nel tempo, abbiamo cercato di fare, del tema proposto per l’estate, un “filo rosso” per il cammino annuale della comunità nelle sue diverse componenti.
Concretamente, il “racconto”, che scriviamo e usiamo con i ragazzi durante l’oratorio estivo, trova continuazione nella catechesi ordinaria e nella costruzione delle iniziative dei tempi forti: settimane di deserto, allestimento del presepe, catechesi in famiglia, celebrazioni penitenziali, via crucis per tutti, incontri con i genitori…
Cerchiamo poi di raccogliere il materiale prodotto: testi, preghiere dei ragazzi, immagini artistiche che accompagnano il cammino e aiutano a gustarlo e lo mettiamo a disposizione nel sito della parrocchia, così che tutti, compresi anziani e ammalati possano godere della ricchezza di ciò che si vive.
www.parrocchiequintoevalle.it

Nuccia Marnati, Ausiliaria Diocesana dal 1982, 

attualmente è a servizio nelle Parrocchie di Quinto de’ Stampi e Valleambrosia in Rozzano.

 

 USCIRE

manuelaL’oratorio di Sant’Arialdo a Baranzate è “una piccola casa aperta sul mondo”. Basta alzare lo sguardo dal campo di calcio per vedere che il mondo abitato dei grandi palazzoni si affaccia sull’oratorio. Quel mondo è dentro e fuori questa realtà di facile accesso, ben delimitata ma senza cancelli di esclusione. L’Oratorio e la Parrocchia sono riferimento fondamentale per la vita che si svolge in quartiere e l’obiettivo è quello di non trattenere al suo interno ma di inviare altrove, di uscire e di andare incontro alle diverse situazioni presenti, con una sola precedenza: i poveri.
L’Oratorio di sant’Arialdo al suo interno segue i cammini diocesani dei ragazzi, adolescenti e giovani nei percorsi di catechesi ma ha la capacità di andare oltre la tradizione, cioè di educare i ragazzi ad uscire dai soliti schemi e accogliere nuovi servizi presenti sul territorio. Agli adolescenti e ai giovani non chiediamo solo l’impegno sull’animazione in oratorio, ma anche il coinvolgimento in diversi servizi presenti nel quartiere:
- dopo-scuola (progetto “Braccio di ferro” e “Lascia –raddoppia”) per gli stranieri e ragazzi in difficoltà scolastica
- scuola di italiano per donne straniere (“Progetto Olivia”)
- animazione e presenza nella Festa “Il mondo nel Quartiere” e ”Giornata dei diritti”
- baby-sitting nelle feste di compleanno e durante i momenti di formazione per i genitori
- allenatori del Basket
- percorsi biblici per gli adolescenti in collaborazione con il Vispe
- percorsi biblici per giovani “la Corsa del Vangelo” (Effatà-Antichiochia-Tabga)

Un’attenzione particolare viene poi data alla presenza delle diverse religioni (soprattutto cristiana ortodossa e musulmana). Alcuni giovani islamici partecipano attivamente al cammino di gruppo durante l’anno e alle varie esperienze che l’oratorio propone e assumono la responsabilità di animare la preghiera per i ragazzi del loro credo. Questo permette di educare tutti al dialogo interreligioso, all’accoglienza dell’altro e al rispetto della diversità.

Manuela Magni, Ausiliaria Diocesana dal 2004, attualmente opera nella Comunità di Sant'Arialdo in Baranzate.

TRASFIGURARE
luisellaDa più di dieci anni nell’Oratorio della Parrocchia Santo Stefano di Sesto san Giovanni è presente un’esperienza bella e interessante di Dopo Scuola.
Nata da un gruppo di obiettori di coscienza impegnati nel servizio civile, questa realtà è oggi costituita in Associazione con la felice denominazione di Passo dopo Passo.
L’Oratorio e l’Associazione si sostengono reciprocamente.
L’Associazione impara dall’Oratorio uno stile aperto all’accoglienza di tutti nel Dopo Scuola, non solo dei ragazzi con difficoltà scolastiche, ma anche quelli dotati di buone capacità e di motivazione allo studio.
D’altra parte, l’Oratorio riceve dall’Associazione un contributo di qualità e competenza educativa, oltre che nel Dopo Scuola, anche nella formazione degli educatori e degli animatori che prestano il loro servizio nei gruppi parrocchiali, durante l’anno e nel periodo estivo.
Passo dopo passo, davvero, gli educatori e i ragazzi camminano insieme e costruiscono un tessuto di relazioni umane di fiducia reciproca, dove gli educatori, lungi dal pretendere il cambiamento dei ragazzi, cercano di farsi accanto a loro in modo nuovo.
E la novità è sempre questione di sguardo capace di trasfigurare le cose. Significa imparare a guardare il ragazzo con gli occhi di Dio e aiutarlo a guardare se stesso con l’attenzione a cogliere bellezza e aspetti di crescita, prima ancora dei nodi problematici e delle criticità.
A completare questa trasfigurazione in atto nella realtà, c’è anche la scelta e l’impegno di raccontare i passi compiuti dai ragazzi sia ai genitori che agli insegnanti, attraverso un paziente lavoro di incontro, di comunicazione e di rete.

Luisella Grassi, Ausiliaria Diocesana dal 1998,
attualmente a servizio nell’Oratorio della Parrocchia S. Stefano in Sesto San Giovanni

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#Firenze2015 Dove si metteranno adesso i pastori? - venerdì 13.11

Firenze8In questi giorni abbiamo apprezzato i pastori in mezzo al loro popolo, “al tavolo” con il loro popolo: alcuni con una scioltezza segno di una abitudine frequentata, altri con uno sforzo enorme quasi ‘un obbligarsi’ a stare al tavolo… Insieme a noi hanno provato a mettersi in gioco e hanno anche mostrato le loro fatiche e il peso delle loro responsabilità. La domanda vera è ‘dove si collocheranno adesso?’… torneranno davanti o con grande umiltà si metteranno dietro il gregge per lasciarsi un po’ trainare dal popolo di Dio che leggendo le relazioni sembra aver accelerato e concretizzato il passo. 
Ma forse questi giorni hanno convertito anche me…e la domanda diventa più profonda…dove mi metterò adesso io?

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Speciale Quarantesimo

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AUSILIARIE DIOCESANE: 40 anni di «GRAZIE»

L'Arcivescovo alle Ausiliarie: «Questo è il tempo della vostra missione»

Video: Ausiliarie diocesane: «Testimoni coraggiose della vita consacrata»

 

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