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Verso la Pasqua 4 - Spogliato delle vesti

Spogliato delle vesti"I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica." (Gv 19, 23). Gesù,  ancora  una  volta,  viene  spogliato  delle  sue  vesti.  Il  gesto  umiliante,  di  disprezzo  già  compiuto  nel Pretorio, trova compimento nella rinnovata nudità. È  l’essere  nudo  di  Adamo  ed  Eva,  della  creatura  che  viene  al mondo,  è  l’essere  nudo  dell’umiliazione,  del disprezzo, dell’indifferenza, è l’essere nudo di chi dona tutto se stesso fino in fondo. Mi  capita  talvolta  di  trovarmi  spaesata,  zittita  da  tante  fatiche  e  sofferenze  che  si  svelano  a  poco  a  poco, aprendo  varchi  o  solo  piccoli  squarci  in  una  umanità  dolente  e  affaticata.  Mi  capita  di  cercare  qualche parola, di consegnare silenzi colmi di affetto e di condivisione, di trovare gesti concreti -a volte è più facile -  per  colmare  qualche  bisogno.  Mi  capita  di  essere  presa,  un  po’  spogliata  dalle  pretese,  dalle  necessità, anche  dall’ egoismo  di  chi  ti  vuole  tutta  per  sé,  ma  anche  di  sentirmi  presa  e  messa  a  nudo  da  un  Amore esigente.

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Verso la Pasqua 3 - La Veronica asciuga il volto di Gesù

Nessun evangelista scrive di lei. Eppure, non possiamo dire non sia una pagina di Vangelo, lei, la Veronica, sulla soglia della sua casa. Una calca di popolo e donne che piangono e si battono il petto riempie la via seguendo i passi dell’Uomo con la croce. 

E in un attimo, il coraggio di un gesto del quale la tradizione popolare ha conservato memoria: “La Veronica asciuga il volto di Gesù’’. 

Niente stampa. Nessun articolo in prima pagina. Eppure, quel gesto emette un certo bagliore nella storia abituale d’ogni giorno. 

Un gesto d’umile tenerezza si fa largo tra le strettoie delle formalità e delle convenzioni e arriva diretto, semplice, efficace ad accarezzare la vulnerabilità di chi si trova nell’ora della prova, nel baratro dell’umiliazione. E non crea imbarazzo

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Verso la Pasqua 2 - Gesù incontra Simone di Cirene

Sono i primi giorni del tempo di Quaresima nel rito romano. Percorro la via sterrata del monastero e mi introduco nel bosco di castagni. Nella brulla terra piemontese, ascolto il brano di Luca 23,26: 
il rumore di una folla ansiosa e discorde urla una crocifissione, cerca la verità di un uomo nella memoria viva delle sue parole, battendosi il petto…invoca una salvezza che scorre per le strade. 
“mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene che tornava dai campi e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù” (Lc 23,26).
Quasi fosse un vestito, un abito da indossare… da allora la storia di quest’uomo qualunque si interrompe. Preso. Chiamato, dalla voce prepotente di qualcuno che ha dato voce al Maestro nel bisogno, Simone di Cirene viene in-vestito della medesima storia. E così il Signore stesso, nel silenzio di una obbedienza alla propria debolezza, accetta di condividere il suo legno, fa spazio al silenzio di un altro e ai suoi interrogativi.

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Verso la Pasqua 1 - Gesù caricato della croce

A Gesù crocifisso si aggiunge spesso l’articolo “il”, per risaltarne l’originalità e il valore paradigmatico, non perché sia l’unico: ancora oggi “qualcuno” viene caricato della croce,  ma perché in quella croce riconosciamo tutta la sofferenza di Dio e il suo essere "parziale", scegliendo di 1.ALIDADcondividere la sorte delle vittime.
Tutto ciò assume un significato particolare per i preadolescenti con i quali lavoro, che sono specchio dell’oggi e lente attraverso cui scorgere il futuro della società.
Essi vedono e talvolta sperimentano il peso delle croci che il mondo attuale carica sulle spalle dei più fragili ed esprimono atteggiamenti e parole che non possono non interpellare chi è al loro fianco come educatore.

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Verso la Pasqua: con questa Quaresima, un'altra occasione per fare davvero la Pasqua

0. funambolo1Non sono così numerose le persone che vanno a celebrare il Risorto la mattina di Pasqua, come quelle che, tra il Venerdì e il Sabato Santo, vanno a baciare il Cristo morto, disteso nel silenzio freddo della chiesa in penombra.
Forse, semplicemente perché il corpo e il dolore sono di tutti. Più dell'anima e della gioia, che sono dei bravi e dei fortunati! E il Cristo della Via Crucis non è certamente un tipo fortunato e nemmeno una brava persona, dal momento che sta per scontare una condanna a morte.
Saranno proprio alcune stazioni della Via Crucis a ritmare il passo del nostro cammino quaresimale e a segnarne le soste, perché possiamo fermarci a ricordare, guardare e accarezzare le ferite di Cristo, della Chiesa, suo corpo e dell'umanità di tutti i tempi.

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