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Verso la Pasqua 2 - Gesù incontra Simone di Cirene

Sono i primi giorni del tempo di Quaresima nel rito romano. Percorro la via sterrata del monastero e mi introduco nel bosco di castagni. Nella brulla terra piemontese, ascolto il brano di Luca 23,26: 
il rumore di una folla ansiosa e discorde urla una crocifissione, cerca la verità di un uomo nella memoria viva delle sue parole, battendosi il petto…invoca una salvezza che scorre per le strade. 
“mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene che tornava dai campi e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù” (Lc 23,26).
Quasi fosse un vestito, un abito da indossare… da allora la storia di quest’uomo qualunque si interrompe. Preso. Chiamato, dalla voce prepotente di qualcuno che ha dato voce al Maestro nel bisogno, Simone di Cirene viene in-vestito della medesima storia. E così il Signore stesso, nel silenzio di una obbedienza alla propria debolezza, accetta di condividere il suo legno, fa spazio al silenzio di un altro e ai suoi interrogativi.

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Verso la Pasqua 1 - Gesù caricato della croce

A Gesù crocifisso si aggiunge spesso l’articolo “il”, per risaltarne l’originalità e il valore paradigmatico, non perché sia l’unico: ancora oggi “qualcuno” viene caricato della croce,  ma perché in quella croce riconosciamo tutta la sofferenza di Dio e il suo essere "parziale", scegliendo di 1.ALIDADcondividere la sorte delle vittime.
Tutto ciò assume un significato particolare per i preadolescenti con i quali lavoro, che sono specchio dell’oggi e lente attraverso cui scorgere il futuro della società.
Essi vedono e talvolta sperimentano il peso delle croci che il mondo attuale carica sulle spalle dei più fragili ed esprimono atteggiamenti e parole che non possono non interpellare chi è al loro fianco come educatore.

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Verso la Pasqua: con questa Quaresima, un'altra occasione per fare davvero la Pasqua

0. funambolo1Non sono così numerose le persone che vanno a celebrare il Risorto la mattina di Pasqua, come quelle che, tra il Venerdì e il Sabato Santo, vanno a baciare il Cristo morto, disteso nel silenzio freddo della chiesa in penombra.
Forse, semplicemente perché il corpo e il dolore sono di tutti. Più dell'anima e della gioia, che sono dei bravi e dei fortunati! E il Cristo della Via Crucis non è certamente un tipo fortunato e nemmeno una brava persona, dal momento che sta per scontare una condanna a morte.
Saranno proprio alcune stazioni della Via Crucis a ritmare il passo del nostro cammino quaresimale e a segnarne le soste, perché possiamo fermarci a ricordare, guardare e accarezzare le ferite di Cristo, della Chiesa, suo corpo e dell'umanità di tutti i tempi.

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UN CARISMA DA CONDIVIDERE/1: il mistero dell'Incarnazione

DanielaRispondendo al nostro invito, domenica 22 gennaio alcuni giovani delle parrocchie in cui prestiamo servizio (Desio, Limbiate, Seregno, Baranzate, Sesto San Giovanni) sono venuti nella nostra Casa di Seveso, luogo per noi molto caro, perché qui ci siamo formate e ancora oggi ci ritroviamo per gli appuntamenti che ci riuniscono tutte: il Natale, la Pasqua, le consacrazioni, la formazione permanente, la fraternità, la vita spirituale, lo studio e i momenti significativi della vita dell'istituto.
La casa è il luogo della confidenza: insieme abbiamo cenato e insieme ci siamo radunati attorno alla Parola di Dio, cuore a cuore con quel Vangelo che suscita ogni vocazione
La serata fa parte di due appuntamenti di condivisione del carisma che ci è dato in dono, a partire dal mistero dell'Incarnazione e della Pasqua, con lo stile dei primi discepoli che si dicevano l'un l'altro: "Abbiamo trovato il Messia" (Gv 1,41).
Daniela Mapelli ci ha spiegato il primo attraverso la lettura del Vangelo dei Magi (Mt 2) e della manifestazione di Gesù con la moltiplicazione dei pani (Lc 9). Puoi scaricare qui il suo intervento
 
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Epifania: Cammineranno le genti alla tua luce

magi rupnikCammineranno le genti alla tua luce Gerusalemme, i tuoi figli vengono da lontano… (Isaia 60).
Vengono da Saba dove visse la Regina del Sud, simbolo di saggezza, di intelligenza e della Sapienza d’Oriente. Anche lei si mise in cammino, attratta dallo splendore di Israele e dalla sapienza del Re Salomone che volle conoscere e ammirare fino ad arrivare a proclamare beati quanti appartenevano al suo Regno.
Vengono da Oriente, i magi… attratti da qualcosa di più grande di loro, una stella che hanno visto sorgere, che li accompagna lungo il cammino fino a raggiungere il luogo dove si trovava il Re dei Giudei, un bambino: non avvolto in mantelli, ma in fasce, non un trono, ma una mangiatoia, ecco la luce, ecco il segno. 
Vengono da lontano quanti, ancora oggi, lasciano la propria terra e la propria casa, in cerca di libertà, in cerca di un futuro migliore per i figli, in cerca di una luce che illumini la vita, di una parola che le dia senso, di una speranza che permetta di rialzarsi.
Cammini difficili, esposti ad insidie, incertezze, fatiche, eppure cammini possibili se si vede una stella, se si stringe una piccola luce, se si percorre la strada con qualcuno, se si è accolti, se si riconosce che il Signore percorre le strade con noi. È il viaggio degli uomini e delle donne di qualsiasi cultura, popolo e religione, che desiderano vivere la vita in pienezza; è il viaggio di quanti cercano un segno della presenza di Dio, è il viaggio di tutti noi pellegrini sulla terra verso cieli nuovi e terra nuova. 


Giusy Valentini, ausiliaria diocesana, Bovisa (Milano) 


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