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ATtratti DALLA SALVEZZA: Lazzaro

Giotto di Bondone No. 25 Scenes from the Life of Christ 9. Raising of Lazarus WGA09204Le domande nascono, incalzanti, l’una dopo l’altra: “Signore, perché non ascolti il lamento di chi ti ama, di chi soffre e chiede aiuto? Perché non agisci subito, secondo le necessità di chi ti supplica? La morte è l'ultima parola o è l'ultima speranza? O forse siamo noi che non capiamo l'amore del Padre? 
Questi e altri interrogativi riempiono il cuore davanti a Gesù che, alla notizia della malattia dell’amico Lazzaro, non si precipita da lui ma si ferma per due giorni e lo lascia morire.
Tra un pensiero e l’altro, mi appare l’immagine di un affresco di Giotto che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova, datato 1303-1305: un’opera dai colori vivaci, delicata e commovente che esprime tutta la drammaticità di questo brano evangelico. Gesù, altero e bellissimo, emerge dal gruppo degli altri personaggi, regale nel portamento e nel gesto, come Colui di cui sarà scritto: "questi è il Re dei Giudei”.

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ATtratti DALLA SALVEZZA: Quaresima 2022

Post di Instagram ATtratti DALLA SALVEZZA 5Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12,32). La salvezza è per noi vocazione e desiderio che attira la nostra vita verso il Cielo. 
In questa Quaresima vorremmo scorgerne i tratti attraverso la contemplazione che ne hanno fatto pittori e scultori. Una contemplazione divenuta opera d’arte, testimonianza offerta a tutti, Parola visibile, fede narrata. La loro testimonianza sollecita anche la nostra esperienza spirituale. 
Dalla Parola all'immagine e viceversa, nella contemplazione della salvezza, attirati dalla sua forza, desiderosi di parteciparvi. 
A partire dal 4 marzo, ogni venerdì sarà disponibile un articolo sul Vangelo della domenica: 
 I di Quaresima: le tentazioni
II di Quaresima: la Samaritana
III di Quaresima: Abramo
IV di Quaresima: il cieco nato
V di Quaresima: Lazzaro
VI di Quaresima: l'unzione di Betania
Come dice la Liturgia nell’introduzione alle letture della Veglia pasquale, disponiamo il nostro cuore ad ascoltare la parola di Dio. Meditiamo come, nell’antica alleanza, Dio ha salvato il suo popolo e come, nella pienezza dei tempi, ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione. Preghiamo perché il nostro Dio conduca a compimento l’opera di salvezza incominciata con la Pasqua. 
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ATtratti dalla salvezza: il cieco nato

il taglioAscoltando il Vangelo la mia mente mi propone l’immagine di un’opera d’arte: "Il taglio" di Lucio Fontana. Un taglio offre la possibilità di andare oltre la tela, apre lo sguardo ad un oltre. Non è il vuoto, il rotto, il rovinato, ma il luogo della prospettiva nuova. 
Gesù dona la vista a un cieco nato e invita anche la nostra preghiera ad aprirsi ad una nuova prospettiva. La luce va oltre la tela del quadro. La luce raggiunge la vista d’un cieco nato. La luce interpella il dialogo di diversi personaggio che in modo ottuso, oppure solo impaurito -come accede ai genitori del cieco- la affrontano come un nemico. 
Sono stati proprio i suoi discepoli, all’inizio del fatto, ad interpellare Gesù sul ruolo dei genitori. Si associa il non-vedere all’ottusità, conseguenza del peccato, e si interpella Gesù sulla trasmissibilità di questo stato tra generazioni, su come si insinui in una cultura e appartenga a una dinastia. 

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ATtratti DALLA SALVEZZA: Abramo

BerniniChe sia effettivamente questa l’ultima opera di Gian Lorenzo Bernini (o la versione del Chrysler Museum di Norfolk) lo dibattono i critici più arguti. Dato per smarrito, il Salvator mundi è stato da poco riscoperto nel convento romano di San Sebastiano fuori le Mura, dove attrae chi lo contempla.
Le azioni di Gesù, sin dagli inizi, suscitano reazioni paradossali: chi freme di attesa e chi lo accusa, forse per smorzare l’ammirazione e la stima crescente in lui. L’evangelista Giovanni ci allerta: l’insinuazione più pesante – che egli sia un demonio – proviene da coloro che «avevano creduto» in lui. Le affermazioni calunnianti scaraventate addosso a Gesù fanno allora tremare: e se questa presunzione idolatrica fosse anche la mia?

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ATtratti DALLA SALVEZZA: La samaritana

SAMARITANAContemplare la Maestà di Duccio di Buoninsegna spalanca sempre il cuore!
Per la sua imponenza, per la cura dei dettagli dei colori e delle forme, per l’eleganza e la leggerezza del gotico che l’autore assume oltralpe, prendendo le distanze dal formalismo bizantino. All’uomo del secondo millennio fa bene fermarsi per vedere come il pittore di Siena nel 1300 ha immaginato la lunga scena di Gesù che incontra la donna Samaritana (Gv 4, 1-42).
La formella (un tassello dell’immensa pala d’altare) non si trova più in terra senese: ora è conservata al Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid. Un piccolo gioiello su tavola in tempera e oro (43,5 x 46 cm). Ogni dettaglio è prezioso: il pozzo con i suoi gradini, la rappresentazione di Sicar, il sentiero lastricato che dalla città conduce al luogo dell'incontro o la posizione della brocca sul capo della donna. L’oro fa da sfondo e si estende alla tunica e al mantello di Cristo per delinearne i tessuti. Del dipinto si ammirano toni e scelta dei colori: le figure, realizzate con delicato contrasto di luci e ombre, luminosità e toni saturi, introducono a nuove variazioni cromatiche.

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