GMG: l'eco della gioia
Esperienza emotivamente forte per chiunque l'abbia vissuta, la GMG è stata per migliaia di giovani molto di più di una grande emozione. -
9 agosto: Cristiani in tutto il mondo
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10 agosto: Riscoprire profondamente l'essenziale
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11 agosto: Gesù ci tiene per mano
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12 agosto: Esperienze profonde
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14 agosto: Riportare la gioia laddove si è persa
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15 agosto: Una corsa che porta agli altri
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16 agosto: Decidere con fermezza
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17 agosto: Rialzarsi subito
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18 agosto: Alzati e vai
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19 agosto: Non temere
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21 agosto: Rendere il mondo un posto migliore
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22 agosto: Niente vale se non ho l'Amore
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23 agosto: Dispiega la vela
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24 agosto: Gongolo
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25 agosto: Una sveglia per la vita
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26 agosto: Una fede circolare
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27 agosto: Correre verso la felicità
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28 agosto: Obrigado
- 29 agosto: Andare di fretta
- 30 agosto: Colpiti e...rialzati!
- 31 agosto: Il tesoro è Gesù
- 1 settembre: Il gemellaggio e il pellegrinaggio
- 2 settembre: La gioia condivisa
La preghiera per Luca
Ci stringiamo attorno alla famiglia e alla Comunità di Marnate per la morte di Luca, dopo l'esperienza della GMG. La gioia promessa si fa invito a "Non temere".
PER LE PERSONE CONSACRATE CHIEDETE LA FEDELTA' E LA GIOIA
Nel 1997 Giovanni Paolo II ha istituito la giornata della vita consacrata e ha scelto come data la festa che celebriamo oggi: la presentazione che Maria e Giuseppe fecero di Gesù al tempio per offrirlo al Signore. È così una icona della totale dedizione della propria vita per quanti sono stati chiamati a riprodurre nella chiesa e nel mondo mediante i consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù vergine e povero e obbediente.Abbiamo visto nel vangelo un Rito e allora ho pensato di raccontare qualcosa del rito di consacrazione che ho vissuto, certo è una celebrazione direi sconosciuta ai più.
Mi è venuto alla mente un’immagine: nella mia camera ho appeso un quadro con alcune foto del giorno della prima professione religiosa e alcune foto del giorno della professione perpetua nel Duomo di Milano, ormai sono passati parecchi anni, ma è sempre bene tornare alle sorgenti.
La professione religiosa è un rito che si svolge durante la celebrazione eucaristica e ha dei segni, delle parole, delle consegne.
TRASFOMERANNO LE ARMI - 5 marzo 2025
Sono passati 40 anni dalla mattina di sabato 13 giugno 1984, nella nota (p)resa delle armi di Carlo Maria Martini, che riuscì a sottrarre un simbolico arsenale ai terroristi di sinistra. Lo scopo perseguito dal vescovo milanese, era quello di suscitare un benefico contagio che in quegli anni non riuscì. Il percorso di disarmo era iniziato tre anni prima, quando, ai funerali degli agenti Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, Martini implorò di «cambiare il cuore di chi trama la violenza» affinché le armi cadessero dalle loro mani e si realizzassero «propositi costruttivi di riconciliazione e di pace».IL TESSUTO DELLA MISERICORDIA
Mi piace far scivolare le dita tra morbidi e colorati tessuti per costruire cose utili e belle con le mie mani: è un’attività che mi dà una grande soddisfazione e permette alla mia fantasia quel galoppo che serve per pensare alla trasformazione della materia prima in oggetti interessanti e utili per altri.Quale Trasfigurazione?
La festa della Trasfigurazione del Signore, che la Chiesa celebra il 6 agosto, ci pone davanti al desiderio di Gesù di amare fino alla fine. Una volontà che si manifesta radiosa anche in ogni essere umano che dona se stesso agli altri. È una luce che non acceca, ma trasfigura; che non rimuove il dolore, ma lo assume, offrendo uno sguardo nuovo sulla storia.
In questo stesso giorno, nel 1978, moriva san Paolo VI, arcivescovo di Milano e padre generatore della nostra comunità di Ausiliarie diocesane. Fu lui ad intuire la bellezza di una consacrazione pienamente inserita nella Chiesa locale e nella trama del mondo. Per Paolo VI la fede non era mai disincarnata: la spiritualità e l’impegno, il Vangelo e la storia, dovevano camminare insieme.
Quest’anno, il 6 agosto, ricorre anche l’ottantesimo anniversario dall’indimenticabile giorno, del 1945, in cui veniva sganciata la bomba atomica su Hiroshima, seguita tre giorni dopo da quella su Nagasaki.
Memorabile in questo giorno, fra i molti richiami al disarmo offerti alla chiesa e al mondo da papa Montini, quello al Palazzo di Vetro dell’ONU, nel celebre discorso del 4 Ottobre 1965, immerso nell’apice della riflessione Conciliare, quando faceva sua “la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso”.
Totalmente proteso all’avvenire del mondo, sollecitava rapporti fra i popoli “regolati dalla ragione, dalla giustizia, dal diritto, dalla trattativa, non dalla forza, non dalla violenza, non dalla guerra, e nemmeno dalla paura, né dall'inganno”.
Potente il richiamo: «non più la guerra, non più la guerra!». Implorava: «se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno. Le armi, quelle terribili. specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli».
In questo intreccio di memoria liturgica, storica e profetica, il 6 agosto diventa invito a contemplare il volto di Gesù, splendido nell’amore, per ritrovare la dignità dell’uomo e il senso delle nazioni.
Quale trasfigurazione, infatti, occorre oggi per il mondo?
Silvia Meroni
Link al discorso integrale: https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations.html
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Le donne, che il mattino di Pasqua si recano al sepolcro e alle quali facciamo riferimento per delineare la nostra vocazione, formano una piccola comunità in azione. Esse sono un gruppo di donne, che vanno al sepolcro di buon mattino con gli aromi; riescono a vivere insieme la fatica, l’angoscia, il vuoto di chi vede la vita preclusa e non hanno paura di condividere questo sgomento. Non fingono vita dove vita non c’è. In questo loro andare e condividere, esse incontrano l’inaudita novità della risurrezione e ad esse viene affidato il compito di annunciarla agli altri, in una testimonianza comunitaria. Diventano comunità apostolica, impegnata con la vita a proclamare a tutti Gesù vivo e presente nella storia umana, perché questa storia sia per tutti luogo di salvezza e di santità (St. n°7).
Le comunità apostoliche nascono così dalla Pasqua: in questa sezione, le comunità delle Ausiliarie si presentano. -
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Noi ausiliarie condividiamo la vita di quella porzione di Chiesa che è la Diocesi di Milano. Ad essa, ai suoi bisogni pastorali, si rivolge la nostra carità e il nostro servizio. Siamo impegnate nelle parrocchie, ma anche in servizi diocesani, o in realtà specializzate come il carcere, l'ospedale, il consultorio, realtà caritative in favore delle donne straniere...
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