AVVENTO/1: Il pensiero degli stolti
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Lo stolto dice: Dio non esiste.
Sono corrotti, fanno cose abominevoli, non c’è chi agisca bene.
Dio dal cielo si china sui figli dell’uomo
per vedere se c’è un uomo saggio, uno che cerchi Dio.
Sono i primi versetti del Salmo 53 che può essere suddiviso in tre parti: la prima detta “Il lamento sull’ateismo e sull’ingiustizia” (Sal 53, 2-5); la seconda “L’oracolo giudiziario divino” (Sal 53, 6); la terza “L’antifona finale aggiunta” (Sal 53,7).
AVVENTO 2020: Si può evitare di essere stolti
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Entriamo nel prossimo Avvento sollecitati dal magistero del Vescovo nella lettera pastorale. Chiamati ad invocare la sapienza come dono dall'alto, essa diviene anche impegno personale: si può evitare di essere stolti, si dice nel sottotitolo. Attraverso la Parola di Dio che, nel rivelarsi illumina, vorremmo entrare nelle profondità del cuore, laddove il sapiente e lo stolto talvolta si sfidano a duello, per arrivare a contemplare a Natale Gesù, sapienza del Padre.
Ecco dunque, gli appuntamenti che ci attendono. I contributi chiesti ad alcune Ausiliarie usciranno il venerdì, per permettere a tutti di preparare la nuova settimana.
15 novembre: IL PENSIERO DEGLI STOLTI (Sal 53)
22 novembre: L'ATTESA DEGLI STOLTI (Mt 25,1-13)
29 novembre: LA RICCHEZZA DEGLI STOLTI (Lc 12,16-21)
6 dicembre: L'OPERA DEGLI STOLTI (Mt 7,24-29)
13 dicembre: L'OPERA DELLA SAPIENZA (Sap 9,9-11)
20 dicembre: IL PRINCIPIO DELLA SAPIENZA (Prv 8,22-31)
25 dicembre: GESU', SAPIENZA DEL PADRE (Cor 1,20-25)
Leggi la LETTERA DEL VESCOVO PER L'AVVENTO scaricabile dal sito della Diocesi «Il tempo in cui si celebra il mistero dell'Incarnazione è particolarmente intenso per molti aspetti. Il rischio di essere trascinati dagli adempimenti, dagli stimoli delle consuetudini mondane e di soffrire la frustrazione delle limitazioni imposte per contenere la pandemia può indurre una situazione di malessere profondo. Il Figlio di Dio è divenuto figlio dell'uomo e con il dono dello Spirito insegna e rende possibile ai figli degli uomini abitare i giorni come figli di Dio».
NEL SABATO SANTO DELLA STORIA/6
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Siamo al Sabato Santo. Domani la Pasqua ci vedrà ancora chiusi nelle case. Ma mentre rimaniamo, vogliamo seguire con il cuore le Donne che, nel mattino di quel giorno dopo il sabato, sono andate al sepolcro, quando ancora era buio, per ricevere l'annuncio più straordinario della storia, che pure sembra aver continuato a scorrere uguale a se stessa. Eppure non è così, molto è cambiato, anche se tante cose sembrano continuamente ripetersi immutate.Suggeriamo una preghiera di R.M. Rilke
Cosa sentirono allora: dolce
NEL SABATO SANTO DELLA STORIA/5
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C’è una terza e fondamentale consolazione che ci viene donata nel silenzio e nella memoria orante che possiamo vivere in questi giorni a imitazione di Maria, è la consolazione della vita. Martini la definisce così perché “i suoi effetti si esprimono nella quotidianità permettendoci di rimanere in piedi nei momenti più oscuri”.NEL SABATO SANTO DELLA STORIA/4
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C’è una seconda consolazione che ci viene indicata da Maria nel suo sabato santo, la consolazione del cuore.È la consolazione che nasce dalla speranza, la virtù teologale della speranza. Non si tratta dell’augurio che ciascuno si può fare che le cose vadano bene: “speriamo…”. Si tratta di vivere in profondità “la pazienza e la perseveranza … le virtù di chi attende, di chi ancora non vede eppure continua a sperare”. Esse sono fondate sulle parole di Gesù: con la vostra perseveranza salverete le vostre anime (Lc 21,19)
Maria non può che aver vissuto così quel sabato santo, perché, ci ricorda Martini, per tutta la sua vita ha “imparato ad attendere e a sperare”. Ha infatti “atteso con fiducia la nascita del figlio, perseverato nel credere alla parola dell'angelo anche nei tempi lunghi in cui non capitava niente, ha sperato contro ogni speranza sotto la croce e fino al sepolcro”. Non può dunque che aver “vissuto il sabato santo infondendo fiducia ai discepoli smarriti e delusi”.
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