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DAL CAMMINO ALLA CORSA / 1 LE DONNE DELLA RISURREZIONE

articolo 1 Lilly Monga autore G. Cordiano1Leggiamo il brano della Resurrezione di Gesù dal Vangelo secondo Matteo, tenendo sullo sfondo anche i racconti degli altri Vangeli: pare proprio di vedere queste donne avvicinarsi al sepolcro mosse dal desiderio di “servire” il loro Maestro anche in questo ultimo momento.
Sono le donne discepole che sono state testimoni della morte di Gesù e della sua sepoltura.
Il Vangelo di Marco ce le presenta molto preoccupate e impaurite.
Nel brano di Matteo, invece, nonostante il terremoto, che annienta le guardie, le donne sanno fermarsi ad ascoltare l’annuncio e la richiesta dell’angelo del Signore.
Egli le rassicura, annuncia loro la Risurrezione e le aiuta a ricordare le Parole di Gesù.
Quindi le invita a muoversi, “presto”, per poter portare l’annuncio ai discepoli.
Le donne partono in fretta e corrono per tornare al Cenacolo, dove sanno di trovarli.
Ma la loro corsa viene momentaneamente “interrotta” proprio dal Signore risorto che appare loro e le saluta, invitandole alla gioia, rassicurandole a sua volta e confermando “di persona” l’invio ad essere testimoni presso i discepoli, ancora chiusi nella delusione, nella tristezza e paralizzati dalla paura.
Ora possono annunciare di avere incontrato proprio Lui, il Signore, non solo di aver visto una tomba vuota.
“Chi ama corre…” dice sant’Agostino.
Non c’è esitazione in queste donne: l’amore per Gesù, e per la piccola comunità costituitasi attorno a lui, le spinge alla corsa.
Amate da Gesù, rispondono all’amore.

Il Signore si rivela in modo inaspettato, ci sorprende: va oltre ogni nostro desiderio e ogni nostra aspettativa.
“Le sorprese di Dio ci mettono in cammino, subito senza aspettare” – dice Papa Francesco.
E ancora: “Se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?” (EG 8).


È urgente, oggi come allora, l’annuncio della Buona Notizia e tutti siamo chiamati a favorirne la “corsa” perché anche altri possano conoscerla, accoglierla e testimoniarla a loro volta.
Ringraziamo il Signore per l’annuncio ricevuto!

Per andare in profondità

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l'ho detto».
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
(Mt 28, 1 – 10)
Liliana Monga, Ausiliaria Diocesana a Monza

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