OTTAVA DI PASQUA: Il filo rosso della Divina Misericordia
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C’è un filo rosso che attraversa il secolo scorso e l’inizio dell’attuale: il continuo richiamo, l’immensa invocazione della Chiesa, in vari modi, circostanze e persone, alla Misericordia di Dio.
QUARESIMA VI - Il buon Samaritano di Van Gogh
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"Per i discepoli di Cristo, aiutare la vita umana ferita significa andare incontro alle persone che sono nel bisogno, mettersi al loro fianco, farsi carico della loro fragilità e del loro dolore, perché possano risollevarsi. Quante famiglie sono vulnerabili a motivo della povertà, della malattia, della mancanza di un lavoro e di una casa! Quanti anziani patiscono il peso della sofferenza e della solitudine! Quanti giovani sono smarriti, minacciati dalle dipendenze e da altre schiavitù, e attendono di ritrovare fiducia nella vita! Queste persone, ferite nel corpo e nello spirito, sono icone di quell'uomo del Vangelo che, percorrendo la strada da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo derubarono e lo percossero" (Papa Francesco, 6 novembre 2015).Sollecitati da queste parole di papa Francesco, ci poniamo davanti al dipinto di van Gogh e lasciamo che l' immagina dia voce a pensieri, emozioni e riflessioni.
QUARESIMA V - Straniero, mi avete accolto
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Questa estate Mariaregina ha collaborato, per la Casa della Carità, con Matilde e Lorenzo all'accoglienza dei migranti a Bruzzano, periferia nord di Milano. La coppia di sposi ha dedicato il tempo delle proprie vacanze estive a questa opera della misericordia.
Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato,
ero carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25, 35-36)
Quante volte abbiamo letto o ascoltato queste parole. E quante volte abbiamo avuto paura di metterle in pratica; per inadeguatezza, perché non ci siamo sentiti pronti, per indifferenza o semplicemente per delegare ad altri la soluzione dei problemi. Questa estate, con un po’ di incoscienza e tanta fiducia nel Signore, abbiamo scelto con i nostri sacerdoti, un gruppo consistente di volontari e il supporto della Casa della Carità di fare nostre queste parole del Vangelo e di aprire le porte del nostro oratorio, ma prima di tutto del nostro cuore, all’accoglienza di migranti provenienti da diversi paesi, dove la guerra, la fame, le persecuzioni, le ingiustizie e la morte, non lasciano alcuna alternativa se non la fuga. Accogliere è innanzitutto aprirsi alla parola di Dio e farla diventare vita reale e concreta; accettare la sfida del vangelo è sperimentare che la misericordia può diventare lo stile delle nostre relazioni.
QUARESIMA IV - Lo stupore della misericordia
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Ognuno di noi, ricordando gli anni della sua formazione scolastica, ripensa al Manzoni come il poeta della fede e della cristianità e ciò ci spinge a rileggere le sue opere in modo "preconcetto" scorrendo le pagine certi di ritrovare ciò che già sappiamo: la grandezza della misericordia di Dio che illumina i gesti, che rende possibile l'impossibile. E' proprio questo "sapere già" che ci permette di non stupirci dello splendore della conversione dell'Innominato, dell'immenso valore del perdono di Renzo nei confronti di Don Rodrigo, della mistica grandezza di Fra Cristoforo.QUARESIMA III - Prima della pioggia
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Il volto di misericordia che presentiamo non è quello di un santo, né di un uomo che potrebbe essere definito moralmente ineccepibile. Divorziato, amante di una donna sposata, addirittura – a suo dire – assassino (e si scoprirà nel corso del film in che senso), il protagonista del film di qualche anno fa «Prima della pioggia» diviene un operatore di pace. Nel corso del film lo spettatore è introdotto nella maturazione della sua scelta.Il capolavoro del regista macedone Milcho Manchewski è un film che dà a pensare. Altamente simbolico, avvia col telespettatore una fitta metacomunicazione, fatta di opposizioni, contrasti, paradossi, allusioni. Tre episodi (Parole, Volti, Immagini), tre momenti di vita, tre morti si intrecciano, grazie a numerosi rimandi interni, in un contesto di violenza che sembra togliere spazio alle scelte individuali. Gli episodi non vengono presentati in ordine cronologico; non tutto si compone, a partire dalle incongruenze nella successione del tempo, che interrogano e lasciano spazio a ipotesi e interpretazioni. «Il cerchio non è rotondo», viene ossessivamente ricordato.
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