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Nel ricordo dei cardinali Montini e Colombo

AusiliarieGazzada piccoloQuesto mese di agosto è segnato dal ricordo grato di due vescovi che hanno accompagnato, o meglio, che hanno dato il via agli inizi della nostra storia: il cardinale Giovanni Battista Montini, nel 45' anniversario della morte e il cardinale Giovanni Colombo, nel 60' di nomina episcopale a Milano.
Non l'uno senza l'altro: se il cardinal Montini vide il carisma che lo Spirito suscitava nella Chiesa ambrosiana, negli anni successivi il cardinal Colombo si adoperò per concretizzarlo. 
E fu così che diedero avvio al discernimento ecclesiale con un gruppo di lavoro di responsabili dei percorsi vocazionali prima e con le giovani della Diocesi poi; il tutto dentro la visione rinnovata della relazione tra la vita religiosa e la Chiesa locale inaugurato dal card Montini durante il suo episcopato.
Sia l'uno che l'altro riconobbero che lo Spirito Santo aveva in serbo qualcosa di nuovo e permisero a questa novità di venire alla luce: nel 1979 viene eretto l'Istituto delle Ausiliarie Diocesane. 
Il ricordo e il ringraziamento che eleviamo nella preghiera diventano per noi impegno a custodire e rinnovare il carisma ricevuto.

 

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Obbedienza e ascolto

 Come è noto, il verbo «obbedire» è imparentato con il verbo «ascoltare». Questo vale in italiano, che deriva dal latino, in greco, ma anche in ebraico e in arabo. Addirittura in ebraico, in assenza di una radice propria, per esprimere l’obbedire (oltre al semplice verbo «ascoltare») si usa un sintagma che, tradotto letteralmente, significa «ascoltare nella voce». L’obbedienza, quindi, è un ascolto che si fa azione e una azione condotta «stando nella parola» ascoltata, tenendola nel cuore, continuando ad ascoltarla, ritrovandone in ogni momento la freschezza e l’attualità, la saldezza e la sicurezza…

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...di ogni parola che esce dalla bocca...

Andare «dentro la parola» vuol dire introdursi nel mistero della Parola con la «P» maiuscola. Se però l’uomo, come dice il versetto del Deuteronomio citato da Gesù nella sua lotta contro Satana, vive «di quanto esce dalla bocca di Dio» (Dt 8,3), questa Parola entra nella vita dell’uomo e continua la sua corsa nelle parole umane, magari subendo contrattempi e ritardi dovuti alle lentezze, alle contrapposizioni e ai rifiuti, ma mai fermandosi.

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La Parola nella bocca

Parola1L’inizio del libro del Deuteronomio ci porta al cuore del nostro tema: «E queste sono le parole». Un intero libro è così dedicato a trasmettere la Parola di Dio nelle parole degli uomini, attraverso la mediazione di Mosè. Tra i numerosi versetti di questo libro uno è particolarmente curioso: «La Parola è molto vicina a te, nella tua bocca e nel tuo cuore, per farla» (Dt 30,14).

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La parola nella mano

ParolamanoSe l’acqua sta nel vaso, la farina nella giara, l’olio nell’orcio, quale è il contenitore adatto per la Parola di Dio? Ancora un versetto «curioso» della Bibbia ci porta ad esplorare un altro luogo in cui la Parola di Dio prende casa tra gli uomini. Racconta il primo libro dei Re che il profeta Elia, inviato dal Signore per sopravvivere alla siccità (da lui stesso invocata), giunge a Zarepta di Sidone, in terra pagana. Lì incontra una vedova.

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La Parola che ritarda

comignoloA volte la parola ritarda e non per responsabilità umana. Non sono gli uomini a ritardarne gli effetti, ma è proprio la libertà divina a ritardare la Parola. Gli uomini sono pronti ad ricevere quanto dirà il Signore, anzi, lo sollecitano, ma il Signore impone l’attesa nel silenzio. Nella Bibbia sono numerosi i passi in cui il Signore tace; tra tutti ce n’è uno che a mio parere presenta un silenzio molto pesante e drammatico.

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Uscire - una proposta di preghiera per il tempo estivo

uscireL’estate è un tempo in cui l’esperienza originaria dell’uscire è prevalentemente positiva. La tradizionale immagine dell’esodo estivo evoca in tutti la possibilità di una sospensione del tempo produttivo per dedicarsi al riposo, agli affetti, al creato e – perché no? – alla preghiera. Ai nostri giorni, però, tante uscite non propriamente liete, che ci raggiungono e toccano attraverso i media, chiedono continuamente a ciascuno che si esca dalle proprie sicurezze e si allarghi il cuore e – perché no? – la preghiera.
Per quest’estate, allora, abbiamo pensato di proporre ai lettori di questo sito, a partire dal 26 giugno, otto brevi tracce di preghiera sul tema dell’uscire. In ciascuna troverete una breve riflessione a partire dalla Bibbia; il suggerimento di un brano biblico su cui soffermarsi, qualche domanda di riflessione e una preghiera per dare avvio ad un dialogo col Signore, nel quale vogliamo abbracciare tutti...

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