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I luoghi dell'incontro 6 : la città

6.cittàSiamo nel libro del Cantico dei Cantici, un libro che ha faticato ad entrare nel canone biblico e che è poco proposto: a volte è proclamato nelle celebrazioni nuziali, normalmente ne leggiamo solo alcuni versetti durante l’anno liturgico. È un libro ardito che racconta l’amore: non solo l’amore tra Dio e il suo Popolo (come veniva interpretato in passato), ma narra l’amore umano, meglio, possiamo dire che celebra l’amore umano (non riducibile a quello matrimoniale!) perché noi siamo fatti per amare! Esistiamo per amare! Desideriamo essere amati!
Verità e desiderio non solo di alcuni tempi-luoghi della nostra vita, ma che ci accompagnano e dimorano in noi nella ferialità-quotidianità, lì dove siamo e viviamo, mentre noi ci muoviamo e percorriamo la città.
La città che è connotata di una certa ambiguità: da una parte è fucina di relazioni, come un telaio dove si intrecciano i fili di vite-storie fino a creare un tessuto dai molti colori; dall’altra parte, nella città spesso si sperimenta l’anonimato fatto di sguardi bassi, passi frettolosi…
E, allora, ci venga in aiuto questa donna che osa dare voce al suo e nostro desiderio più profondo, che ci insegna dei movimenti. Vediamoli.

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I luoghi dell'incontro 7: il mare

7.mareEccoci giunti alla soglia della libertà, eccoci giunti al passaggio finale di un cammino nel deserto che ora lascia vedere la fine. Ma quale finale ci possiamo aspettare? Quello della sconfitta? Quello del “potessimo tornare indietro!”? Oggi, come ogni generazione di viventi che ci hanno preceduto, dobbiamo fare appello alla memoria e fidarci di Colui che condusse “i figli di Israele all’asciutto in mezzo al mare e l’acqua fu per loro un muro a destra e a sinistra” (Es 14,29).L’intero racconto è nel libro dell’Esodo, nei capitoli 14 e 15. Qui ci soffermiamo solo alcune espressioni poetiche di quel canto che da allora ogni generazione canta e balla in prossimità della Pasqua.

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Sara. "La benedirò e diventerà nazioni" - recensione di don Matteo Crimella

sara di laura invernizzi coverL. Invernizzi,Sara. “La benedirò e diventerà nazioni” (Madri della fede), San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2019, pp. 138, € 14.

«Chi non conosce Abramo?» (5). Con questa domanda si apre il nuovo, bellissimo libro di Laura Invernizzi, appartenente all’Istituto delle Ausiliarie Diocesane di Milano, docente di esegesi dell’Antico Testamento presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e professoressa di introduzione alla teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alla domanda, tuttavia, si affianca immediatamente una constatazione: «Forse non sempre, però, si ricorda che una donna cammina accanto ad Abramo e che se Abramo è chiamato a diventare “padre di una moltitudine” (Genesi 17,5), di lei, di Sara, si dice che “diventerà nazioni” e che “re di popoli nasceranno da lei” (Genesi 17,16)» (5). Laura Invernizzi prende il suo lettore per mano, facendogli gustare il racconto biblico così come si presenta e mostrando, passo dopo passo, quale figura di Sara emerga. Il volume può essere gustato autonomamente, ma diventa ancora più prezioso se lo si pone accanto al testo biblico, letto e riletto, così da assaporare la bellezza e la profondità della narrazione di Genesi.

            Cerchiamo anzitutto di ripercorrerlo, dando spesso voce all’autrice.

            La vicenda di Sara inizia prima che il Signore chiami Abram, nel momento in cui questa donna diventa la sposa del grande patriarca. Afferma Genesi: «E Sarài divenne sterile e non aveva figli» (11,30). Come giustamente nota l’autrice, la Bibbia non dice che “Sarài era sterile” ma che ella «divenne sterile». La donna cioè, non era sterile da sempre, ma lo divenne in conseguenza al matrimonio con Abram, al suo «essere presa» (Gen 11,29) da parte di Abram.

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Letture Estive: Perché non rileggere qualche parabola?

LettureEstiveGesù ha raccontato parabole non solo perché, come tutti gli uomini geniali, amava i paragoni, e neppure perché da buon maestro voleva che il suo messaggio fosse chiaro e accessibile. Ha parlato in parabole perché a proposito di Dio e del suo mistero non è possibile diversamente. Dio è al di sopra dei nostri pensieri e delle nostre parole. 

Le parabole, che sono come un vangelo nel vangelo, forse meglio di altre pagine riescono a metterci in contatto con Gesù di Nazaret, conla sua personalità, il suo modo di parlare, i suoi pensieri, la sua concezione di Dio, di se stesso e dell’uomo. Con il loro linguaggio aperto e sempre inadeguato rispetto alla verità che comunicano, esse costringono a pensare e esercitano in ogni epoca il loro fascino perché mantengono, anche per il lettore moderno, la loro capacità di interrogare e stupire.

Perchè non approfittare dell'estate per rileggere qualche parabola? 

1) 22 luglio: L’affare della vita. Le parabole del tesoro e della perla (Mt 13, 44-46)

2) 29 luglio: L’insopportabile bontà. Gli operai nella vigna (Mt 20,1-16)»

3) 5 agosto: “Aveva ancora uno, il figlio amato”. La parabola dei vignaioli (Mc 12, 1-12)

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Letture Estive: L’affare della vita

perlaCome un tesoro… una perla… Doveva essere un grande narratore Gesù, e anche un grande educatore, capace di far emergere le domande profonde mentre indica il cammino. E così quel giorno in cui i suoi discepoli gli chiesero di spiegare la parabola della zizzania, in casa, in una riunione ristretta, egli li mise a parte dei segreti e delle confidenze più intime, sulla sua comprensione di sé, sulla sua concezione di Dio, sulla sua missione, sul Regno, sul suo avvicinarsi all’uomo, sul suo «essere qui». E a chi chiedeva spiegazione di una parabola, Gesù ha raccontato ancora parabole...

Entriamo in casa, dunque, coi discepoli, ad ascoltare Gesù che racconta.

44Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.45Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. (Mt 13,44-46)

Le due parabole sono quasi sovrapposte e accomunate da alcune azioni: trovare, andare, vendere, comperare: azioni comuni, di cui sono fatti anche i nostri giorni. 

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Letture estive: L’insopportabile bontà

Non sono i tempi di crisi e le battaglie dei lavoratori per i loro diritti a rendere difficile la lettura di questa pagina di Matteo, ma è la parabola in sé ad essere disorientante, perché tocca profondamente i nostri modi di pensare e di valutare la realtà. Questa destabilizzazione, però è necessaria, per riuscire ad oltrepassare le barriere delle nostre difese.
Uno sguardo al contesto aiuta a capire a chi è rivolta la parabola e dà luce alle argomentazioni. Un legame con quanto è raccontato precedentemente è dato chiaramente dall’inclusione tra il v. 19,30 («Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi») e il v. 20,16 («Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»). Gesù si sta rivolgendo ai suoi discepoli che, in seguito alla vicenda del giovane ricco(Mt 19,16-22), si interrogano sulla ricompensa di chi ha lasciato tutto per seguire Gesù. È evidente che tra il lasciaree l’ereditare, in futuro, vi è un nesso, ma è pur vero che, a fronte di una rinuncia attuale, il possesso futuro è eventuale e appeso a una promessa che inverte gli schemi di ragionamento.

La parabola si inserisce proprio a questo punto.

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Letture estive: Aveva ancora uno, il figlio amato

vignaLa parabola dei vignaioli è presente in tutti e tre i vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca). Poiché nella lettura delle parabole è sempre importante comprendere il processo dialogico in cui sono inserite, per poterne cogliere la dinamica comunicativa, focalizziamo l’attenzione sulla lezione del vangelo di Marco, per meglio coglierne il contesto narrativo e le peculiarità.
La parabola è raccontata da Gesù nei giorni precedenti la Passione, il terzo giorno del suo ministero a Gerusalemme, al Tempio, durante una disputa con sommi sacerdoti, scribi e anziani sull’autorità: «Con quale autorità fai queste cose?» (11,28), chiedono; in un certo senso la parabola risponde alla loro domanda, invitando a trarne le conseguenze.

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