60' giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: UN MERAVIGLIOSO POLIEDRO

Per la giornata del 30 aprile, l’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni raccoglie e rilancia lo sguardo di papa Francesco contenuta nell'esortazione apostolica rivolta ai giovani dopo il Sinodo: «La pastorale giovanile non può che essere sinodale, vale a dire capace di dar forma a un ‘camminare insieme’ che implica una valorizzazione dei carismi che lo Spirito dona secondo la vocazione e il ruolo di ciascuno dei membri della Chiesa attraverso un dinamismo di corresponsabilità […]. In questo modo, imparando gli uni dagli altri, potremo riflettere meglio quel meraviglioso poliedro che dev’essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie» (Christus Vivit 207).
In questo orizzonte vogliamo accompagnare i giovani e unirci alla preghiera di tutta la Chiesa:
Padre buono, datore della vita,
il creato, il tempo, la storia ci parlano di Te,
del tuo amore e della tua passione per ognuno di noi.
A Te che ci hai chiamati fin dal seno materno,
seminando in noi desideri grandi
di felicità e di pienezza, chiediamo:
manda il tuo Spirito
a illuminare gli occhi del nostro cuore
perché possiamo riconoscere e valorizzare tutto il bene
che hai regalato alla nostra vita.
Fa' che ci lasciamo attraversare dalla tua luce
perché dalla tua Chiesa si riverberino
i colori della tua bellezza
e ognuno di noi,
rispondendo alla propria vocazione,
partecipi dell’opera meravigliosa e multiforme
che vuoi compiere nella storia.
Te lo chiediamo in Cristo Gesù,
tuo figlio e nostro Signore.
Amen.
Messaggio del Papa per la 60' giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
Veglie per le vocazioni nelle zone pastorali e iniziative della pastorale giovanile diocesana
Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni
PREGHIERE IN PROSA: la prima comunità cristiana - La preghiera per l'azione
Esiste un legame tra la preghiera e l’azione, tra la preghiera e i gesti della vita, soprattutto di quella di chi, come cristiano, è chiamato a “far vedere” la persona stessa di Gesù, il suo messaggio di vita nuova?QUARESIMA 2023: Preghiere in prosa
Esistono due tipi di preghiera nella Bibbia. Le preghiere pubbliche e formali e le preghiere private e spontanee. In questa Quaresima incontreremo dei personaggi, per imparare attraverso le loro storie, a pregare con loro in ogni situazione:
S. PASQUA 2023

Le esigenze di vita nuova, che scaturiscono dalla risurrezione,
attraggano ognuno a vivere della forza della fraternità del Risorto.
È il nostro augurio!
PREGHIERE IN PROSA: Gesù nel Getzemani - La preghiera del Figlio
Nel Getsèmani incontriamo Gesù nella pienezza della sua umanità e, allo stesso tempo, nella manifestazione del suo essere Figlio di Dio.
Gesù, nella sua umanità, è avvolto dalla profonda tristezza per l’abbandono dei suoi, che già si intravvede nella loro incapacità di stargli vicino e ancora di più si rivelerà nel tradimento di Giuda, nel rinnegamento di Pietro e nella fuga di tutti gli altri al momento della passione di Gesù.
Gesù appare anche provato dalla paura: scende così in profondità nella realtà umana da sperimentare tutto l’orrore per la morte che sperimenta ciascun uomo e ciascuna donna. Ha voluto vivere la paura della morte in piena solidarietà con noi, vivendo sulla sua pelle il non senso di ogni morte ingiusta e innocente.
Gesù vive questa esperienza del tutto umana, ma la vive da Figlio di Dio e, da Figlio, si rivolge al Padre; lo chiama “Abbà” – “Papà”, abbandonandosi a lui con fiducia infinita; a motivo del suo essere Figlio di Dio e uomo fino in fondo, anche tutti noi possiamo metterci davanti a Dio e rivolgerci a Lui come Padre…Padre nostro!
Gesù sta davanti al Padre e, nella certezza del suo amore, osa chiedere di cambiare la modalità con cui dovrà realizzarsi il suo disegno di salvezza per l’umanità; subito dopo, però, neanche il tempo di un respiro, Gesù esprime nuovamente la sua fiducia nel Padre e la sua scelta di abbandono: “Non come voglio io, ma come vuoi tu!”.
Noi, ogni giorno, ripetiamo, secondo l’invito di Gesù, nella preghiera del Padre nostro e forse pensiamo: “Cosa vorrà mai Dio da me?”.
Gesù ha vinto questa radicale sfiducia insita nell’animo umano perché anche noi, in Lui, ci riconsegniamo al Padre, sapendoci amati.
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