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QUANTI ANNI HAI?

giornata vitaIn questi ultimi tempi i bambini continuano a chiedermi l’età non so perché, saranno forse i capelli bianchi, oppure semplice curiosità…poco importa.
La cosa che prende la mia attenzione è l’orgoglio che sento in me quando rispondo.
Orgoglio che richiede una riflessione.
Al di la delle loro simpatiche considerazioni, che mi fanno sorridere e che mostrano come il tempo per i bambini è ancora qualcosa di astratto, vorrei addentrarmi in un “pensare” per me.
Per prima cosa mi viene da dire che sono contenta dei miei 67 anni anche se mi devo ripetere più volte il numero, perché non mi sembra vero. Forse anch’io sono rimasta un po' bambina per quanto riguarda il tempo!
Perché sono contenta?
Semplicemente perché sono consapevole che ogni giorno vissuto è dono. Ogni singolo attimo è dono.

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LAURA E ROSA: 50' anniversario di consacrazione

Laura e RosaFesteggiare 50 anni di vita consacrata significa celebrare mezzo secolo di fedeltà, amore incondizionato e dono di me stessa a Dio e alla Chiesa ambrosiana, che ho desiderato vivere come segno profetico nel cuore del mondo di oggi. Guardare al cammino compiuto, mi permette di rileggere la mia storia come un tessuto di grazia, dove la fedeltà di Dio si è manifestata giorno dopo giorno tra le pieghe della storia umana. Grazie Gesù per la chiamata a lavorare nella tua vigna!

Laura Galimberti, parrocchia SS. Pietro e Paolo di Tradate

 

Ricordo bene il giorno dei primi voti: era il 28 agosto1976, eravamo nella cappella dell'Arcivescovado. Abbiamo fatto la professione nelle mani del cardinal Colombo. È stato bellissimo, anche se erano solo i primi voti. Nel ritorno a casa avevo l'animo così grande, che non ero capace di formulare una preghiera per ringraziare il Signore per il dono che mi aveva fatto.
La chiamata del Signore è sempre un dono; io l'ho sentita e l'ho coltivata. Ero felice, anche se timorosa: "Sarò capace? Riuscirò a testimoniare la mia vocazione proprio nell'amore verso gli altri?". La paura c'è sempre stata, però la fede mi ha sostenuta e portata avanti. Non ho mai avuto dubbi sulla mia vocazione, ho sempre camminato su questa strada.

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CRISTINA: 30' anniversario di consacrazione

cristinaPer l’occasione, mi sono regalata alcuni giorni di preghiera a Ravenna, contemplando i meravigliosi mosaici della città.  La mia preghiera è iniziata nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il primo mosaico su cui mi sono fermata è tra quelli che mi hanno affascinato di più: la processione delle Sante Vergini. Ventidue donne avanzano con passo solenne verso Cristo, portando nelle mani la corona della vittoria. I loro volti sono diversi, ma lo sguardo è rivolto nella stessa direzione. Tra loro ne compare una che porta il mio nome: Cristina!  Questa coincidenza ha fatto sì che mi immedesimassi facilmente tra quelle donne. Anche io, come loro, mi sento in cammino, senza protagonismi, insieme a tante altre sorelle che, nel corso dei secoli, hanno scelto di consacrare la loro vita al Signore, e insieme alle mie consorelle, le Ausiliarie Diocesane. 
Non un cammino perfetto, ma un cammino fedele.

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ANNA: 45' anniversario di consacrazione

ANNAConfesso di non essere un tipo che va spesso a frugare nei ricordi, forse perché ormai sono troppi e da questo capisco che… beh, sono invecchiata!
Per l’occasione dei miei 45 anni di professione, mi sono concessa un’eccezione e, tra i tanti luoghi e persone che ho nel cuore, sono andata a ripescare l’incontro con un giovane universitario. Parlo di parecchi anni fa, quando anch’io ero poco più che giovane. 
Quel ragazzo non faceva parte del gruppo degli abitués dell’oratorio, ma c’erano con lui diverse occasioni per salutarsi e scambiare due parole. 
Quella volta eravamo nel salone della parrocchia, forse per una festa, e ancora adesso lo vedo venirmi incontro sorridente e tranquillo. Mi racconta delle amicizie dell’università, degli esami, della sua quotidianità. E poi - dopo tanto tempo non so più contestualizzare il come e il perché - mi dice con naturalezza, tra una frase e l’altra: “quando vedo da lontano una persona che mi viene incontro, dal mio cuore esce un’invocazione: Vieni, Santo Spirito!”.
Di quel ragazzo, che adesso è un uomo, ho perso le tracce quando ho cambiato comunità di servizio, ma non ho mai dimenticato la sua preghiera e il suo sguardo di quella serata.

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DANIELA: 35' anniversario di consacrazione

danielaNon è stato difficile trovare nel Vangelo una parola per riassumere i miei primi trentacinque anni di consacrazione. Mi sono venute spontanee due semplici parole che mi accompagnano da ancora prima di quel 31 agosto 1991, quando ho fatto la mia Prima Professione Religiosa.
Se penso a questi anni mi accorgo che sono volati e sono stati pieni di incontri con famiglie, ragazzi, adolescenti, giovani, anziani ma, soprattutto, bambini.
Ho sempre sostenuto che stare con i bambini ti aiuta a rimanere giovane; la loro semplicità, la loro freschezza, la loro spontaneità ti portano a guardare e a considerare le situazioni che vivi con una certa incoscienza che ti mette al riparo dai complicati ragionamenti dei grandi, che devono sempre e per forza trovare una soluzione per tutti e per tutto. Ti fa riscoprire ogni volta il bello di “semplificarti”, di non essere schiavo dei ragionamenti contorti e complicati con cui noi adulti affrontiamo la vita. “Rimanere” bambini non per sfuggire alla realtà ed ai problemi quotidiani, ma per andare al cuore autentico delle cose.

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  • Storie di vocazione

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    Come si sente la vocazione? Come si fa a capire, a orientarsi e a scegliere? Ti raccontiamo la nostra esperienza e la nostra storia...

     

     

     

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    Le donne, che il mattino di Pasqua si recano al sepolcro e alle quali facciamo riferimento per delineare la nostra vocazione, formano una piccola comunità in azione. Esse sono un gruppo di donne, che vanno al sepolcro di buon mattino con gli aromi; riescono a vivere insieme la fatica, l’angoscia, il vuoto di chi vede la vita preclusa e non hanno paura di condividere questo sgomento. Non fingono vita dove vita non c’è. In questo loro andare e condividere, esse incontrano l’inaudita novità della risurrezione e ad esse viene affidato il compito di annunciarla agli altri, in una testimonianza comunitaria. Diventano comunità apostolica, impegnata con la vita a proclamare a tutti Gesù vivo e presente nella storia umana, perché questa storia sia per tutti luogo di salvezza e di santità (St. n°7).
    Le comunità apostoliche nascono così dalla Pasqua: in questa sezione, le comunità delle Ausiliarie si presentano.

  • Servizi

    Noi ausiliarie condividiamo la vita di quella porzione di Chiesa che è la Diocesi di Milano. Ad essa, ai suoi bisogni pastorali, si rivolge la nostra carità e il nostro servizio. Siamo impegnate nelle parrocchie, ma anche in servizi diocesani, o in realtà specializzate come il carcere, l'ospedale, il consultorio, realtà caritative in favore delle donne straniere...

     

     

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