Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa!
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Anche noi eravamo in Piazza S. Pietro stamattina per la beatificazione di Paolo VI, grate, sommamente grate al Signore per il dono di questo pastore e profeta e per il suo grande amore alla Chiesa, che papa Francesco ha ricordato con parole appassionate nell'omelia. A Paolo VI siamo grate, perché in una sua intuizione della Pasqua del 1961 riconosciamo il nostro carisma (vedi): un seme e un desiderio, che anche noi donne abbiamo sentito e sentiamo nel cuore e che lo Spirito ha fatto diventare realtà.
25° anniversario - Una vita in bilico
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Attraverso questa immagine, c'è qualcosa di immensamente bello, c’è una Parola che ci raggiunge su svariati sentieri. Una volta riconosciuta, ascoltata e accolta non è più solo per noi ma vuole e deve essere portare agli altri, a chi si incontra nel cammino della vita.Accanto ai malati - 1
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Vivo la mia missione di assistente spirituale all'ospedale di Giussano da ormai 11 anni. Spesso mi capita di ritornare con la mente e con il cuore alla parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37) che Gesù ci racconta per indicarci il modo e la misura per amare i fratelli. Vivere in pienezza ogni istante della vita, sopratutto quando diventa fragile e precaria e il tempo fugge irrimediabilmente verso la fine, significa vivere fino in fondo la storia unica e personale che Dio ha scritto per ciascuno di noi in un progetto misterioso di amore e di salvezza. Gesù indica il modo e la misura di amare. Lui ci attende e sulla strada di ogni giorno con volti nuovi e realtà nuove ci chiama a vivere la Carità. Ogni giorno e sopratutto il ospedale tutto è nuovo, lì Gesù mi chiama ad un ascolto nuovo, ad una partecipazione fraterna, perchè nessuno rimanga al bordo della strada.
Prendermi cura vuol dire accompagnare un fratello all'incontro con il Padre, non solo al momento della morte, perché anche nella malattia il Signore ci aspetta, in quel giorno, in quell'ora per dirci qualcosa, sta a noi riconoscre il suo passaggio. Ciascuno di noi è samaritano quando nel cuore ha la "passione, l'amore" per il fratello.
Che tu possa vivere a lungo!
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Giusy, che studia mediazione culturale, ha trascorso anche la scorsa estate in Tunisia, per frequentare dei corsi di lingua araba in una delle più antiche Università e per condividere la vita della gente, entrare nella cultura,
comprendere "dal di dentro". Ecco il racconto della sua esperienza.
"Come stai?", "Bene!", si salutano così i tunisini come tutti i popoli. In realtà, la risposta contiene un significato più profondo che richiama la parola "vivere", letteralmente: "Che tu possa vivere a lungo!" Questa parola utilizzata continuamente contiene un implicito desiderio di vita, di cambiamento, di libertà, come dicono loro stessi, all'alba della Primavera araba.
Il rinnovo dei voti temporanei.Le professe raccontano il senso di questo nuovo "sì"
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Il 7 dicembre 2013, nel santuario di Seveso -pieno di ausiliarie, parenti, famiglie, giovani e amici- Manuela, Paola, Giusy, Giovanna e Maria hanno rinnovato i voti temporanei di castità, povertà e obbedienza davanti al Vicario Generale mons. Mario Delpini. L'omelia ci ha fatto guardare a queste sorelle come a coloro che scelgono di "gridare" la profezia del Vangelo e di osare la santità in un contesto odierno dove, per vari motivi, in molti scelgono di non gridare le proprie convinzioni.Altri articoli...
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Un appuntamento atteso da quarant'anni: le Ausiliarie Diocesane in udienza da Papa Francesco
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