Noi siamo piccoli ma abbiamo delle parole da dirvi, anzi abbiamo delle cose da ricordarvi.
Prima di tutto che voi siete dove siete, avete i compiti che avete semplicemente perché delle persone vi hanno creduto, si sono fidati della vostra parola, delle vostre promesse, e la fiducia è davvero una cosa seria, può cambiare la vita delle persone.
Ricordare questo vuol dire che voi avete una grande responsabilità, e anche noi sappiamo che mantenere le promesse può essere difficile ma almeno dobbiamo provarci se vogliamo dire a qualcuno: “Amico”.
Ancora…per il posto che occupate vogliamo ricordarvi che ciò che fate o non fate; le scelte che mettete in atto o quelle che dimenticate…costruiscono il nostro futuro, per questo ci sembra giusto non tacere e dire il nostro pensiero; anche se a volte ci sembra che il futuro ci sfugga dalle mani…
La prima parola è: “Smettetela di fare la guerra, perché qui ci sono dei bambini che vi guardano. Ci sono dei bambini che desiderano un futuro. Ci sono dei bambini che non possono morire così ingiustamente”.
Ci sono bambini che vedono nel loro cuore la gentilezza, la forza del perdono, la libertà di una mano aperta che vuole solo aiutare chi è vicino, l’amico che ha bisogno…e che non vogliono che questi doni vengano portati via perché imparano la violenza, il sopruso, l’ingiustizia.
Perciò gridiamo in coro la stessa cosa che ci diciamo quando litighiamo: “Adesso smettetela”!
Vedete, fare la guerra è davvero una cosa inutile, basta pensare che la terra è di tutti e tutti hanno diritto a un luogo dove stare, dove vivere, dove costruire la propria casa e magari imparare ad accogliere anche altri più poveri che non l’hanno. Ed è proprio assurdo che ci siano persone che piangono perché devono lasciare tutto solo perché qualcuno deve bombardare e non si capisce neanche il perché.
Fare la guerra è proprio inutile perché le persone a te care sono anche nell’altra parte dove tu spari.
Noi vogliamo imparare a volere bene, amare invece di odiare o uccidere. Non vogliamo fare la guerra, litigare, vogliamo solo imparare ad aiutarci perché combattere non serve a niente, ce ne accorgiamo anche a scuola quando scopriamo che è più bello aiutare un compagno piuttosto che prenderlo in giro perché non sa fare qualcosa o non ha capito ciò che ci è chiesto di fare.
Una nostra compagna ci ha insegnato una parola nuova, parlando del volto di Dio ci ha detto che è “empatico” che vuol dire sentire quello che prova l’altro e farlo nostro. Perché voi, che siete grandi e potenti non vi mettete a comprendere questa parola? Se vi chinate sulle persone e le ascoltate davvero potete accorgervi subito di come la pace è bella come il paradiso; di come è fortunato chi ha una mano libera, aperta che può accogliere tutti.
Per favore dateci l’esempio, mostrateci la grandezza, la profondità, la bellezza del perdono.
Guardate ai popoli, guardate a noi bambini con lo sguardo che dice com’è bella la persona che sa perdonare, com’è dolce e buono il gusto della pace.
Per favore dateci l’esempio di un “capo” che sa accogliere e sorridere davvero a tutti coloro che incontra. Che può camminare a testa alta perché semina la pace e dona la speranza di una vita bella.
Se fate questo il nostro "GRAZIE" sarà grande, altrimenti avete la responsabilità di vederci crescere capaci di cattiverie che possono solo peggiorare, diventare peggio di quelle che vediamo oggi.
A voi la scelta… e a noi il coraggio di continuare a desiderare di avere un cuore gentile, una mano che sa aiutare e accogliere e uno sguardo che perdonando può chiamare “AMICO” chiunque incontra.
Nuccia Marnati, con un gruppo di bambini di Rozzano
Nuccia Marnati, con un gruppo di bimbi di Rozzano