IL CERCHIO E IL QUADRATO
Ci sono momenti nella storia delle persone in cui sembrano darsi appuntamento tutte le sofferenze possibili, dolori indescrivibili che tolgono il respiro e il sonno e sembrano annullare il dono della vita. Le parole umane si sperimentano vuote e inutili e l’unico modo di vicinanza è riposto nel silenzio di gesti affettuosi o nella preghiera.Quando anche la fede vacilla, lasciandoci in preda ad una drammatica incertezza, rimane vero che Dio fa dell’impossibile il suo lavoro quotidiano a nostro favore.
Ed ecco che mi si allarga un sorriso sul volto perché ricordo una “perla” che mi regalò Riccardo, un bimbo di quattro anni.
A quel tempo lavoravo nella Scuola Materna e facevo volontariato in carcere. In una delle mie visite ai detenuti, incontrai un uomo con una lunga condanna il quale, indurendo il volto, mi disse che l’errore e la detenzione erano per lui cosa certa come il cerchio che non può diventare quadrato. Una frase che non mi toglievo dalla mente, tanto che ne parlai a scuola con i bambini, dicendo che un “amico” non poteva essere buono perché nessuno glielo aveva insegnato, proprio “come un cerchio non poteva diventare quadrato”. E per questo, l’ amico, era molto triste.
PER LE PERSONE CONSACRATE CHIEDETE LA FEDELTA' E LA GIOIA
Nel 1997 Giovanni Paolo II ha istituito la giornata della vita consacrata e ha scelto come data la festa che celebriamo oggi: la presentazione che Maria e Giuseppe fecero di Gesù al tempio per offrirlo al Signore. È così una icona della totale dedizione della propria vita per quanti sono stati chiamati a riprodurre nella chiesa e nel mondo mediante i consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù vergine e povero e obbediente.Abbiamo visto nel vangelo un Rito e allora ho pensato di raccontare qualcosa del rito di consacrazione che ho vissuto, certo è una celebrazione direi sconosciuta ai più.
Mi è venuto alla mente un’immagine: nella mia camera ho appeso un quadro con alcune foto del giorno della prima professione religiosa e alcune foto del giorno della professione perpetua nel Duomo di Milano, ormai sono passati parecchi anni, ma è sempre bene tornare alle sorgenti.
La professione religiosa è un rito che si svolge durante la celebrazione eucaristica e ha dei segni, delle parole, delle consegne.
XXIX GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

Papa Francesco - Omelia primi vespri
Mario Delpini - Omelia per il Giubileo Diocesano della vita consacrata Video - Testo
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2025

Giubileo 2025 - DENTRO LA VITA
La vita, che nasce piccola, chiede di comprenderne il grido, l’anelito di libertà e il desiderio di fiducia che anche oggi porta con sé. L’inizio dell’anno giubilare e il calendario civile del 2025 richiamano ed evocano dimensioni forti della vicenda umana: venticinque anni del nuovo millennio, ottant’anni dalla liberazione di Auschwitz, dalle bombe atomiche e dalla fine della seconda guerra mondiale. Ricorrenze che a loro modo ci raccontano l’umanità, la sua carica interiore, spirituale e le sue drammatiche contraddizioni. Celebriamo la memoria della vita liberata proprio ora, dentro i ricorsi violenti della storia: ancora una volta, vediamo tradite le promesse di dignità, di pace e di libertà solennemente dichiarate nel ventesimo secolo. Giubileo e storia del mondo, mano nella mano sembrano però indicarci la strada: ripartire dalla vita, che nasce piccola, dentro la terra benedetta da Dio. Il mistero accade dentro la storia e lì ci attende, senza disertare la realtà e i suoi tradimenti. Dentro: la vita chiede di essere guardata, amata, ascoltata e comunicata dalla sua profondità. È tempo di sguardi, di gesti, di parole e silenzi a misura di profondità. Torneremo a sentire le gioie e i dolori di tutti e sarà bello incontrarci umani al suono della festa giubilare, mentre la terra canterà la Parola nuova: “Un uomo aveva due figli…che diventarono fratelli”. Paola Vitali
29 dicembre 2024: l'Arcivescovo Mario Delpini apre l'Anno Santo in Diocesi - leggi l'Omelia
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