IN ATTESA DELL'ALBA: Una preghiera di speranza
Il dubbio lavora dentro di noi e può cambiare il nostro sguardo verso l’albero che sta nel mezzo del Giardino. Anche nel mio cuore può nascere addirittura il desiderio di affidarmi a qualcun altro, di dimenticarmi che la Parola è dono di Dio e non “cosa” mia, a cui posso far dire ciò che voglio.
Di nuovo a te, Signore, alzo lo sguardo, e mi affido al sussurro dello Spirito per scoprirti ancora oggi al lavoro in noi e per noi.
L’esito per l’uomo che ha “mangiato” per avere di più è la scoperta di essere nudo, la sensazione di essere fragile, esposto a qualcosa che con astuzia conduce su altra strada.
Conosce la vergogna, la frustrazione che produce l’incredulità, l’insicurezza dell’assenza di protezione e invece di parlare nella confidenza si nasconde.
Gli uomini scoprono il sospetto reciproco e il gioco della colpa data all’altro che scarica la responsabilità nella ricerca di una riabilitazione di sé, conoscono la sfida dell’inganno e dell’approfittare dell’altro per stare bene per sé stessi.
Dio, invece passeggia nella brezza leggera dello Spirito e li cerca.
Non solo non ha nulla da nascondere, ma il suo amore è così grande che li cerca, li accoglie e ancora una volta li protegge. Li riveste con le vesti della sua infinita misericordia, continua a chiamarli per nome e cercare le strade che li aiutano a superare le tentazioni del male.
Mostra l’infinita tenerezza che lo muove, che lo porta fino a chinarsi su di noi. Non maledice ma accompagna.
La sua Parola confidente mostra all’uomo, creatura amata, come non viene meno la sua benedizione e il suo disegno su di noi, anche se ora è più difficile perché, per vivere la bellezza dell’origine, dobbiamo lottare e vigilare.
Non smette, il nostro Dio, di mostrarci come il Giardino è sempre per noi che siamo chiamati ad essere collaboratori perché sia sempre possibile abitarlo.
Dalla terra continuerai ad avere cose buone per nutrirti e nutrire i tuoi figli con il tuo lavoro e anche se scoprirai la fatica, non lasciartene scoraggiare!
Ricordati l’esperienza fatta e il dolore che ti ha procurato: non lasciarti ingannare più dalla voglia di strappare all’albero un segreto che non esiste perchè ti farai solo male e ne farai ad altri.
Ecco allora, esci e allontanati dall’albero, mettiti al riparo dalla tua stoltezza e vivi il grande senso della tua vita che è fatta a mia immagine: ama, condividi, prenditi cura di ogni creatura…solo così potrai vivere il mio comandamento: sii felice e genera pace.
È così che lavora il nostro Dio, ancora oggi: ci accompagna fuori dal Giardino per aiutarci a rientrare con la consapevolezza e la gioia di collaborare e ci consegna la sua Parola da custodire per sempre: io sono sempre con te e per te!
Allora anche noi, lasciamoci cucire addosso quelle vesti che ci riconsegnano la gioia della fiducia in un Dio grande nell’amore, che riveste la nostra incredulità con la sua tenerezza e ci dona Speranza.
Quella Speranza che genera pace e solidarietà perché, finalmente, sappiamo che è possibile collaborare a un mondo più giusto, un mondo secondo il disegno del Creatore.
È possibile stare e vivere nel Giardino di Dio. Possiamo gridarlo al mondo e consegnarlo ai nostri piccoli.
Dalla terra continuerai ad avere cose buone per nutrirti e nutrire i tuoi figli con il tuo lavoro e anche se scoprirai la fatica, non lasciartene scoraggiare!
Ricordati l’esperienza fatta e il dolore che ti ha procurato: non lasciarti ingannare più dalla voglia di strappare all’albero un segreto che non esiste perchè ti farai solo male e ne farai ad altri.
Ecco allora, esci e allontanati dall’albero, mettiti al riparo dalla tua stoltezza e vivi il grande senso della tua vita che è fatta a mia immagine: ama, condividi, prenditi cura di ogni creatura…solo così potrai vivere il mio comandamento: sii felice e genera pace.
È così che lavora il nostro Dio, ancora oggi: ci accompagna fuori dal Giardino per aiutarci a rientrare con la consapevolezza e la gioia di collaborare e ci consegna la sua Parola da custodire per sempre: io sono sempre con te e per te!
Allora anche noi, lasciamoci cucire addosso quelle vesti che ci riconsegnano la gioia della fiducia in un Dio grande nell’amore, che riveste la nostra incredulità con la sua tenerezza e ci dona Speranza.
Quella Speranza che genera pace e solidarietà perché, finalmente, sappiamo che è possibile collaborare a un mondo più giusto, un mondo secondo il disegno del Creatore.
È possibile stare e vivere nel Giardino di Dio. Possiamo gridarlo al mondo e consegnarlo ai nostri piccoli.
Nuccia Marnati - Rozzano
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