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IN ATTESA DELL'ALBA: Una preghiera che continua

in attesa dellalba 2La lunga attesa dell’alba, con il buio che mi circonda e l’insinuarsi del dubbio di cui è pieno il mondo, mi porta a cercare ancora di più la tua presenza e, mentre cerco la consolazione della tua Parola, il mio cuore si riempie del ricordo di due gesti che tu, Signore, fai per noi fin dal principio e che il libro della Genesi ci consegna: il dono delle vesti e l’invito a lasciare il Giardino.
La mia riflessione nasce proprio dal portare con me i rumori del mondo, le preoccupazioni e le sofferenze che raccolgo ogni giorno intorno a me e dalle notizie che tutti ascoltiamo: guerre, che invece di finire si moltiplicano, coltelli che spuntano dalle tasche dei nostri ragazzi, massacri, morti crudeli e senza senso, assenza di cibo, acqua, medicine, assenza di rispetto per le persone soprattutto delle più deboli, malattie che mettono a dura prova le famiglie, lamentele che si ascoltano un po' da tutte le parti…
E, mentre sento venir meno il respiro, più forte si apre in me il desiderio di ascoltare il suggerimento dello Spirito perché, ne sono certa, deve pur esserci una Parola di grazia e benedizione anche per questo tempo, come si trova in tutto il corso della storia, e tocca a noi trovarla e lasciarla lavorare come rugiada che scende, consola, rinvigorisce e ci mostra la Salvezza del nostro Dio.
Ed ecco che allo sguardo della mia preghiera mattutina si profila l’immagine dell’albero “che sta nel mezzo del giardino”, quando ancora il buio confonde e sfuma i contorni del luogo ben conosciuto della mia chiesa e in me risuonano le parole antiche: “È vero che Dio vi ha proibito di mangiare i frutti della terra?” È uno solo il frutto proibito in mezzo ad un’abbondanza incalcolabile di alberi e di frutti, ma ormai il sospetto si è insinuato nel cuore di Adamo per il lavoro subdolo del grande nemico dell’obbedienza e della capacità di fidarsi e affidarsi.

Nonostante la bellezza della confidenza, del passeggiare di Dio e dell’uomo nel Giardino, le parole del tentatore seducono e inducono a pensare che Dio agisca per gelosia invece che per amore: Dio trattiene qualcosa di meraviglioso per sé, mentre io, creatura, potrei averne diritto e così nasce la bramosia: mangiamo anche questo, forse arriviamo a conoscere il segreto della sua conoscenza del suo potere. 
Ma si conosce così l’agire del male che continuerà a tramare nel cuore umano.
Anche nella confusione e nella disperazione dell’oggi alla radice del male troviamo la gelosia, il potere, il desiderio di avere per sé, di avere sempre di più a qualunque costo, come nelle immagini che corrono sullo schermo del televisore con una consuetudine e rapidità tali da produrre terribilmente assuefazione.
Ma allora quale Parola possiamo avere? Alziamo gli occhi a te, Signore, che ci indichi i tuoi sentieri e ci inviti a percorrerli per allargarci il cuore e per aiutarci a comprenderei la tua volontà anche nei suoi tratti oscuri.
In quale vicolo cieco ci imbattiamo, se invece diamo ascolto alla nostra sete di potere e di possedere?

Nuccia Marnati - Rozzano

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