Tra voi non sia così/3: CONCRETEZZA
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Già da queste poche annotazioni emerge come l’Arcivescovo desideri che la sinodalità non sia ridotta a un discorso, ma si traduca in una vita concreta caratterizzata da stili e scelte che arrivano a toccare le strutture e le procedure.All’ AURORA Ti cerco: PERCORSO DI ORIENTAMENTO VOCAZIONALE per giovani tra i 20 e i 35 anni
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Per l’anno pastorale 2025-26 “…all’Aurora Ti cerco …”, riparte con il desiderio di incontrare altre giovani donne che cercano un senso alla propria vita, nell’orizzonte aperto ad una scelta di consacrazione.Il Centro Diocesano Vocazioni della Diocesi di Milano, in collaborazione con il Servizio di Pastorale Giovanile, USMI e CIIS della Lombardia, rilancia la 3° edizione di “…all’Aurora Ti cerco …”, proposta diocesana di orientamento vocazionale rivolta a giovani donne dai 20 ai 35 anni.
L’Equipe guida, composta da donne appartenenti a diverse forme di vita consacrata, offre questo itinerario per proporre la scelta della vita consacrata, all’interno del vasto mondo delle presenze religiose femminili della nostra Diocesi.
Gli incontri presentano i fondamenti della vita consacrata, sono ritmati da spazi di preghiera e di riflessione sul senso di una scelta di consacrazione per una donna oggi, in un clima fraterno e di condivisione.
Attraverso testimonianze dirette di consacrate, raccontiamo la bellezza della risposta al progetto di Dio Amore, mettendo in risalto risorse, senza nascondere le fatiche e le sfide.
Questa pluralità di interventi permette di presentare varie forme di vita consacrata, mostrando che i doni dello Spirito suscitano nella Chiesa diversi carismi per il bene comune.
Ci sembrano molto significative al senso della proposta le parole che il nostro Arcivescovo scrive in Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra:” …la risposta alla propria vocazione è frutto di un’esperienza d’amore, un affascinante cammino di ascolto, di ricerca e di scoperta, di conoscenza e di dono di sé, è entrare in se stessi e spalancarsi all’umanità, è affidarsi alla promessa di felicità e di pienezza di senso, pur nelle comuni fatiche e difficoltà della vita.”
Nelle due edizioni precedenti (2023-24/2024-25) le giovani donne che hanno partecipato, hanno proprio avuto la possibilità di ascoltare, conoscere, scoprire meglio se stesse nella grazia di un cammino di ricerca con altre giovani trovando uno spazio sincero di confronto.
AVVENTO 2025: Egli dimorerà tra di loro
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“La terra è bassa”, dicevano i nostri vecchi, alludendo alla fatica di stare curvi per vangare, zappare, sradicare le erbacce e infine per raccogliere i frutti del suolo e c’era, in questo dire, una sorta di rammarico per la sorte dell’uomo condannato alla dura legge del guadagnarsi da vivere con sforzo e sudore, a partire da quell’antica cacciata dall’Eden, a seguito della colpa delle origini.Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il "Dio-con-loro". Ap 21,3
AVVENTO 2025: la creazione geme e soffre
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L’Avvento è tempo di attesa e di verità in cui si riconoscono le ferite del mondo, la sete di pace, il bisogno di luce, l’inquietudine del cuore: è tempo di gemiti, come quelli di cui parla San Paolo nella Lettera ai Romani. L’Avvento ci chiede di ascoltare i gemiti del mondo e di trasformarli in desiderio di Dio; ci invita anche a non soffocare i nostri stessi gemiti e a far diventare preghiera le attese che portiamo dentro, le domande che non trovano parole, i deserti interiori che attendono acqua e luce.
“Tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi” non è un’immagine drammatica, ma generativa: non si tratta del dolore della fine, ma del travaglio di un inizio e l’Avvento ci introduce proprio in questo spazio interiore ed esteriore per accogliere i gemiti della terra ferita, dell’umanità che cerca pace, delle persone che attendono giustizia e conforto.
L’Avvento ci guida ad abitare questi gemiti senza paura, perché è lì che si prepara la nascita di Gesù.
La terra geme non solo per le sue ferite, ma perché custodisce una promessa: Dio ha scelto proprio questa terra per farsi carne. L’Incarnazione illumina il gemito del creato.
Custodire la terra è un atto concreto e spirituale: è riconoscere che questo luogo, così materiale e così fragile, è la casa che Dio ha scelto per incontrare l’umanità. Benedire la terra è valorizzare la sua bellezza, proteggerla dalle ferite che rischiano di soffocare la vita, è aprirsi all’opera stessa dello Spirito, che sostiene e dà vita a tutto ciò che esiste.
AVVENTO 2025: la terra darà la luce alle ombre
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Questo versetto del profeta Isaia afferma che i morti vivranno e risorgeranno dalla morte, come la rugiada luminosa di Dio ridarà vita alla terra e farà risorgere le ombre. Un passo biblico che è profezia di risurrezione, di speranza nella vita, più forte del male.Altri articoli...
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