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Beato Paolo VI: ha segnato la vita di ciascuna di noi

inPiazzaIl Beato Paolo VI è stata una figura che ha segnato la vita della Chiesa e con la sua intuizione la vita di ciascuna di noi. Anche noi eravamo in Piazza S. Pietro per la beatificazione di Paolo VI: ecco alcune risonanze.

Cosa ho vissuto in questi giorni a Roma? La semplicità di ricordare, di portare nel cuore, voci e fatti della mia storia di vocazione. Ricordare quello che ho incontrato di Paolo VI nella mia storia di bambina, in modo particolare la vicenda di Aldo Moro, per me così fortemente legata con gli ultimi tempi di vita del papà. Mi sono trovata a riflettere sull'attentato di Manila, che non conoscevo prima. Ho pensato al miracolo riconosciuto per procedere nella causa di beatificazione.

Ho chiesto al Signore di concederci la grazia di un riflesso di questa candida luce per il nostro essere Istituto insieme. Ho chiesto alla Chiesa santa, ai numerosi santi che abitano Roma, di concedermi la grazia di vivere serena i giorni che mi concede di rispondere ancora alla Sua chiamata. Procediamo con fiducia, c'è molta strada da fare!
Isa

IMG 1884 pNon ci sono parole per esprimere ciò che abbiamo vissuto a Roma per la Beatificazione di Paolo VI; ma Roma è stata la meta di una attesa, di un percorso. Quante volte la domanda “quando, la Chiesa, renderà merito pubblicamente a un suo figlio che la tanto amata?”.
Egli è stato un dono, un dono che il Signore a posto nel cammino della sua Chiesa, un dono a volte poco compreso, non amato, presi come spesso dal far prevalere le nostre priorità, i nostri interessi, le nostre paure.
Un dono anche più grande per me (come per ciascuna di noi), perché nei suoi scritti ha sempre valorizzato la figura della donna, il posto che le spetta nella Chiesa; soprattutto perché, con l’intuizione della Pasqua del 1961, sulla presenza della donna nella chiesa diocesana, ha reso realizzabile la vocazione che sentivo dentro di me di stare al servizio della pastorale della chiesa in cui sono cresciuta e ho camminato sin da bambina.
Un dono per questo Istituto che dobbiamo sempre più amare e far crescere, gustando la bellezza di essere testimoni di Gesù Risorto nella gioia. La gioia che questo grande Papa, anche quando era nella sofferenza, gustava e testimoniava.
Un dono desidererei invocare dal Beato Paolo VI : ci aiuti essere donne di gioia perché gustiamo il valore del compito a cui siamo chiamate ancora nell’oggi per testimoniare alle giovani e alle persone che ci sono affidate nel nostro cammino, che vale la pena di consacrare la vita per la chiesa. E non da ultimo il dono delle vocazioni, consapevole che il Signore si serve di noi, delle nostre mani, del nostro cuore, della nostra vita; la chiamata alla vita consacrata passa attraverso la nostra credibilità di donne felici anche quando la vita ci chiede prove che sembrano superiori alle nostre forze.
Argentina

Gli avvenimenti della vita non accadono mai a caso, rispondono ad una ispirazione interiore, sono parte di un Progetto. La strada per crescere è lunga e a volte faticosa, eppure il cammino è la premessa e insieme la meta. Ho desiderato tanto, dal 1978, incontrare Paolo VI e oggi l'incontro è avvenuto. Grazie per questo momento di vita.
Valeriana


E' stato bello e impegnativo essere presenti a questo forte momento di fede e di Chiesa, unite nella preghiera con Paolo VI. Bello anche perché atteso, desiderato da molto tempo e vissuto insieme come Istituto.
Bello il grande dono che il Signore ci ha fatto. Paolo VI è stata una figura che ha segnato la vita della Chiesa e con la sua intuizione la vita di ciascuna di noi. Quanto grande era il suo amore per la Chiesa e quanto questa l'ha fatto soffrire e per essa ha sofferto. Sulla sua tomba ho chiesto per sua intercessione che ci conceda di amare il nostro Istituto, le nostre comunità di ausiliarie e là dove siamo, la Chiesa, nonostante le fatiche, le delusioni, le sofferenze che incontreremo, senza mai perdere la gioia e la fiducia nel Signore Gesù.
Stefania

Papa Francesco benedice le AusiliariePartecipare alla beatificazione di Paolo VI, oltre ad essere la prima volta che partecipo ad una celebrazione di beatificazione a Roma, è stata per me occasione davvero grande per rimotivare la mia scelta di consacrazione al Signore nell'Istituto delle Ausiliarie diocesane. La profetica intuizione della Pasqua 1961 (vedi), con pazienza, tenacia e fiducia, è dono concreto alla chiesa. Anch'io mi unisco alle parole di papa Francesco nella sua omelia di beatificazione: "grazie nostro caro e amato Paolo VI. Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa".
Tutte noi abbiamo gioito quel giorno e continueremo gioire ogni volta che sapremo vivere con gesti di amore il cammino della Chiesa, anche quella di Milano.
Al temine della messa di beatificazione, in attesa di veder passare papa Francesco, ho pensato a chi ci ha voluto bene e, ne sono sicura, anche loro dal paradiso hanno gioito, come noi.
Grazie a tutte noi, per la presenza discreta e orante.
Maria Grazia T.

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