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Se sei stanco di camminare, comincia a correre

03CA4398 C881 4F7C A07E 46863AC30572Mi era già successo a Maggio. Accompagnavo gli ‘improbabili’ adolescenti del mio oratorio al consueto appuntamento-mandato degli animatori del feriale con il vescovo. Mi era già successo: le parole del vescovo Mario avevano risvegliato in me gli inizi della mia vocazione per la Chiesa diocesana:
«sono alla ricerca di ragazzi improbabili …
ragazzi che non rientrano nelle statistiche.
Questi ragazzi improbabili sono generosi.
Questi ragazzi improbabili pensano agli altri e li invitano alla preghiera
questi ragazzi improbabili vogliono fare del bene,
come tutti hanno i loro limiti, ma sono volonterosi.
Vivono.
Cerco questi ragazzi improbabili per dirvi che la vostra vita è una vocazione alla vita e all’amore
».

Ho sentito quello stesso appello, quella stessa chiamata che, anni fa, mi ha spinto ha donare la vita alla Chiesa e alla Chiesa che mi ha generato:
un giorno io l’ho fatto, mi sono alzata e l’ho detto: Eccomi, manda me!
Da quel giorno la mia vita non è stata una vita tranquilla, ma una vita in movimento, una vita animata da un urgenza, una vita che vibra ad ogni appello; una vita non perfetta, anzi piuttosto arruffata, ma colma di incontri, di fratelli e sorelle, colma di Chiesa, di parole da dire e da fare, di sepolcri da cercare e da vegliare in attesa di resurrezione.


88B2CD6B 85A5 407E 9C77 BEA06C71283FMi è successo ancora, questa volta da un comodo divano.
Non ho accompagnato giovani all’incontro con il papa in preparazione al Sinodo, ma ho seguito i passi di qualcuno da lontano.
Mi è successo ancora quando il papa ha ricordato ai giovani «che avete nel cuore delle stelle brillanti, che sono i vostri sogni, sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano il vostro futuro»
… parole che fanno tremare i polsi anche ad una quarantenne che insegue ancora sogni.
E ancora Francesco ha commentato la corsa di Pietro e Giovanni al sepolcro ed ha indagato le ragioni di quella corsa: una speranza riaccesa, la visione della morte di Gesù in croce. Ha continuato il papa: «da quella mattina, cari giovani, la storia non è più la stessa. Quella mattina ha cambiato la storia. Nemmeno quel pesante macigno ha potuto resistere. E da quell’alba del primo giorno dopo il sabato, ogni luogo in cui la vita è oppressa, ogni spazio in cui dominano violenza , guerra miseria, là dove l’uomo è umiliato e calpestato, in quel luogo può ancora accendersi una speranza di vita»
… Mi è successo di nuovo: proprio una speranza riaccesa, un desiderio di vita per ciascuno mi aveva chiesto di «non accontentarmi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila».
Mi è successo di nuovo: Eccomi, manda me!
Il papa è andato più in profondità e, anche se non ero li, mi sono commossa nella lettura:
«ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio[…] Lo spirito santo vi spinga in questa corsa in avanti».
Mi è venuta voglia di riprendere la corsa, ho ringraziato per quanti hanno corso al mio fianco e hanno sostenuto la mia corsa, ho ringraziato per i sepolcri che mi è capitato di vegliare e per le luci di Resurrezione di cui sono stata testimone.
Poi il papa ha immaginato due particolari di questa corsa mi hanno vinto definitivamente e hanno dato forma ai sentimenti che si muovevano dentro di me.
Questa corsa ci insegna a regolare il nostro passo e ad adeguarlo a quello dell’altro perché non siamo soli ma «con il popolo di Dio che ci da’ sicurezza, nel popolo di Dio, nell’appartenenza al popolo di Dio hai un’identità»
Questa corsa ci conduce ad incontrare la Vita nei luoghi dove regna la morte. «Non stiamo alla larga dai luoghi di sofferenza di sconfitta di morte. Dio ci ha dato una potenza più grande di tutte le ingiustizie e fragilità della storia: Gesù ha vinto la morte dando la sua vita per noi. E ci manda ad annunciare ai nostri fratelli che Lui è Risorto è il Signore».
L’amore, la gratitudine e la dedizione per il popolo di Dio che è la sua Chiesa e l’urgenza dell’Annuncio della Resurrezione

Mi è successo ancora una volta … se non fossi Ausiliaria Diocesana, deciderei di diventarlo sentendo queste parole!
Se sei stanco di camminare e ti capita di sentire la speranza affievolirsi e di ridurre i sogni, se senti nel tuo camminare la tua Chiesa in affanno, ti consiglio di iniziare a correre!!

 

Roberta Casoli, ausiliaria diocesana a Milano

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