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Testimonianze di vita donata/1: PAOLA

paola montiUn annuncio, un imperativo, una constatazione: testimonianza di Paola Monti, in servizio pastorale a Seregno
 
Un annuncio: “Non cercate tra i morti colui che è vivo”.

Le donne del Vangelo vanno al sepolcro e un luogo di morte, di dolore, di smarrimento, di angoscia diventa luogo di incontro con l’annuncio che cambia la storia: il Signore, il Maestro è risorto! Anche per noi, uomini e donne del giorno d’oggi, risuona questa Parola e ci incoraggia a rimetterci in cammino e a riscoprire che il Signore è il Signore della vita e non della morte. 

“Perché piangi? Chi cerchi?” Anche per noi, uomini e donne del giorno d’oggi, risuona questa Parola  e ci rassicura: sotto lo sguardo del Risorto nessuno è sbagliato, ogni situazione è visitata, trasfigurata e riceve un annuncio di novità di vita. Tutti possiamo essere trasformati dalla Grazia!
 
Un imperativo: “Non abbiate paura, non temete”.

La nostra paura di uomini e donne del giorno d’oggi e il nostro timore ricevono una parola di consolazione e di incoraggiamento, addirittura quasi un comando! Il Signore non ci lascia soli nello sconforto e nello smarrimento, ma li attraversa con noi fino in fondo e così ci apre alla speranza che, come diceva Papa Francesco nell’omelia della veglia Pasquale, “è una speranza nuova, viva, che viene da Dio. Non è mero ottimismo, non è una pacca sulle spalle o un incoraggiamento di circostanza, con un sorriso di passaggio. No. È un dono del Cielo, che non potevamo procurarci da soli”. Sono parole che ci aiutano a riconoscere lo ‘specifico’ della fede, che è dono ricevuto gratuitamente e chiede un impegno di testimonianza. E continua, il Papa: “Tutto andrà bene, diciamo con tenacia in queste settimane, aggrappandoci alla bellezza della nostra umanità e facendo salire dal cuore parole di incoraggiamento. Ma, con l’andare dei giorni e il crescere dei timori, anche la speranza più audace può evaporare. La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita”.

Una constatazione
Quest’anno, in tempo di pandemia, riflettendo sul mistero della Pasqua, mi sono lasciata coinvolgere dal mistero del Risorto che è il Crocifisso, del Risorto che ha i segni della passione: Tommaso deve passare dall’incredulità alla fede mettendo le mani nel costato trafitto di Gesù Risorto!
La gloria del Risorto è quasi sommessa, non è messa sotto la luce dei riflettori e mi verrebbe da dire che il Risorto è umile, è uomo e Dio anche nella gloria.
I segni della passione non sono cancellati, come se non ci fossero stati. Sono lì sul Risorto a dirci: “non ti ho amato per scherzo” (Omelia del venerdì santo – Vescovo Mario Delpini, citando Angela da Foligno). 
Proprio sulla croce, Gesù ci ha amati sino alla fine, dando compimento alle sue stesse parole: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto” (Gv 12,24); “chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà” (Mc 8.35) …quasi a dire a noi, uomini e donne del nostro tempo: “Se volete amare, amate così!”
Ecco…mi piacerebbe nella vita testimoniare la risurrezione, andando sempre più in profondità del mistero di morte e risurrezione che accompagna la vita di ogni uomo e che ci svela il volto di Dio
Paola Monti

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