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Verso la Pasqua 2 - Gesù incontra Simone di Cirene

Sono i primi giorni del tempo di Quaresima nel rito romano. Percorro la via sterrata del monastero e mi introduco nel bosco di castagni. Nella brulla terra piemontese, ascolto il brano di Luca 23,26: 
il rumore di una folla ansiosa e discorde urla una crocifissione, cerca la verità di un uomo nella memoria viva delle sue parole, battendosi il petto…invoca una salvezza che scorre per le strade. 
“mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene che tornava dai campi e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù” (Lc 23,26).
Quasi fosse un vestito, un abito da indossare… da allora la storia di quest’uomo qualunque si interrompe. Preso. Chiamato, dalla voce prepotente di qualcuno che ha dato voce al Maestro nel bisogno, Simone di Cirene viene in-vestito della medesima storia. E così il Signore stesso, nel silenzio di una obbedienza alla propria debolezza, accetta di condividere il suo legno, fa spazio al silenzio di un altro e ai suoi interrogativi.
Tra gli alberi del bosco snelli e secchi, ricordo i miei campi quotidiani, della bassa milanese,  impolverati dalla vita di giovani e adulti, saturi di parole, di situazioni e di distrazioni. 
Nel chiasso di una folla che mi coinvolge, spesso mi scopro a pensare che qualsiasi carico pesante possa essere, in qualche modo, chiamato croce. Tra le parole di chi la ostenta e la nomina,  spesso ritrovo infedeltà, durezze, prove, ribellioni, sconcerto e solitudini... allora anche l’ascolto nel silenzio si fa pesante.
È il silenzio del cireneo forse riempito di preghiera,nel quale risuonano i suoi passi composti e diretti verso la meta di una  morte inspiegabile e che parlano del Maestro: la croce è la sua.
Quest’abito ha un nome, un volto, una confidenza, inizia ad appartenergli e ad appartenermi, nasce una relazione, si stringe un legame e le ore diventano tempo di fraternità.
Nel campo di ogni giorno, riconosco tanti Simone di Cirene per i quali questa vicenda si è fatta carne e storia personale; sono loro che riescono a cambiare la mia normale attività in risposta di Risurrezione.

Elena Comignani, in servizio a Vizzolo Predabissi / Melegnano-Pastorale Giovanile
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