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Verso la Pasqua 7 - Risorto da morte

La deposizione accomuna tutto il genere umano che sin dalla nascita sperimenta mille strade per evitare il ritorno alla nuda terra. Il timore e il tremore fanno parte di questa resistenza e non a caso la parola rivolta alle donne il mattino di Pasqua è un invito a "non avere paura". Come ogni passaggio che scava dentro l’esistenza, risorgere ha a che fare con ciò che ci immobilizza e ci fa temere per la nostra vita, gli affetti, i progetti e il futuro. La Risurrezione di Gesù è una stazione della via crucis, è gioia che lacrima. La Pasqua si misura con la morte del venerdì e il silenzio del sabato: in ognuno di noi, prima o poi Gesù muore, tace, non compie più miracoli e non offre più consolazioni. Eppure…

Le donne sono invitate a guardare lo spazio della Sua deposizione per vederne lo svuotamento e ascoltare per prime gli echi della parola che il Padre ha riservato al Figlio: “non qui!”. Chi ama fino in fondo non resta prigioniero della morte. Chi si spegne nella contraddizione, anelando l’amore per la verità, dalla verità dell’amore rinasce. Pasqua è vivere di fiducia, quando le mani sono vuote e il cuore è pieno di strappi; anche oggi pare un vaneggiamento… Eppure l’annuncio accade…da una gioia che lacrima a… lacrime di gioia.


Paola Vitali, Milano – Comunità Buon Pastore –

Nell’immagine: Luca Cavalca, Risurrezione

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