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Verso la Pasqua 1 - Gesù caricato della croce

A Gesù crocifisso si aggiunge spesso l’articolo “il”, per risaltarne l’originalità e il valore paradigmatico, non perché sia l’unico: ancora oggi “qualcuno” viene caricato della croce,  ma perché in quella croce riconosciamo tutta la sofferenza di Dio e il suo essere "parziale", scegliendo di 1.ALIDADcondividere la sorte delle vittime.
Tutto ciò assume un significato particolare per i preadolescenti con i quali lavoro, che sono specchio dell’oggi e lente attraverso cui scorgere il futuro della società.
Essi vedono e talvolta sperimentano il peso delle croci che il mondo attuale carica sulle spalle dei più fragili ed esprimono atteggiamenti e parole che non possono non interpellare chi è al loro fianco come educatore.
A questo proposito, sono davvero impressionanti gli appellativi, i luoghi comuni, le resistenze, i dubbi, i pregiudizi e gli insulti che in modo cinico, anche se magari ingenuo, “gli adulti di domani” associano oggi al termine plurale “profughi”: evocano la spavalderia inconsapevole (?) della folla che urla “Bar-abbà” (figlio del padre!) quando è posta di fronte alla necessità di fare il gesto coraggioso di liberare un giusto.
A questi ragazzi che crescono chiedo di incontrare AlidadShiri (clicca sulla foto per vedere il video), di leggere la narrazione della sua storia, raccontata nel libro “Via dalla pazza guerra” (Casa Editrice Il Margine, Trento), perché hanno diritto di conoscere storie vere, di vedere chi, pur caricato della croce, è vivo. Il Crocifisso, infatti, singolare o plurale, è via verso la vita.

Silvia Meroni-Ausiliaria diocesana, San Giuliano Milanese

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