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QUARESIMA V - Straniero, mi avete accolto

download 2Questa estate Mariaregina ha collaborato, per la Casa della Carità, con Matilde e Lorenzo all'accoglienza dei migranti a Bruzzano, periferia nord di Milano. La coppia di sposi ha dedicato il tempo delle proprie vacanze estive a questa opera della misericordia. 

Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato,
ero carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25, 35-36) 

Quante volte abbiamo letto o ascoltato queste parole. E quante volte abbiamo avuto paura di metterle in pratica; per inadeguatezza, perché non ci siamo sentiti pronti, per indifferenza o semplicemente per delegare ad altri la soluzione dei problemi. Questa estate, con un po’ di incoscienza e tanta fiducia nel Signore, abbiamo scelto con i nostri sacerdoti, un gruppo consistente di volontari e il supporto della Casa della Carità di fare nostre queste parole del Vangelo e di aprire le porte del nostro oratorio, ma prima di tutto del nostro cuore, all’accoglienza di migranti provenienti da diversi paesi, dove la guerra, la fame, le persecuzioni, le ingiustizie e la morte, non lasciano alcuna alternativa se non la fuga. Accogliere è innanzitutto aprirsi alla parola di Dio e farla diventare vita reale e concreta; accettare la sfida del vangelo è sperimentare che la misericordia può diventare lo stile delle nostre relazioni.

Dal 24 luglio al 31 agosto sono passati nel nostro oratorio 351 persone tra donne, ben 11 gravide, uomini e bambini. La comunità si è stretta attorno a questi fratelli e si è preoccupata di rendere il loro soggiorno il più sereno possibile, per poter recuperare le forze e la volontà per continuare il travagliatissimo viaggio, con destinazione quasi sempre verso i paesi del nord Europa, con il sogno e la determinazione di ricominciare una vita da uomini liberi. Abbiamo “accompagnato” alcuni di loro nel percorso della richiesta di asilo politico e, a oggi, essi sono ancora in Italia in attesa dell’accettazione o della revoca del permesso di soggiorno, per ora confermato fino al 24 febbraio 2016.

Con i migranti che sono rimasti in Italia siamo ancora in contatto tramite i social network. 
Certo lo sforzo è stato notevole, ma la preghiera personale e comunitaria, ci ha dato la forza di andare avanti e di vivere questi giorni al fianco di chi in questo momento chiede solo di essere aiutato. 
Sono stati utilizzati gli spazi dell’oratorio e ognuno di noi ha messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, in totale gratuità.
Ci siamo organizzati suddividendo la giornata in turni, dalle 7.00 del mattino alle 24.00, in modo che ci fosse sempre presente un numero  sufficiente di volontari per garantire il buon funzionamento dell’ esperienza; poi chiunque poteva unirsi per dare il proprio contributo.
images 1Oltre a preparare e servire la colazione ed i pasti, sono stati organizzati momenti ludici e di aggregazione per i bambini durante il giorno e alla sera per tutti, animati spesso dai volontari più giovani.
E’ stata anche realizzata una “Scuola di Italiano”, che ha fornito ai migranti i primi rudimenti della nostra lingua per potersi far capire nei loro bisogni  essenziali.
 Siamo stati aiutati quotidianamente anche da alcuni detenuti del carcere di Bollate, che hanno potuto condividere con noi il clima e le emozioni di questa estate. 
Abbiamo passato con questi nostri fratelli, 39 giorni. Sono state 39 pagine di Vangelo vissute con loro. Da questa esperienza tutta la comunità ha tratto beneficio e si è rafforzata. 
Un’ultima riflessione: Gesù invita i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, sfidando le insidie delle acque e della tempesta.
Su quella barca i discepoli sono impauriti, dubbiosi, inadeguati di fronte alle insidie. Quante volte anche a noi accade lo stesso. Senza Gesù, lontani da Gesù, pensiamo di non potercela fare. Ma Gesù è sempre con noi, presente e pronto a sostenerci. Le comunità cristiane sono tutte invitate a salire su quella barca, a far proprio il Vangelo, a sfogliare giorno per giorno le sue pagine e farle diventare vita concreta. Attorno a noi ci sono i migranti,  ma non solo loro. Ci sono persone sole, persone anziane, ci sono malati, ci sono persone che perdono il lavoro, ci sono famiglie in difficoltà e tanto altro ancora.
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25, 40)
                                                                         
Matilde e Lorenzo






















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