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Quale Trasfigurazione?

trasfigurazioneLa festa della Trasfigurazione del Signore, che la Chiesa celebra il 6 agosto, ci pone davanti al desiderio di Gesù di amare fino alla fine. Una volontà che si manifesta radiosa anche in ogni essere umano che dona se stesso agli altri. È una luce che non acceca, ma trasfigura; che non rimuove il dolore, ma lo assume, offrendo uno sguardo nuovo sulla storia.
In questo stesso giorno, nel 1978, moriva san Paolo VI, arcivescovo di Milano e padre generatore della nostra comunità di Ausiliarie diocesane. Fu lui ad intuire la bellezza di una consacrazione pienamente inserita nella Chiesa locale e nella trama del mondo. Per Paolo VI la fede non era mai disincarnata: la spiritualità e l’impegno, il Vangelo e la storia, dovevano camminare insieme.
Quest’anno, il 6 agosto, ricorre anche l’ottantesimo anniversario dall’indimenticabile giorno, del 1945, in cui veniva sganciata la bomba atomica su Hiroshima, seguita tre giorni dopo da quella su Nagasaki
Memorabile in questo giorno, fra i molti richiami al disarmo offerti alla chiesa e al mondo da papa Montini, quello al Palazzo di Vetro dell’ONU, nel celebre discorso del 4 Ottobre 1965, immerso nell’apice della riflessione Conciliare, quando faceva sua “la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso”.
Totalmente proteso all’avvenire del mondo, sollecitava rapporti fra i popoli “regolati dalla ragione, dalla giustizia, dal diritto, dalla trattativa, non dalla forza, non dalla violenza, non dalla guerra, e nemmeno dalla paura, né dall'inganno”.
Potente il richiamo: «non più la guerra, non più la guerra!». Implorava: «se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno. Le armi, quelle terribili. specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli».
In questo intreccio di memoria liturgica, storica e profetica, il 6 agosto diventa invito a contemplare il volto di Gesù, splendido nell’amore, per ritrovare la dignità dell’uomo e il senso delle nazioni
Quale trasfigurazione, infatti, occorre oggi per il mondo?

Silvia Meroni

Link al discorso integrale: https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations.html

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