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Donne della passione: LE AMICHE DI GESU'

MARTA E MARIAQuesta volta non è la “sorella di Marta”, e non è la “sorella di Maria”.
Questa volta ci sono, semplicemente, le amiche di Gesù. Le guardiamo e le osserviamo così, cercando di percepire la sproporzione del bene che prende dimora nei loro cuori, nei loro corpi. E l’Amico si sente a casa, sia nella vicinanza fisica che nella lontananza perché, ormai, abita in lora una familiarità, un sentire intimo e fiducioso, che si esprime con libertà e assenza di filtri.
Alle amiche di Gesù è permesso essere vulnerabili; anzi, è questa la condizione per assumere l’autenticità della vita anche nei suoi capovolgimenti e nei suoi imprevisti.
In Marta e Maria, le amiche dell’abbondanza, la custodia delle differenze si compie nel modo in cui entrambe, pur in accenti diversi, condividono l’amicizia di Gesù e l’ascolto della sua Parola.
Significativo è il richiamo rivolto all’amica che teme non essere vista nella sua dedizione smisurata: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, Maria ha scelto la parte migliore” (Lc 10,41). È interessante notare come Gesù non le rimproveri una mancanza o un errore. Al contrario, la invita ad una scelta. L’amicizia guarda oltre, sente oltre, assapora la libertà di inventare forme sempre nuove d’umanità. È bastato quel nome pronunciato “due volte” per sgombrare i risentimenti, i nodi, le paure, per lasciare andare quel bisogno di controllo e quelle durezze, forse nate dalla fatica di voler essere a tutti i costi all'altezza della situazione, degli altri, o di una religiosità fatta di sole leggi.
L’Amicizia vede l’essenziale; è il luogo dove tutto incomincia e ricomincia, dove non sai tutto ma il “tutto” lo senti nel profondo.  E’ il luogo dove il linguaggio supera ogni grammatica convenzionale.
Allora, cambiamo registro. E’ il tempo in cui noi, le amiche di Gesù,  decidiamo o ridecidiamo per la parte migliore
Pochi giorni prima della passione, Marta serve a cena mentre Maria unge i piedi di Gesù con profumo prezioso”. (Gv 11,1). Bellissimo. Siamo noi stesse, autentiche!
Emanuela Maistrello
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