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Tu sei l’atteso! – 3. Nel nome del Padre

foto3Gesù è Figlio del Padre e questo sembra scontato per noi che siamo educati fin da piccoli a partire nella preghiera dal segno di croce: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Nel cammino di Avvento, ripercorriamo le tappe fondamentali della fede e accogliamo il Vangelo con curiosità, quella curiosità che indica apertura ad imparare.

Nel Vangelo di Giovanni al cap. 5, si sottolinea la non accoglienza, la contestazione dei Giudei, a cui Gesù risponde con tre elementi: la testimonianza di Giovanni Battista, le sue opere (ad esempio il miracolo a favore di un infermo compiuto poco prima!),l’essere mandato dal Padre.
Il tono è incoraggiante e anche noi siamo invitati ad apprendere un metodo per imparare a riconoscere la venuta di Gesù oggi, nella nostra vita.
- Prima di tutto studiando la Parola, prendendo in mano il testo biblico, leggendolo, interrogandolo, pregandolo. I discepoli di Giovanni Battista ci mostrano la fecondità di questa via che porta chi la percorre a compiere gesti di conversione radicale.
- Altro elemento è l’imparare a riconoscere nelle opere d’amore il segno della fede oggi operante. Saper guardare alla storia e alla cronaca quotidiana con occhi aperti a vedere la sorprendente vittoria del bene e l’andare oltre a quegli schemi giudicanti e superficiali che costringono la verità dentro parametri ottusi.
- Il terzo passo è guardare al Padre, alzare lo sguardo dagli idoli e da ciò che ci fa presumere di conoscere ogni cosa, per ascoltare e accogliere sempre di più “Colui che viene”.

Preghiamo il Vangelo e ripetiamo con umiltà il segno di croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo”

Gv 5,33-39
Il Signore Gesù disse: « 33Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. 34Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. 35Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. 36Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, 38e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. 39Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me».

Buona domenica!
ISA SANTAMBROGIO (insegnante – collaboratrice pastorale migrantes)

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