Stampa

Letture Estive: Perché non rileggere qualche parabola?

LettureEstiveGesù ha raccontato parabole non solo perché, come tutti gli uomini geniali, amava i paragoni, e neppure perché da buon maestro voleva che il suo messaggio fosse chiaro e accessibile. Ha parlato in parabole perché a proposito di Dio e del suo mistero non è possibile diversamente. Dio è al di sopra dei nostri pensieri e delle nostre parole. 

Le parabole, che sono come un vangelo nel vangelo, forse meglio di altre pagine riescono a metterci in contatto con Gesù di Nazaret, conla sua personalità, il suo modo di parlare, i suoi pensieri, la sua concezione di Dio, di se stesso e dell’uomo. Con il loro linguaggio aperto e sempre inadeguato rispetto alla verità che comunicano, esse costringono a pensare e esercitano in ogni epoca il loro fascino perché mantengono, anche per il lettore moderno, la loro capacità di interrogare e stupire.

Perchè non approfittare dell'estate per rileggere qualche parabola? 

1) 22 luglio: L’affare della vita. Le parabole del tesoro e della perla (Mt 13, 44-46)

2) 29 luglio: L’insopportabile bontà. Gli operai nella vigna (Mt 20,1-16)»

3) 5 agosto: “Aveva ancora uno, il figlio amato”. La parabola dei vignaioli (Mc 12, 1-12)

Stampa

Sara. "La benedirò e diventerà nazioni" - recensione di don Matteo Crimella

sara di laura invernizzi coverL. Invernizzi,Sara. “La benedirò e diventerà nazioni” (Madri della fede), San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2019, pp. 138, € 14.

«Chi non conosce Abramo?» (5). Con questa domanda si apre il nuovo, bellissimo libro di Laura Invernizzi, appartenente all’Istituto delle Ausiliarie Diocesane di Milano, docente di esegesi dell’Antico Testamento presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e professoressa di introduzione alla teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alla domanda, tuttavia, si affianca immediatamente una constatazione: «Forse non sempre, però, si ricorda che una donna cammina accanto ad Abramo e che se Abramo è chiamato a diventare “padre di una moltitudine” (Genesi 17,5), di lei, di Sara, si dice che “diventerà nazioni” e che “re di popoli nasceranno da lei” (Genesi 17,16)» (5). Laura Invernizzi prende il suo lettore per mano, facendogli gustare il racconto biblico così come si presenta e mostrando, passo dopo passo, quale figura di Sara emerga. Il volume può essere gustato autonomamente, ma diventa ancora più prezioso se lo si pone accanto al testo biblico, letto e riletto, così da assaporare la bellezza e la profondità della narrazione di Genesi.

            Cerchiamo anzitutto di ripercorrerlo, dando spesso voce all’autrice.

            La vicenda di Sara inizia prima che il Signore chiami Abram, nel momento in cui questa donna diventa la sposa del grande patriarca. Afferma Genesi: «E Sarài divenne sterile e non aveva figli» (11,30). Come giustamente nota l’autrice, la Bibbia non dice che “Sarài era sterile” ma che ella «divenne sterile». La donna cioè, non era sterile da sempre, ma lo divenne in conseguenza al matrimonio con Abram, al suo «essere presa» (Gen 11,29) da parte di Abram.

Leggi tutto...

Stampa

I luoghi dell'incontro 7: il mare

7.mareEccoci giunti alla soglia della libertà, eccoci giunti al passaggio finale di un cammino nel deserto che ora lascia vedere la fine. Ma quale finale ci possiamo aspettare? Quello della sconfitta? Quello del “potessimo tornare indietro!”? Oggi, come ogni generazione di viventi che ci hanno preceduto, dobbiamo fare appello alla memoria e fidarci di Colui che condusse “i figli di Israele all’asciutto in mezzo al mare e l’acqua fu per loro un muro a destra e a sinistra” (Es 14,29).L’intero racconto è nel libro dell’Esodo, nei capitoli 14 e 15. Qui ci soffermiamo solo alcune espressioni poetiche di quel canto che da allora ogni generazione canta e balla in prossimità della Pasqua.

Leggi tutto...

Stampa

I luoghi dell'incontro 6 : la città

6.cittàSiamo nel libro del Cantico dei Cantici, un libro che ha faticato ad entrare nel canone biblico e che è poco proposto: a volte è proclamato nelle celebrazioni nuziali, normalmente ne leggiamo solo alcuni versetti durante l’anno liturgico. È un libro ardito che racconta l’amore: non solo l’amore tra Dio e il suo Popolo (come veniva interpretato in passato), ma narra l’amore umano, meglio, possiamo dire che celebra l’amore umano (non riducibile a quello matrimoniale!) perché noi siamo fatti per amare! Esistiamo per amare! Desideriamo essere amati!
Verità e desiderio non solo di alcuni tempi-luoghi della nostra vita, ma che ci accompagnano e dimorano in noi nella ferialità-quotidianità, lì dove siamo e viviamo, mentre noi ci muoviamo e percorriamo la città.
La città che è connotata di una certa ambiguità: da una parte è fucina di relazioni, come un telaio dove si intrecciano i fili di vite-storie fino a creare un tessuto dai molti colori; dall’altra parte, nella città spesso si sperimenta l’anonimato fatto di sguardi bassi, passi frettolosi…
E, allora, ci venga in aiuto questa donna che osa dare voce al suo e nostro desiderio più profondo, che ci insegna dei movimenti. Vediamoli.

Leggi tutto...

Stampa

I luoghi dell’incontro 5: il deserto

5. desertoC’è il segreto desiderio di una vacanza nel deserto, per chi vive sempre nel caos della città, come sete di silenzio e riposo per il corpo e lo spirito.
Ma il deserto è aridità e non placa nessuna sete. Il verso degli animali feroci è lama tagliente di urlanti pericolose solitudini e il sole infuocato del meriggio, brucia come una pericolosa minaccia, più che invitare alla sosta e alla quiete, perché il deserto non si abita, ma si attraversa. In esso non si sosta, ma si va pellegrini.
Il discorso, riportato di seguito, si colloca, appunto, al termine di un lungo cammino percorso nel deserto dal popolo d’Israele: un cammino faticoso in cui il popolo viene messo alla prova nella sua fedeltà al Signore.
Al termine di questo cammino Mosè invita a fare memoria degli interventi del Signore nella vita di Israele, perché la fede è un cammino che, mentre si compie, deve fare memoria costante di ciò che è stato.
Fare memoria delle prove significa anche comprendere ciò che ha aiutato a rimanere fedeli e ad andare avanti.
Le prove che il Signore ci mette davanti coinvolgono tutta la nostra vita, i nostri affetti, i nostri de-sideri, le nostre speranze. Spesso ci mettono in crisi e ci impediscono di guardare avanti e ci chiu-dono gli orizzonti. In realtà, però, la prova e la tentazione servono per fortificare la nostra storia personale. Sta a noi decidere cosa vogliamo fare delle prove che continuamente la vita ci riserva: se viverle come tentazione ad abbandonare la strada intrapresa o trasformarle in un’occasione per scegliere quali passi fare per rendere il nostro cammino più saldo e spedito. E… siccome le prove sono una costante nella nostra vita, è importante farne memoria perché di fronte ad esse non ci troviamo sprovveduti ma impariamo, per esperienza, ad affrontarle.
Di fronte alla prova abbiamo comunque una certezza: Gesù ci prepara sempre alle prove e nelle prove è con noi, non ci lascia soli. Mai.

Leggi tutto...

Sottocategorie

  • La Bibbia delle donne
    Nel contenitore pomeridiano di TV2000 è stato di recente inserita nello spazio religioso del mercoledì (14.35-15.00) una rubrica intitolata: «La Bibbia delle donne». Si sarebbe anche potuta intitolare «Le donne della Bibbia» ha detto la conduttrice durante la prima puntata. In ogni puntata, infatti, viene presentata una figura femminile, attingendo tanto dall'Antico quanto dal Nuovo Testamento. Alla lettura di alcuni testi affidata alla voce di un'attrice, viene alternato il commento di una biblista o di una teologa, per un dialogo serrato, di voci tutte femminili, attorno ad una Parola che sprigiona la sua ricchezza.
I cookies ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Continuando a navigare accetti l'utilizzo dei cookies.