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Un cammino durato sedici anni

don_Paolo_CortesiDon Paolo Cortesi lo scorso giugno ha lasciato l’incarico di Assistente ecclesiastico dell’Istituto delle Ausiliarie diocesane. 
Il compito dell’Assistente non è appariscente, ma è prezioso: se da una parte è l’Arcivescovo stesso a rendersi presente attraverso di lui nella vita dell’Istituto, dall’altra l’Assistente svolge le funzioni di consigliere e animatore spirituale.
Secondo il nostro Statuto, la durata del mandato non è prestabilita, ma dipende dal giudizio dell’Arcivescovo, della cui sollecitudine verso l’Istituto l’Assistente deve rendersi interprete (Statuto, n. 112). Così, Per sedici anni, rappresentando quattro arcivescovi, don Paolo ha camminato con noi, illuminando, incoraggiando e consigliando con discrezione e franchezza
In occasione della giornata comunitaria, che tradizionalmente segna per noi la fine degli esercizi spirituali e del tempo estivo, desideriamo ringraziarlo di cuore per questo lungo servizio: abbiamo chiesto a Nuccia Marnati, Sorella Maggiore quando don Paolo iniziò il suo incarico, di regalare ai nostri lettori (e a don Paolo) un ricordo personale.

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TUALOMBA (grazie in lingua Tonga)

zambia2È la parola che racchiude tutte le emozioni provate nella settimana trascorsa in Zambia.
Sono partita con tante ansie, l’ignoto mi ha messo tanta agitazione ma come sono arrivata a Lusaka e ho visto Suor Maria Teresa e Suor Catherine che erano venute a prendermi per portarmi con loro a Monze tutte le ansie si sono acquietate e hanno lasciato spazio al desiderio di conoscere e di lasciarmi plasmare da questa nuova esperienza.

Le strade con delle buche enormi, che mi facevano sobbalzare nonostante la suora cercasse di evitarle, mi hanno fatto subito capire che anche gli spostamenti in quella terra d’Africa sono problematici appena si esce dalla città. Però accanto a questo la meraviglia suscitata in me dalla natura, ancora molto verde perché appena terminata la stagione delle piogge e appena cominciato l’autunno, non c’era infatti un caldo esagerato. Il tramonto bellissimo e velocissimo e poi il cielo stellato meraviglioso: come non pensare alla creazione, alla creatività di Dio che con tanta perfezione ha disegnato quella immensa natura senza fine. Il senso dell’infinito che spesso sperimento al mare, lì l’ho sperimentato con la terra è una sensazione bellissima.

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Dopo 25 anni...ELENA

comiC’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Ascolto questa canzone di Fiorella Mannoia del 2011 e leggo:”come hai ascoltato la voce di Dio?” L’ho ascoltata come voce tra i banchi di scuola, la mia città, le cose e gli amici di tutti i giorni….e i miei sogni! Vivevo senza programmi speciali mi sembrava fosse già speciale ciò che stavo facendo a cui davo importanza più per paura di non riuscire che altro. Questa normalità che mi occupava la giornata e un po’ mi sfiancava, nascondeva ciò che ricordo di me e riconosco ancora presente nel cuore dei ragazzi oggi: è il desiderio di essere speciale, di sognare che ciò che sei sia notato da qualcuno, e non sia invano o comune.
il Signore era… un nome che sentivo importante, raccontato da altri… era una parola nei miei interrogativi a volte profondi a volte superficiali..rimaneva sepolto tra grandi domande.
Un bel giorno si è fatto vivo attraverso uno sguardo che sembrava conoscermi e sapere di me, è diventato l’interlocutore più sincero intimo e vivace; ha dato senso e motore ad una presenza nella chiesa e tra gli amici che prima non avevo, ha riempito la mia povertà.
Spesso sono tentata di essere io ad interpretare questa parola, a scalarne i significati, a farla parlare..in realtà devo solo tendere l’orecchio a ciò che mi chiedo e lì la ritrovo capace di rispondermi con la consolazione e il coraggio di sempre.
L’ho seguita accorgendomi che portava dentro di me frutti che altrove non vedevo: ho iniziato a sentire che la mia vita poteva essere semplicemente bella, fatta per essere regalata. Non è stato immediatamente l’Istituto delle Ausiliarie diocesane la prima idea anche perché non le conoscevo; questa forma però una volta conosciuta è stata ciò che ha saputo dare prospettiva concreta e praticabile alla mia ricerca e anche gioiosa pur nelle difficoltà della storia.
Ora non smetterò…
Io credo di aver avuto semplicemente il desiderio di trasmettere questa ricerca: “ogni sogno ti porta più in là!” dice il testo. Sapere e far sapere che il Signore sogna già la vita di ciascuno è ciò che chiamiamo vocazione: poter essere per altri questa voce con la propria esperienza, interpretarla, accoglierla, stando anche così in mezzo alla gente è parte della vita consacrata e donata: è profezia!


Elena Comignani

 

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Dopo 25 anni... MARIAGRAZIA

maria graziaAscoltare la voce di Dio con la testa, il cuore, e anche la memoria; è così che ho ascoltato la voce di Dio; non attraverso eventi grandi , ma cercando di ricordare quanto il Signore stava cercando di farmi capire attraverso la mia quotidianità, il vissuto in famiglia, nel rispetto vicendevole, nel lavoro nel servizio in parrocchia. Poi le risposte alle mie domande “chi essere”, “cosa fare”sono arrivate dal vangelo, soprattutto in Gesù che, solo nel campo degli ulivi, trova il coraggio di fare la volontà di Dio per il bene dell’umanità. Dalla meditazione di questa pagina evangelica mi sono chiesta se anch’io fossi capace di dire sì a Dio. Tutto questo è stato un cammino molto lungo, ma consapevole, che mi ha portato, anche attraverso l’aiuto di chi ha guidato e accompagnato il mio cammino di discernimento, a scegliere di consacrare la mia vita al Signore. La scoperta dell’Istituto delle Ausiliarie è avvenuto in seguito a un’esperienza estiva con l’Azione Cattolica, durante la quale sono venuta a conoscenza dell’Istituto e del suo specifico carisma. Quello che più mi ha attirato è stata la scelta di una sequela di Gesù stando in mezzo alla gente, condividendo le fatiche, la fede e soprattutto accompagnando le persone a conoscere sempre di più il volto e l’amore di Dio. In questi anni ho scoperto e conosciuto un volto di Dio che è Padre, che ama i suoi figli, che ti lascia libera di decidere, (dopo aver meditato la sua Parola) e agire, ma con uno sguardo sempre attento ai figli. In questi anni ho avuto la possibilità di insegnare religione con i bambini della scuola dell’infanzia, e attraverso loro, sto scoprendo sempre un Padre misericordioso che ama gratuitamente.

Maria Grazia Miotti

 

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Dopo 25 anni... MARIA CHIARA

Mariachiara25 anni! La parola che mi nasce dal cuore è GRAZIE!
Signore grazie perché mi hai chiamata, perché mi hai fatto incontrare un Istituto che mi ha accolto, una famiglia che mi ama!
Mi sembra ieri che con impegno e ansia cercavo di scoprire che cosa Gesù desiderasse da me, infatti la ricerca vocazionale ha segnato gli anni della mia giovinezza; tante volte mi sono trovata a pregare così: “Parla Signore, il tuo servo ti ascolta”. Ora è con gioia che rileggo tanti episodi della mia gioventù come un filo rosso che ha legato tutto e mi ha portato a fare una scelta concreta; certamente ciò che mi ha aiutato a fare discernimento è stato il confronto serio e libero con il padre spirituale e il cammino vocazionale del Cenacolo. Le Ausiliarie Diocesane le ho incontrate in una vacanza formativa dell’Azione Cattolica a Santa Caterina e sono rimasta affascinata dal servizio alla Chiesa diocesana e dall’apertura a tutti senza un ambito particolare che loro propongono. Questo incontro, che poi negli anni universitari è stato approfondito, ha permesso che il mio desiderio di darmi a Gesù si concretizzasse maggiormente.
In questi anni sono passata sempre più dalla passione per la Chiesa a sentire il bisogno di recuperare maggiormente un rapporto intimo e personale con Gesù, Gesù sentito come sposo, Gesù il solo che riempie il mio bisogno di donna di essere amata e mi aiuta a rimotivare continuamente il mio desiderio di servire questa Chiesa Diocesana.

Maria Chiara Goglio

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