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Con la definitività della mia consacrazione desidero manifestare la resurrezione di Gesù

GiusiIl 9 settembre dirò «sì» per sempre a Gesù… che mi chiama a seguirlo sulla via dei consigli evangelici. È un sì che nasce da lontano, da quel desiderio profondo di pienezza e di libertà che ha sempre caratterizzato la mia vita di adolescente, di giovane impegnata in oratorio come animatrice, educatrice, entusiasta della vita e di quello a cui mi dedicavo con passione: le relazioni belle, profonde e libere che mi facevano sognare la bellezza di una vita così…

Sì, credo che lì si trovi la sorgente della mia vocazione. In questa direzione si erano mosse anche alcune scelte precedenti, soprattutto lo studio delle lingue, animato dal desiderio di relazionarmi con chi appartiene ad altre culture per scoprire con stupore quanta ricchezza è nascosta nella diversità.

Alcune domande mi hanno guidato e accompagnato in quel periodo: che cosa faccio della mia vita? Come metto in gioco la mia libertà? Qual è il mio modo di amare Gesù? Dopo anni di esperienze intense, che mi hanno fatto crescere umanamente e spiritualmente, mi sono “arresa” di fronte all’amore di Dio, grande e intenso, che ho sentito per me; ho riconosciuto così che quanto mi faceva paura poteva essere invece motivo di gioia; ho scoperto che la volontà del Signore non è altro che vivere il desiderio che abbiamo nel cuore, perché la nostra sia gioia sia piena.

È in quel periodo che ho conosciuto per la prima volta alcune ausiliarie. Ne ho apprezzato fin da subito alcuni aspetti: lo stile di vita, segnato da vicinanza, prossimità, cura pastorale per tutti gli uomini e le donne, in qualsiasi momento della vita; ho scoperto la diocesanità come fonte di spiritualità, luogo in cui si incarna il mistero di Gesù morto e risorto per l’uomo di oggi… Ho sentito anch’io il timore e la gioia delle donne della Risurrezione che, ricevuto l’annuncio, sentono l’urgenza di diffonderlo. Così anni fa ho iniziato il cammino che mi ha portato fin qui, una preparazione lunga, intensa e profonda, che mi ha portato a scegliere la consacrazione e, all’interno di essa, a sviluppare il desiderio di relazione con la diversità, accostando, conoscendo e incontrando il mondo arabo-musulmano.

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Dopo 25 anni... MARIALUISA

galbyMaria Luisa, qual è la parola che sintetizza la tua vita?

Forse la parola che ancora oggi fa da sintesi alla mia vita è "Servizio", quel servizio che si rispecchia in modo sublime nell'icona biblica della lavanda dei piedi. Questa pericope evangelica è uno dei testi biblici che hanno da sempre connotato il mio desiderio di amare il Signore e di donarmi ai fratelli sull'esempio che Lui ci ha dato.

Un servizio umile e concreto, fatto nel silenzio e nel nascondimento; un servizio fatto di opere e non solo di parole, che testimonia l'amore e l'Amore con l'A maiuscola, un amore che profuma di "spreco" come il profumo di nardo con il quale Maria di Betania ha unto i piedi di Gesù.

Un servizio gratuito che diventa stile di vita ad immagine del Maestro, dimentica di me stessa per amare tutti fino alla fine come Lui ha fatto.

Sperimento sempre in pienezza questo amore quando, in ginocchio, lavo i piedi e taglio le unghie a mio papà che non riesce più a farlo da solo. Sì, perché sono proprio i piccoli gesti quotidiani di servizio che, se vissuti con amore, mi fanno comprendere il senso e la bellezza della mia consacrazione e donazione oblativa a tutti. E questi gesti sono proprio le piccole realtà quotidiane della mia vita pastorale e comunitaria, il mio inginocchiarmi, il mio lavorare e sorridere, tutto ciò che mi accompagna dal mattino alla sera e che assumono un grande orizzonte perché sono fatte con gioia, coraggio, entusiasmo e passione.

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Dopo 25 anni... DANIELA

daniela rovescalliDaniela, qual è la parola che sintetizza la tua vita?

La parola che sintetizza la mia vita è senza dubbio "fiducia".Per me non è stato assolutamente facile capire a cosa mi chiamava il Signore, ma è stato ancora più difficile comprendere che dovevo fidarmi. Non a caso il brano di Vangelo in cui da sempre mi identifico è quello dell'Annunciazione dove vi è un frase che per me è fondamentale "Non temere".

Chi è l'Ausiliaria diocesana?

Per me l'Ausiliaria Diocesana è anzitutto una donna, nel senso bello e completo del termine, e una donna che con la sua femminilità e sensibilità si mette a fianco della gente camminando e condividendo la vita di tutti i giorni, cercando lo "straordinario nell'ordinario".

A una giovane che si interroga sul suo futuro, che cosa dici della vita consacrata?

A te, giovane che ti interroghi sul futuro, dico che la vita consacrata non è migliore o peggiore del matrimonio, ma è ciò che di meglio potessi trovare per me, che mi realizza come donna e come credente perché non posso pensarmi diversamente.
"Vieni e vedi", non perché mi paragono a Gesù, ma semplicemente perché non penso ci sia modo migliore per far conoscere ad un altro qualcosa che stia vivendo se non testimoniandolo.

Daniela Rovescalli è a Corsico
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Dopo 25 anni... SONIA

soniaSonia, qual è la parola che sintetizza la tua vita?

La parola che sintetizza la mia vita è Misericordia, con la M maiuscola perché è la sua di Padre nei miei confronti. Un Padre che è sempre pronto a riaccogliermi e ad abbracciarmi.

Chi è l'Ausiliaria diocesana?
 
L'Ausiliaria Diocesana è una donna che si è sentita immensamente amata e ha ricambiato questo amore con una scelta di vita dedicata. Questo all'interno della Chiesa di Milano, accanto ai preti e ai laici, condividendo le gioie e le fatiche della vita delle comunità cristiane.

A una giovane che si interroga sul suo futuro, che cosa dici della vita consacrata?
 
La vita dedicata all'interno di un Istituto di vita consacrata è una scelta che, come tutte le scelte di vita porta con sé tante gioie, ma anche tante fatiche. La sola certezza è che il suo Amore non ti lascia mai e si manifesta in tanti piccoli modi quotidiani.

Sonia Mondonico è a San Donato Milanese
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Rallegrati, il Signore è con te!

fotoManuMariaManca meno di un mese al 2 ottobre. Con quali sentimenti si stanno avvicinando Manuela e Maria al momento in cui diranno il loro «Sì per sempre» al Signore? Ecco le parole che li descrivono.

Il Papa nella lettera ai consacrati e alle consacrate nell’anno della vita consacrata ha esordito così:
«Volevo dirvi una parola e la parola è gioia. Sempre dove sono i consacrati, sempre c’è gioia!».
L’angelo Gabriele nell’annuncio a Maria dice: «Gioisci,Rallegrati», più che un saluto è un invito alla gioia.
Anche noi come ausiliarie vogliamo accogliere questo invito, cioè a rallegrarci e a gioire per il dono della chiamata alla consacrazione, consapevoli che il nostro Si per sempre è accompagnato dalla presenza di un Dio che ha compiuto meraviglie nella nostra vita, nel nostro cammino.
È un profondo sussulto ed un’intima emozione a generare in noi un’unica parola: GRAZIE!
Grazie, Padre, per le continue premure, le quotidiane attenzioni, le squisite delicatezze…, con cui ci fai percepire la tua presenza costante.

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