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#Firenze2015 Il Papa ce l'aveva detto - mercoledì 11.11

Data pubblicazione
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Firenze6Oggi abbiamo iniziato a lavorare noi… prove di conversazione…prove della chiesa del futuro!
I delegati sono stati divisi in 20 stanze, 10 tavoli per ogni stanza e 10 delegati per tavolo, con il loro nome e cognome, non importa se vescovi preti o laici normali…solo persone con a cuore la Chiesa.


Ma il papa ce l’aveva detto…entrate in uno stile solidale… Dialogare non è negoziare. Discutere insieme, pensare alle soluzioni migliori per tutti. Molte volte l’incontro si trova coinvolto nel conflitto. Nel dialogo si dà il conflitto: è logico e prevedibile che sia così. E non dobbiamo temerlo né ignorarlo ma accettarlo.
Confesso che c’è stato conflitto! Confesso che ho sperimentato le diverse velocità della chiesa e la fatica ad ascoltarsi e a trasformare il conflitto in anello di collegamento di un nuovo processo (Evangelii gaudium, 227). C’è chi al tavolo non si è nemmeno seduto e chi appena seduto al tavolo ha iniziato a dubitare del metodo.

Ma alla fine di questa sera, vi confesso che la sensazione che ho è quella di essere a casa. Abbiamo discusso anche animatamente e nel verbale, che abbiamo appena finito di stendere, abbiamo evitato alcune parole per non urtare la sensibilità di nessuno, eppure mi sento a casa in un confronto schietto, sofferto ma sereno… riconosco alcuni volti amici della diocesi e non, e anche volti che rimangono distanti …ma forse un processo è iniziato… forse come una volta ci aveva detto Stella Morra la conversazione è davvero la figura della Chiesa del futuro.
Continuo a sognare ma oggi mi è stata restituita la concretezza variopinta della Chiesa.

Roberta Casoli
Ausiliaria diocesana, delegata a #Firenze2015

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