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Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10,37). Con queste parole Gesù conclude la parabola del buon Samaritano e ci invita a trasformare l’amore ricevuto in un amore concreto, capace di farsi vicino a chi è nel bisogno.
In occasione del mio 35' anniversario di consacrazione, riconosco quanto queste parole abbiano accompagnato il mio cammino, in particolare negli ultimi quattro anni di servizio alla Caritas cittadina di Rho. L’incontro quotidiano con persone fragili e in difficoltà mi ha insegnato ancora una volta il valore dell’ascolto, dell’accoglienza e dell’accompagnamento.
Per un’Ausiliaria Diocesana, la carità pastorale è un carisma da vivere nella quotidianità: riconoscere nell’altro un volto da accogliere, una storia da ascoltare, una vita da custodire. È proprio nel servizio che ho riscoperto con maggiore intensità che la vocazione alla carità non consiste soltanto nel fare, ma nel lasciarsi coinvolgere dalla vita delle persone e nel diventare, con semplicità, presenza e prossimità.
In questo cammino non sono stata sola. Ho incontrato tanti volontari che, con generosità e discrezione, donano tempo, energie e cuore agli altri. Tra loro penso in modo particolare a una volontaria scomparsa improvvisamente, che ha vissuto la carità ogni giorno, nella famiglia e verso le persone più povere.
Al suo funerale mi ha colpito la presenza di tante persone da lei accompagnate nel corso degli anni. Non servivano molte parole: la loro presenza diceva che una vita donata aveva lasciato un segno.
Ho compreso ancora una volta che questa è la vera fecondità della carità: non ciò che riusciamo a realizzare o a contare, ma il bene che rimane nel cuore e nella vita delle persone attraverso un gesto, un ascolto, una presenza capace di restituire speranza e dignità.
Anche la vocazione consacrata passa da qui: lasciarsi raggiungere dall’amore di Dio e permettere che questo amore diventi dono per gli altri. Come il buon Samaritano, siamo chiamati a fermarci, a prenderci cura, a farci prossimi.
A 35 anni dalla mia consacrazione, sento ancora l’invito di Gesù: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso». È un invito semplice e sempre nuovo a vivere la mia vocazione come una vita donata, nella certezza che, quando la vita diventa dono, diventa anche feconda.
Maria Luisa Galbiati
Caritas cittadina Desio
Anniversari di consacrazione 2026