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E OGGI FACCIAMO IL PANE

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paneUn’attività casalinga che mi piace e mi aiuta a scaricare la tensione è impastare il pane. Spesso mi capita di iniziare l’opera avvolta dal silenzio che è proprio del sorgere del giorno, quando ancora le strade sono deserte e nemmeno un rumore viene a disturbare la concentrazione per non dimenticare nulla di necessario.
Vi può sembrare strano ma nel preparare tutto ciò che serve sul tavolo non posso fare a meno di pensare alla bellezza del quotidiano. Quotidiano che Dio benedice continuamente e anche quotidiano di cui Gesù stesso si è rivestito.
La prossima festa del Natale ci ricorda che l’amore del Padre arriva fino al dono del proprio figlio Gesù che si è immerso nella vita ordinaria di tutti i giorni. Ha fatto suo ogni gesto, ogni minuto, ogni situazione che dà forma anche alle nostre giornate ricche di gesti piccoli o grandi che siano.
In quei trent’anni di vita a Nazaret, Gesù ha regalato la presenza di Dio nell’ordinarietà di tutti i giorni. Ha regalato la Parola del Padre che dice Alleanza, Solidarietà, Salvezza…ci ha mostrato come Dio mantiene le sue promesse.
Così, insieme allo schiarirsi pian piano del cielo, sembra entrare nella cucina una luce più grande, meravigliosa, che ci parla della “dimora di Dio con gli uomini: la Gerusalemme celeste”.
Facendo scorrere tra le dita la farina, che sembra aiutare a comprendere cos’è la tenerezza, riesco a vedere un’innumerevole serie di occhi di bimbi che, nel corso della storia, hanno seguito curiosi e meravigliati le mani della mamma o della nonna in movimenti che dicono la cura e la tenerezza che i piccoli gesti ci regalano gratuitamente.
E mi piace immaginare come, tra tutti questi occhi spalancati, ci siano anche quelli del piccolo Gesù che segue attento e curioso il movimento delle mani di Maria e che non si lascia sfuggire neppure il movimento delle sue labbra che sussurrano, cantano e danno ritmo al lavoro con la preghiera dei Salmi.
È bellissimo pensare che basta saper ascoltare il silenzio per comprendere com’è vero che la Parola di Dio guida e illumina i nostri passi e vedere come i semi di Vangelo riempiono la vita di tutti gli uomini e le donne e anche la vita di un’Ausiliaria Diocesana chiamata, come dice il nostro Statuto, a “proclamare Gesù vivo e presente nella storia umana, ricordando a tutti che la nostra storia di tutti i giorni è luogo di salvezza e santità”.
Fare il pane, impastare, attendere la lievitazione, per me, è un percorrere la bellezza di questo far correre il Vangelo: la buona notizia nelle nostre case e nelle nostre strade.
Penso anche che ci sono pochi ingredienti fondamentali se si vuole un risultato buono da mangiare: la farina, l’acqua, un pizzico di zucchero e di sale e il lievito che potrebbero rappresentare quelle parole della Scrittura che ci dicono il pensare, l’agire di Dio e di Gesù e che presentano l’uomo e la donna creati a immagine di Dio Padre e Creatore.
E poi ci sono ingredienti che scatenano la fantasia e fanno del pane che si sta formando qualcosa di unico e attento ai gusti di chi lo mangerà con noi.
Può essere un pane che accompagna i cibi salati oppure un pane dolce che parla di festa, un pane con le noci, o con i semi di girasole… e così via.
Ed ecco che, dopo aver mischiato tutti gli ingredienti, arriva il tempo dell’impastare vero e proprio: quell’amalgamarsi di tutti gli ingredienti che si confondono insieme per dare vita a qualcosa che sarà delizia ai palati e che scalderà il cuore perché frutto gratuito del prendersi cura.
E questo riflette l’azione del Vangelo nella vita: tutto si mischia e si fonde perché la vita di tutti e di ciascuno abbia un senso, abbia un gusto: “gustate e vedete quanto è buono il Signore…beato chi fa dei suoi giorni il luogo dove gustare il bene”.
Ed ecco che si può accompagnare il ritmo dell’impastare con il ritmo delle preghiere dei Salmi, “Benedetto sei tu, Signore, Dio d’Israele che sempre vieni a visitarci e ci doni salvezza”. 
E così, mentre il tempo della lievitazione è paragonabile agli spazi di silenzio e di ascolto della Parola, la cottura nel forno, che ci regala una bontà tutta da gustare, ci ricorda che, se ciascuno fa la sua parte, la vita di tutti è più bella e nascono meravigliose comunità di santi, che dalla porta accanto, parlano al mondo di Gesù, Re della pace.

Nuccia Marnati, Rozzano
Parrocchia di Sant’Agostino e Santa Monica e Parrocchia di Ognissanti


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